IL MIBACT NON AMA POTENZA

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Certi cantieri ormai sono entrati a far parte del paesaggio urbano, al punto che nessuno si domanda più  che fine faranno. Stanno lì a omaggiare la burocrazia e a sottolineare l’indifferenza generale con cui si guarda a certi processi costruttivi che partono col piede sbagliato e si infossano alla prima acqua. La ex Biblioteca provinciale, come il cinema Ariston sono , insieme a Bucaletto, i segni di ferite nel tessuto urbano della città che non sono mai state rimarginate. C’era anche l’ex concessionaria Procaccio a via Mazzini che per anni ed anni ha coperto con un logoro telo verde mezzo strappato un edificio in attesa di essere ristrutturato. Poi , qualche privato  ci ha messo l’occhio, ha capito che in quella posizione poteva fare qualcosa di grosso e ne è nato un palazzo , non male se si considera quello che c’era prima.  La storia della Biblioteca provinciale è la storia  di vent’anni di trascuratezza. Nel 2002 la Provincia  la diedi in comodato d’uso al Ministero dei Beni culturali , con l’opzione dell’acquisto dopo dieci anni al costo stabilito di 2 milioni e mezzo.  Per la sua ristrutturazione ,il Ministero stanziò 7 milioni di euro, ma neanche il tempo di attrezzare il cantiere che l’impresa dichiarò fallimento. Anzi, la stranezza è che già sei mesi prima dell’affidamento dei lavori, la stessa aveva chiesto il concordato preventivo, anticamera della procedura di liquidazione e del fallimento che poi arriverà qualche anno più tardi. Dal 2004 si ferma tutto in attesa di un nuovo appalto che si tiene nel 2010. Tre anni per la ultimazione. Neanche il tempo di iniziare che subentrano altre questioni che fermano i lavori. Sembra che si fossero semplicemente scordati il consolidamento sismico della struttura, inadeguata per legge alle fun zioni cui era destinata. Ora qui, non si tratta di un fabbricato qualsiasi che può essere abbattuto e rimpiazzato, ma di una opera architettonica di grande pregio , firmata dall’architetto genovese Ernesto Puppo, autore di molte opere oggetto di studio nelle facoltà di architettura.  Ebbene , in un momento storico in cui il Governo invita a correre per completare le opere e per dare velocità alle nuove, nessuno a Potenza che si ponga il problema di come mettere la parola fine  ad una vicenda assurda , nessuno, dal Prefetto al Sindaco, al soprintendente che ponga con forza al ministero il tema di come uscire dall’impasse, utilizzando magari le procedure speciali previste per alcuni grandi lavori.. E sì che quella struttura lo stesso Mibact l’aveva destinata a sede dell’Archivio di Stato . Evidentemente per il Ministro Franceschini, e lo conferma la protesta che tutti i direttori regionali gli hanno fatto pervenire, gli Archivi di Stato sono contenitori culturali di serie B che non meritano attenzioni speciali, non rientrando in quelle opere seguite dai mass media.    E sì che al Ministero abbiamo anche la fortuna di avere un consigliere di stato che è di Potenza e che è un Docente universitario, uno che la cultura l’ha mangiata sin da piccolo e che  si è messo felicemente alla testa di Matera 2019. Evidentemente con Potenza c’è un feeling politico interrotto che spiega il perchè di questa “distrazione”. C’è qualche parlamentare che voglia dare una bussatina alla porta di Francescini? Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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