IL NUOVO FRONTE DI LOTTA SI CHIAMA TRIBUNALE DI MELFI

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Se non bastassero le fesserie fatte dal governo Renzi sulle piattaforme petrolifere in mare, sullo smantellamento delle Province e sul disastroso passaggio della Guardia Forestale ai Carabinieri che ha dimezzato il numero degli addetti alla vigilanza dei boschi, spostando in uffici una marea di persone ,c’è la storia della soppressione dei Tribunali minori a ricordare quanto sia stata deleteria lì’entrata in scena del politico fiorentino, che del grande conterraneo Fanfani ha preso solo il cipiglio decisionista e non la capacità operativa e strategica che lo contraddistingueva e che lo ha portato a firmare grandi riforme come il piano casa e lo smantellamento del latifondo.  Gli effetti della nefasta azione del suo nipotino politico e che fu definita “razionalizzazione” ma che oggi si chiama smantellamento di strutture essenziali per l’ordinato vivere civile, si sono visti tutti e dovunque , e non è un caso che la reazione delle comunità interessate si sia alzata di livello fino a perorare una strategia di ripristino delle sedi esistenti, soprattutto in relazione alle conseguenze che in quei territori si stanno avendo. L’avvocato Dii Ciommo, con la sua veemente uscita recente, ha posto la questione di Melfi su un terreno di iniziativa concreta, e cioè la mobilitazione di tutti i parlamentari lucani e di tutte le Istituzioni lucane per riavere un presidio che è indispensabile al territorio, come dimnstra l’escalation della malavita nella zona del Vulture e che oltre a richiedere un rafforzamento della sicurezza quotidiana pretende anche la presenza di quel tribunale che nel passato ha avuto modo di far sentire la propria funzione di lotta al crimine. E’ di oggi la presentazione di una mozione da parte dei consiglieri regionali  pentastellati che invoca una forte e rapida risoluzione da parte della maggiore Istituzione regionale del problema del ripristino della sede melfitana del tribunale la cui chiusura ha penalizzato e danneggiato non solo il Vulture Melfese Alto Bradano, ma l’intera Basilicata”. i consiglieri parlano di “scriteriata rivisitazione della geografia giudiziaria” che ha avuto come sola conseguenza l’ingolfamento del Tribunale di Potenza. . I dati parlano chiaro. Non è stato riscontrato alcun risparmio di spesa ma, al contrario, sono aumentati i disagi arrecati ai cittadini, agli avvocati, agli operatori della giustizia e ai testimoni costretti a lunghi spostamenti”.  “La città di Melfi si trova nell’area più industrializzata della Basilicata e la criminalità organizzata pugliese e campana è stata sempre attratta dagli investimenti che si pianificano lì. Il Vulture-Melfese, come sappiamo, è teatro da decenni di una terribile guerra tra clan mafiosi, con omicidi e casi di lupara bianca. La soppressione del tribunale di Melfi, scelta infelice e dannosa, è una ferita ancora aperta e occorre un serio impegno per rimarginarla”. Insomma si è riaperta ufficialmente una ferita che sanguina e che non può essere curata con semplici antidolorifici., Occorre un intervento serio per ridare vita ad un braccio operativo della giustizia che è stato impropriamente immobilizzato. E siccome questo sbaglio operatorio ha nome e cognome sarebbe il caso che anche  i consiglieri di Italia Viva solidarizzassero con il malato e non con l’apprendista stregone toscano.  ROCCO ROSA

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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