IL MERCATO DEL VOTO E LE NUOVE SCHIAVITU’ ELETTORALI

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pietro simonetti

Oggi si vota molto diversamente da prima. E’ cambiato tutto nel nostro Paese.In Basilicata molto di piu’.Nei piccoli territori, al di là delle analisi dei flussi, delle tendenze e delle prospettive , si ha la possibilità comprendere meglio e prima cosa sta accadendo in quello che non è più l’apoteosi della democrazia rappresentativa ma un grande mercato del voto nel quale c’è da capire il ruolo dei mercanti, le modalita’in spostamento dei voti da uno schieramento all’altro, le ragioni del cambiare “casacca”e le diverse giustificazioni del “salto della quaglia”

Nelle piccole regioni come  nei Comuni in via di estinzione,nelle aree in via di  desertificazione demografica si possono individuare meglio,anche a seguito dell’aumento del controllo  sociale sui cittadini dovuto alla scarsità degli abitanti, le nuove forme di cattura  del consenso elettorale , o, per dirla TUTTA, la spendibilità funzionale dell’anagrafe clientelare, arricchita in questi anni di strumenti tecnologici nuovi che consentono anche di evitare il porta a porta. In passato  i protagonisti di questo richiamo alla responsabilità civica erano i Partiti,le forze sociali,i centri Culturali che organizzavano i fronti, mobilitavano gli iscritti ,selezionavano i gruppi dirigenti. La storia della fase successiva alla seconda guerra mondiale dimostra ampiamente come si strutturavano le forze,come si definiva l’identità di uno schieramento, si elaboravano piattaforme e programmi legati alla fuoriuscita dal fascismo e, in Basilicata, dal tentativo di uscire dalla miseria , dall’oppressione del latifondo, dall’angustia dell’isolamento.
Per tanti anni e’stato così: fronti contrapposti, ideologie presenti, scelta accurata della rappresentanza e rapporto stretto con le persone, non considerate semplici elettori ma cittadini da orientare, difendere, coinvolgere . Trovavano spazio anche momenti di unità ,pur nella vivacità del confronto, ed erano questi legati alla difesa della democrazia ,alla lotta al terrorismo , alla difesa dell’unità regionale, dei suoi interessi e degli interessi del popolo tutto..
Si può azzardare che tutto comincia a cambiare dopo il terremoto, anche se , già in quei tempi erano comparsi, sia pure in forma limitata, esempi di accaparramento di risorse,  interessi di gruppi imprenditoriali, episodi di mala gestione della  cosa pubblica.
Con il post sisma  nascono le consorterie, i gruppi di affari,le prime infiltrazioni malavitose per spartirsi i circa 4000 miliardi di vecchie lire, che sommati ai soldi rivenienti dal Bilancio pubblico allargato , facevano gola a molti, e non certo per il desiderio di impostare una corretta programmazione e una altrettanto corretta gestione delle risorse per lo sviluppo economico ed il lavoro.
Ovviamente la situazione si aggrava con le risorse provenienti dalle estrazioni petrolifere ed il passaggio dalle opere pubbliche ai sub appalti con particolare riferimento al traffico dei rifiuti anche speciali e all’indotto delle aree petrolifere. Mentre si guarda molto a questo comparto vengono ignorati altri settori dall’agricoltura, al turismo, ai servizi.
Nel contempo si forma il grande bacino del lavoro precario, della CIG e della mobilità che conta solo nel pubblico circa  ventimila  persone. Su questo comparto l’attenzione del mercanti del voto sarà particolarmente diligente
Parliamo dei precari della Regione,  di quelli del sistema sanitario ,delle Province, di Comuni ed enti sub regionale. Precari assunti a tempo determinato e senza concorso, cui si aggiungono il personale delle aziende di servizio della Regione, dove gli appalti privati, le nuove forme di partita iva, i rinnovi provvisori degli affidamenti , le centinaia di consulenze per scopi indefiniti, gli incarichi professionali esterni a scapito del personale esistente,  e via elencando. Una forza stimabile complessivamente attorno alle 50 mila  unità. Si aggiunga a tutto questo il sistema privato legato all’unica grande azienda pubblica che è la regione, dove il personale delle ditte, che siano di manutenzione o di appalti informatici, sono costantemente sotto la spada di Damocle della conclusione dell’appalto e della nuova gara, con tutti gli accorgimenti per la predisposizione di un vestito favorevole alla continuazione del lavoro. Qui, l’esigenza di catturare voti aguzza l’ingegno di molti dei candidati che ultimamente hanno scoperto nuovi sentieri  di sfruttamento dell’arte, dell’industria della cultura,delle sagre e dei premi. Per centrare l’obbiettivo di essere elettoalle diverse cariche del sistema di potere locale  si disfano i partiti, si allertano nuovi schieramenti sempre motivati  dalla ricerca del bene comune, come schermo per il bene privato.Ecco così i pacchetti di  voti da mettere a disposizione o da trasferire, l’alleanza da contrattare, il collega da tradire, con la ferocia del trasformismo e dell’opportunismo degenerato. Gli ultimi esiti, nel secolo in corso sono facilmente analizzabil e praticamente oggettivi .Solo così si possono ottenere preferenze a livello industriale.I votanti diminuisco ed il controllo elettorale aumenta ed aumenterà mentre il lavoro manca,i redditti non sono sufficienti,lo spostamento divora il territorio. Il mercato elettorale ed i professionisti del settore godono del momento magico , e non si accorgono che il campo è pieno di feriti ed esclusi.
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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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