FRECCIAROSSA, EMILIANO SI INVENTA SCUSE PER NON PAGARE

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Giovanni Benedetto

La fase sperimentale della tratta ferroviaria Taranto-Potenza-Salerno nata per fare transitare il Frecciarossa 1000, scade nel mese di dicembre prossimo.
La Regione Basilicata al posto della proroga ha ricontrattato una nuova convenzione triennale con Trenitalia al costo di 3,3 milioni annui a partire dal 15 dicembre prossimo.
Una cifra consistente che la regione deve sborsare all’ente ferroviario, dal momento che la linea non è economicamente vantaggiosa per i bilanci dell’Ente ferroviario, e quindi chiede un contributo annuo alla regione per risanare il bilancio in rosso che in base al traffico passeggeri registrato negli ultimi tre anni ammonta proprio a 3,3 milioni di Euro. Il Frecciarossa del mattino c per Potenza alle 7 e 35 e diretto a Salerno, Napoli, Roma, Firenze, Bologna con arrivo a Milano piazza Garibaldi alle ore 14,53.
Al ritorno il Frecciarossa 1000 parte da Milano alle 15.00 per arrivare a Potenza intorno alle 22 e 16.
Il nuovo orario invernale riportato da Trenitalia sembra che non rispetterà gli stessi orari estivi: è previsto uno slittamento in avanti delle partenze e arrivi ciò significherà che a Potenza il treno passerà intorno alle 8,13 con arrivo a Roma Termini alle 11,55 e a Milano piazza Garibaldi alle 15,50. L’assessore regionale, all’infrastruttura Donatella Merra, contattata per avere ragguagli in merito ha dichiarato che non ci sono novità, nessun cenno, invece, all’orario. Contattata Trenitalia in merito ai cambiamenti ha dichiarato che: «Si tratta di una revisione complessiva dell’orario pianificata da Rfi, gestore dell’infrastruttura nazionale per migliorare e ottimizzare la gestione dei treni alta velocità anche con l’obiettivo di aumentare la puntualità».
La novità non riguarda solo la variazione d’orario, la Regione Basilicata ha deciso di contribuire alle spese solo, da e fino a Metaponto, escludendo Taranto.
Le motivazioni stanno nel mancato accordo tra le due regioni interessate, avendo la Puglia manifestato il proprio disinteresse a utilizzare soldi pubblici per finanziare una tratta importante ma non indispensabile visto che mediamente sono soli in tremila all’anno i viaggiatori tarantini che utilizzano frecciarossa.
Alla decisione della regione Basilicata di rinnovare la convenzione con Trenitalia escludendo il tratto pugliese ha replicato con un post il presidente della Puglia Michele Emiliano:

“La barzelletta che la Regione Puglia avrebbe tagliato i fondi del Freccia Rossa da Taranto non fa ridere, fa piangere di vergogna chi l’ha inventata.

La verità è un’altra e cioè che la Regione Basilicata, senza alcuna motivazione, ha deciso di limitare, dal prossimo orario invernale, l’itinerario del Frecciarossa 1000 spostandone la partenza da Taranto a Metaponto.

Questa decisione appare motivata solo dall’intento di costringere la Regione Puglia a contribuire per quasi un terzo del costo complessivo della tratta.

Quasi un milione di euro l’anno per percorrere ad 80 all’ora la breve tratta Taranto Metaponto di soli 37 chilometri!!!!

La decisione non porta alcun vantaggio alla Regione Basilicata e toglie a Taranto un collegamento utile, ma non certo indispensabile.

Vi spiego perchè.

Innanzitutto la Regione Puglia non ha mai pagato il Frecciarossa 1000 nè si è mai impegnata in tal senso, non potendo utilizzare soldi pubblici destinati al trasporto pubblico locale per finanziare linee di trasporto nazionale.

Le funzioni e i compiti delle regioni, sui servizi di trasporto pubblico, si limitano a quei servizi che operano in modo continuativo nell’ambito di un territorio di dimensione normalmente regionale o infraregionale come previsto dal D.lvo. n.422/97 (ad esempio il servizio Bari Matera gestito dalle FAL a spese anche della Regione Puglia.

I servizi di trasporto ferroviario nazionale di percorrenza medio-lunga qual è quello in questione competono allo Stato che su specifici itinerari, laddove volesse finanziarli, deve imporre obblighi di servizio pubblico ai sensi della L. 166/2002.

Al di fuori di questi confini di legittimità i servizi ferroviari devono essere lasciati
al libero mercato ed ai meccanismi di incontro tra domanda e offerta, liberalizzati sin dal primo pacchetto ferroviario europeo del 1991 e recepito dal D.lgs 146/1999.

