Il Movimento 5 Stelle tra passato, presente e futuro

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MICHELE PETRUZZO

L’uscita di Luigi Di Maio dal Movimento 5 Stelle sembra prospettare un’estate non semplice per i pentastellati, negli ultimi giorni al centro dell’attenzione mediatica. Un momento di svolta importante, che porta i militanti (e non solo) a interrogarsi sul futuro prossimo. Lo scenario politico si complica, e non poco, soprattutto in vista delle elezioni politiche del prossimo anno. Se già dopo le ultime e recenti elezioni amministrative, in cui il Movimento non ha ottenuto risultati soddisfacenti, qualcuno iniziava a riflettere, ora gli interrogativi si infittiscono. Quali dinamiche entreranno in atto dal punto di vista politico? In percentuale, quanto peserà questa scissione? Cosa ne sarà del Movimento 5 Stelle? Cosa ne sarà del famoso progetto dell’alleanza giallorossa e del campo largo? Domande non semplici, a cui soltanto il tempo saprà rispondere. Nel frattempo alla guida del Movimento resta Giuseppe Conte, che non avrà un compito semplice, dato che questa scissione lascerà strascichi importanti, soprattutto dal punto di vista dei numeri e degli equilibri parlamentari, considerato il consistente gruppo che seguirà Di Maio. Fino a qualche tempo fa sarebbe stato difficile ipotizzare uno scenario simile, soprattutto se si pensa alla storia e all’iter del Movimento 5 Stelle. Probabilmente quello attuale rappresenta uno dei momenti più complicati della storia di questa forza politica. Infatti a salutare è proprio uno dei suoi leader. E ciò genera, inevitabilmente, ripercussioni importanti, non solo nel Movimento, ma, nel complesso, in un Paese in cui lo scissionismo sembra attecchire un po’ in tutte le forze politiche, non solo a sinistra. Nel frattempo il 2023 si avvicina. Sarà interessante osservare e capire le future collocazioni politiche e le dinamiche che accompagneranno la prossima campagna elettorale.

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Sull' Autore

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

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