
Giovanni Benedetto
Ogni giorno che passa cresce l’insoddisfazione dei potentini per il modo in cui questa città è amministrata. I segnali che si intravvedono contrastano vistosamente con le prospettive di cambiamento che erano state gridate nell’orecchio di ciascuno. E di cambiamenti ne vediamo tanti ma quasi tutti in peggio. Dalle strade dissestate, al verde abbandonato, a Montereale tradito, al servizio rifiuti che perde colpi, vuoi per la persistente maleducazione dei cittadini, ma anche , diciamolo pure, per la insufficiente risposta dell’Amministrazione riguardo alla vigilanza. Quando si vuole giocare allo sceriffo, non bisogna fare per finta, ma bisogna prendere una squadra e farla girare per la città , con determinazione, costanza e imparzialità. Sei mesi di un progetto speciale e le cose possono cambiare da così a così.
Raccogliendo segnalazioni degli abitanti dei vari quartieri, c’è l’antico e irrisolto problema della linea elettrica dell’illuminazione pubblica nel tratto di strada che collega la rotatoria all’altezza del distributore Esso di via Anzio con l’incrocio a valle che collega con via Ionio e via del Gallitello.
Rappresenta la strada simbolo dei disservizi elettrici, con un sistema che periodicamente va in tilt, per un una causa che evidentemente è sconosciuta ai tecnici, ma che si ripresenta qualche giorno dopo che questi vanno via, assicurando che è tutto apposto. Se la normalità è che in un anno , per alcuni mesi debbono essere al buio , allora ok. E a questa strada si è aggiunto un tratto di via Manhes che in questi giorni vive nel buio, così come il tratto di strada di Sant’Antonio la Macchia, con i cittadini che spesse volte devono percorrerlo al buio per raggiungere le abitazione che si trovano dopo la chiesa a scendere.
Attenzione, non parliamo di singole lampade che pure ce ne sono a centinaia che non funzionano, parliamo di buio totale dovuto a tratti completi di alimentazione pubblica.
In via Manhes sono conciate male anche le uniche scale che consentono il passaggio: tutte divelte e con i sampietrini saltati e per non farsi mancare niente c’è anche immondizia abbandonata che giace da tempo, sotto le scale dell’ex scuola media Torraca.
Poi c’è la ditta, Open Fiber, che da molti mesi è impegnata agli scavi per ospitare il cavidotto della fibra ottica che collegherà in rete tutte le abitazioni.
Anche quest’ultima forse, poco controllata, lascia ai bordi delle cunette e marciapiedi materiale di risulta incustodito che, con la pioggia, va a ostruire le condotte degli scarichi e l’otturazione dei tombini stradali.
Il viale che porta alla stazione inferiore ha cambiato nome da viale Marconi è diventato via Giorgio Perlasca, non è cambiato lo stato della strada che sui marciapiedi e le cunette e sotto il ponte, presenta accumuli di immondizia e anche passaggio di ratti, che di certo non rappresenta un biglietto da visita per chi raggiunge il capoluogo da fuori regione.
La sommatoria di questi episodi danno una percezione negativa dell’aspetto di una città capoluogo e creano interrogativi sull’efficienza della macchina amministrativa e di quella tecnica.
In una intervista rilasciata alla gazzetta del mezzogiorno domenica scorsa l’assessore al ramo Fernando Picerno ha riaffermato la disponibilità del comune ad intervenire e per la parte riguardante l’illuminazione elettrica; dice è stata espletata una gara e si aspetta la sua chiusura per l’affidamento dei lavori. Sui servizi essenziali il tempo non può essere una variabile indipendente. Esso dipende dalla volontà di chi guida il settore e la sua capacità di strigliare i cavalli che vanno piano.
foto 1 di giovanni benedetto
foto 2 e 3 dal post di pina sabatella