La Regione Basilicata ha chiesto formalmente alla Puglia di farsi carico del 25% (825.000 euro) del costo sostenuto nei confronti di Trenitalia, pari ad 3.300.000 € l’anno, in ragione del dato di frequentazione espresso negli anni 2017 e 2018.

Chiede inoltre che la Regione Puglia riconosca il medesimo contributo anche per le due annualità pregresse (2017 e 2018).

Ciò conferma che nessun contributo è stato mai corrisposto dalla Puglia alla Basilicata.

Dati Trenitalia attestano che i passeggeri saliti e scesi a Taranto sono mediamente 81 per ogni coppia di corse al giorno (andata e ritorno), ciò significa, in aggiunta al biglietto commerciale (€128.50 per Milano ed €78.50 per Roma) va finanziata la somma di € 35 giornaliere per passeggero.

Quaranta persone a tratta, su di una popolazione della sola Taranto di quasi 200.000 abitanti, rappresenta lo 0,02%.

Per questo esiguo numero di viaggiatori la Regione dovrebbe dunque sottrarre 825.000 € l’anno destinate oggi al trasporto pubblico regionale che si preoccupa di garantire a migliaia di pugliesi al giorno la raggiungibilità del proprio posto di lavoro, della propria scuola, della propria università dell’ospedale dove andare a curarsi, in un contesto, nel quale le regioni già contribuiscono per più di un miliardo e mezzo l’anno. Solo la Puglia dal bilancio autonomo preleva 127 milioni l’anno.

Ma questo enorme ed immotivato esborso, provocato da una decisione di non partire da Taranto della Regione Basilicata che non provoca alcun vantaggio alla Basilicata stessa, ci appare una forzatura logica.

Taranto infatti è oggi già collegata a Milano da una coppia di Frecce Bianche con tempi di percorrenza pari ad 8 ore e 23 minuti, di per se già più veloci del Frecciarossa lucano che impiega 9 ore e 3 minuti. 40 minuti in più!

Dal prossimo 24 novembre, questi treni diventando Frecce Argento avranno tempi di percorrenza ulteriormente ridotti ad 8 ore circa.

A questa coppia si aggiungono anche due coppie di InterCity di cui uno notte con cuccette.

Il tutto a zero oneri per il bilancio regionale.

Se il problema, è la raggiungibilità della capitale, le 6 ore oggi necessarie con il Frecciarossa lucano via Potenza, sono ben superiori alle 5 ore necessarie via Bari (con interscambio).

Tratta che, al termine del completamento del raddoppio della linea sul tratta Bitetto – Sant’Andrea sarà ulteriormente potenziato accorciando i tempi di percorrenza.

In parallelo abbiamo chiesto a Trenitalia di studiare la fattibilità tecnica per aggiungere all’offerta dei treni regionali un diretto Taranto-Bari per migliorare l’interscambio con i Bari-Roma in partenza alle ore 6.19 e 7.17, con arrivo a Roma alle 09.58 e 11.23.

Questa previsione ha radici lontane, se si pensa che l’Accordo Quadro con RFI risale al 2015, e prevede che il completamento del raddoppio infrastrutturale della Bari-Taranto e la disponibilità del nuovo assetto del nodo di Bari , permetterà anche ai servizi provenienti da Taranto di essere calibrati sull’orologio di Bari c.le consentendo di usufruire di tutta l’offerta espressa sia dalle relazioni regionali (verso Foggia e verso Lecce) che dalle relazioni di lunga percorrenza verso Roma, Milano, Venezia, Torino.

Tutte queste questioni da sempre affrontate con assoluta imparzialità nei limiti di quanto ci consente la legge ed i vincoli di sostenibilità economica e finanziaria sono sempre analizzati con attenzione e ove possibile realizzati.

Amareggia constatare che su queste questioni si montino intollerabili speculazioni politico / elettorali senza rendersi conto che si rischia di privilegiare l’interesse dei pochi rispetto all’interesse pubblico generale a cui ogni amministratore pubblico deve guardare”.

Bisognerebbe chiedere ai cittadini tarantini se sono contenti di avere soppresso un servizio, già funzionante da tre anni, in cambio di promesse di cui si ignorano i tempi, l’efficienza e la qualità, della tratta Taranto-Bari, che il Presidente della regione Puglia ha dichiarato di volere potenziare.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Ho scritto articoli diffusi dai quotidiani la nuova e il quotidiano, inerenti la storia della ricezione dei segnali televisivi in Basilicata dal 1954 ad oggi e la storia della sede Rai di Basilicata nata nel 1959. Collaboro col periodico di attualità e cultura, " il messo" con sede redazionale ad Albano di Lucania e diretto da Gianni Molinari Scrivo sul periodico " Armonia" edito dall'associazione Rai Senior, un bimestrale nazionale destinato a tutti i dipendenti della Rai.

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