IL PART TIME HA SALVATO TOTTI

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Francesco Totti dovrebbe ringraziare Luciano Spalletti. Perché il tecnico della Roma ha davvero allungato la vita calcistica della bandiera della Roma. Perché con l’utilizzo part time pensato dall’allenatore toscano per il capitano, Totti ha la possibilità di essere determinante come ha dimostrato nelle ultime partite e soprattutto ha messo il presidente Pallotta nelle condizioni di ripensare concretamente ad un nuovo contratto per il quasi quarantenne fuoriclasse della Roma. Senza giri di parole tutti a Roma si devono convincere e si deve convincere lo stesso Totti che ormai una partita di 90 minuti non è in condizione di reggerla a livello atletico nonostante sia oltremodo dotato sotto l’aspetto tecnico. Perché è scontato che qualsiasi avversario sul pallone arriva sempre e nella maggioranza schiacciante dei casi primo sul pallone. Purtroppo anche per Totti e per tutti i calciatori avanti con l’età la carta di identità non si può strappare per crearsi l’illusione di poter competere con i più giovani. E nel calcio, dove qualità tecniche e qualità atletiche hanno un incidenza paritaria, non si può assolutamente credere che chi è superdotato sotto l’aspetto tecnico possa essere competitivo ai massimi livelli anche con il peso degli anni sulle spalle. E allora per esaltare le virtù del numero 10 giallorosso non si può che essere d’accordo con le scelte di Spalletti. Perché Totti quando è entrato in campo per gli ultimi  25-30 minuti ha avuto la possibilità di fare valere le sue doti tecniche perché, è scontato, ha trovato e troverà avversari stanchi e di conseguenza il gap atletico appare meno evidente. E di conseguenza in questo lasso di tempo Totti può dare fondo a tutte le sue energie fisiche senza andare in sofferenza e fare tante volte la differenza. Per questo crediamo che debba essere riconoscente a Spalletti che ha pensato la soluzione più idonea per lui e soprattutto Totti deve accettare questo ruolo che gli potrà consentire nel prossimo anno di migliorare ancora di più i suoi records con la maglia giallorossa. E convincersi, con una sana dose di umiltà, che la carta di identità ingiallita non gli consente di giocare per 90 minuti e passa a livelli alti e che  Spalletti non è prevenuto nei suoi confronti come forse pensava Totti quando ha fatto quella famosa intervista alla Rai. Avendo adombrato tanti a Roma una sorta di vendetta da parte del tecnico toscano nei confronti di Totti per fatti risalenti alla gestione della famiglia Sensi e in particolare di Rossella Sensi che ascoltava molto i consigli di Totti e di De Rossi in quel periodo. Che secondo una leggenda metropolitana non sarebbero stati del tutto estranei alla decisione dei Sensi di esonerare Spalletti. La verità dei fatti, aldilà delle leggende, sta adesso nel fatto che Spalletti è contento che Totti rinnovi il suo contratto, è contento di come il capitano risponda in campo ed è felice che la società sia sul punto di risolvere la questione. Per il bene di tutto l’ambiente romanista ma senza che nessuno dimentichi, oltre al rilancio di Totti, gli altri grandi meriti di Spalletti da quando ha sostituito Garcia. Che sono aver ridato un gioco ed un anima alla Roma in forte depressione con Garcia, una lunga serie di risultati positivi con l’unica sconfitta della sua gestione rimediata allo Stadium con la Juve e il raggiungimento con una splendida galoppata del terzo posto della classifica che assume un significato vitale per la società del presidente Pallotta.

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Rocco Sabatella...

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