-Il paese, ma quale paese?-

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 Gerardo Acierno 

-Le cose di casa …

                                                          

Arriva un tempo della vita durante il quale ci si mette a rincorrere riflessioni complesse, coinvolgenti, a volte fastidiose altre volte piacevoli e si prova a leggere con dedizione nelle pieghe della propria esistenza. Speculando, quindi, sull’identità, sull’appartenenza, sulla verità, sulla libertà, si approda nella consapevolezza che ‘il presente’  non può essere vissuto sempre e soltanto come un’infinita decadenza ma anche che nessun legame con la modernità ha ragione di esistere se ‘il passato’  è dimenticato.

     In questi mesi e nello spazio che la cortese amicizia di Rocco Rosa mi ha concesso per raccontare, su ‘Talenti’, la ‘lucanità’ di un immaginario paese lucano (Torretta), ho cercato di non cadere nella trappola della ‘rivisitazione’ di una sorta di ‘museo d’ombre’ né di affogare in un bagno di nostalgia o di rimpianto. Ho ritagliato pezzi di vita sforbiciando momenti e adattandoli (spero con cura) all’antica carne del nostro (dei nostri) paese (paesi). I campanili delle chiese punteggiati di bestie scolpite e nicchie muscose; i portali e le cariatidi, i palazzi, le logge, le edicole ai crocicchi; i vicoli contorti, le tradizioni e le leggende, le albe chiare e gli squarci di tramonti; e soprattutto la gente, la nostra gente, le persone, i lucani, il popolo di Basilicata. Tutto questo è risalito nella memoria a ricomporre segmenti importanti dello scorrere del Tempo, mio e della mia generazione.  Eppure, ho concluso che per lungo tempo -troppo tempo!- abbiamo raccattato (io e la mia generazione) soltanto rimasugli di pensiero e, ancora inconsapevolmente ubriachi di chissà cosa, per lungo tempo -troppo tempo!- li abbiamo gettati nel carretto del nostro egoismo, dopo averli sbandierati come conquiste eterne. Ora che -anche- la nostra terra sta dipingendosi di ‘sovranismo’ (!?) si scopre di non saper più leggere nelle pieghe della propria esistenza. Politica, sociologia, antropologia, filosofia e neppure la poesia sanno più indicare orizzonti. Si ricorre all’ascolto di stornellatori e di menestrelli che battono i vicoli e le strade dei nostri villaggi predicando soltanto sentenze e condanne. Si era sperato altro in altro tempo.

Ma ‘le strade di casa da cercare, da trovare, da inventare’ sono ancora qui, intorno a noi e con noi. Malinconia, nostalgia e memoria ci invitano e ci spingono verso un futuro da costruire con altri saperi, con altri frammenti, immaginando altri percorsi. Nessun spaesamento, nonostante il doloroso spopolamento dei nostri borghi, perché lo spaesamento è soprattutto dentro di noi e perciò va combattuto e sconfitto. Lucani sempre. E Italiani che scelgono l’Europa, con tutte le contraddizioni e i ritardi accumulati. Lucani sempre, anche partendo. Chi di noi non ha un figlio, una figlia, un parente nelle grandi città del ricco nord? Su questa come su tante altre controverse vicende, nuove prospettive e nuovi sguardi ci aiuteranno a capire i mutamenti e le novità del nostro presente. C’è un verso di una poesia di Alfonso Gatto che così recita: ‘abbiamo tutti fretta di morire/ per tornare al paese. Eccolo, allora, il paese. Ma quale paese?

Il poeta salernitano si riferisce al paese inteso come metafora della vita, come luogo dell’anima, il posto nel quale riconoscersi ma senza auspicare ‘nessun ritorno al passato o cercare di ripristinare un mondo scomparso che in fondo non è stato certo un paradiso’. E tuttavia quel verso, scioccante e diretto, ci invita e ci esorta a nessuna rimozione né cancellazione di tracce e di segni d’altri tempi. ‘Si è passato e presente. Si fugge e si resta. Si abbandona il paese e si resta in paese’. Per sempre.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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