Il canto dell’uomo che parlava di sogni
Quando parlava coi sogni
s
pesso guardava il monte
e le ombre sopra il cielo
diventavano colori
tanti petali di un solo fiore
viveva in compagnia di Fido
lì tra i viottoli del vecchio Paese
in una casa senza mobilia
solo uno strano flauto e un bastone
dono di un vecchio soldato o forse di un nobile Barone
non lo sapeva di certo
che il tempo gli stava di fianco
come una carezza gli dava una mano
per conservarsi
vendeva funghi, castagne e tante cose strane
i sogni son duri a morire
se ti resta un cuore da bambino
tutto è possibile
anche un viaggio inatteso
verso terre nuove, terre lontane
son passati gli anni
in quest’angolo di cielo
la casa del vecchio sognatore
circondata da murali pieni di sfumature
un accogliente rudere di pietre dure
le mille viste di bambini
che ci passano ancora
al richiamo del timbro di una canzone
giocano ancora coi sogni
dove si trova lo spazio all’emozione
il povero sognatore non è più tornato
qualcosa di lui s’è saputo
consumato d’amore
negli angoli del mondo aveva cantato
il suono del flauto ha meravigliato
dalla raccolta “Banditore Unico Sud” by Luigi Gilio