UN MOVIMENTO IN CERCA D’AUTORE

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MICHELE PETRUZZO

           Mentre l’estate incalza e la nazionale italiana si appresta alla finale degli europei, la politica nostrana sembra essere preda di strane complicazioni e di contorcimenti inaspettati, primo fra tutti la questione della leadership del Movimento Cinque Stelle. La rottura tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo appare profonda, oltre che fortemente divisiva all’interno dell’elettorato pentastellato. Nessuno si sarebbe aspettato una situazione simile, sia per quello che l’ex Premier rappresentava all’interno del Movimento – dato che era ormai prossimo ad assumerne le redini- sia per quello che aveva contribuito a costruire all’esterno, nell’intento di dar vita ad un campo progressista, sulla base dello schema giallo-rosso. Dunque le carte si mescolano e il discorso sulle alleanze si complica; situazione non semplice, in vista delle prossime elezioni amministrative d’autunno. Non a caso, il partito di Enrico Letta osserva con una certa preoccupazione gli sviluppi di una vicenda che, a prescindere dal suo esito, costituirà inevitabilmente uno spartiacque, con un prima e un dopo. A sinistra del PD, non sono pochi quelli che si sono apertamente schierati con il Professore, sperando di poter riproporre l’esperimento politico del Conte-bis. Nel Movimento, invece, c’è chi auspica che la tempesta possa placarsi e che il mare torni ad essere navigabile, per poter proseguire senza perdere nessun membro dell’equipaggio. La scissione definitiva, infatti, non si è ancora consumata e le trattative di mediazione tra le parti continuano incessanti. L’eventuale uscita di scena dell’ex Premier non sarebbe indolore e causerebbe un conto salato in termini elettorali. Di questo i vertici pentastellati ne sono pienamente consapevoli; motivo per cui molti scongiurano la rottura. Si tratterebbe di un vero e proprio autogol nel momento meno indicato della partita, considerando che la destra sovranista continua a crescere e a raccogliere consensi, in primis Fratelli d’Italia, che pare aver tratto beneficio dalla scelta di fare opposizione al governo Draghi.

Nei mesi precedenti, al Movimento era stato spesso criticato lo stallo in cui era piombato, ovvero il suo ritrovarsi senza una guida effettiva, in attesa di sviluppi futuri. Ed erano in molti a chiedere una scelta di campo, nodo che Conte sembrava aver finalmente sciolto. Tuttavia adesso si corre seriamente il rischio di dover fare tutto da capo, di scucire e ricucire la tela. Alcuni, addirittura, intravedono l’eventualità di un ritorno al Movimento delle origini, quello barricadero della “scatoletta di tonno”; un’ipotesi che risulta abbastanza remota, se si considerano i fisiologici mutamenti dettati dal processo di istituzionalizzazione della stessa forza politica, avviatosi con il suo ingresso in Parlamento.

Dunque il Movimento Cinque Stelle si appresta ad un’estate rovente, da cui in qualche modo dovrà pure uscirne, con o senza Giuseppe Conte. In base a ciò che accadrà, sarà interessante capire se, quanto e come la figura dell’ex Premier sposterà gli equilibri della politica italiana, dopo un lungo periodo di gloria nei sondaggi, che lo ha visto ai vertici della classifica di gradimento tra i vari leader. E sarà altrettanto interessante scoprire quello che accadrà al Movimento, che non ha ancora deciso cosa vuol fare da grande.

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Sull' Autore

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

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