Il PD e la sfida della ricostruzione

0

 

MICHELE PETRUZZO

Dopo la recente sconfitta elettorale, il Partito Democratico prova a ripartire, apprestandosi ad un nuovo congresso. Le acque non sono del tutto tranquille e, d’altronde, uno scenario simile non era neanche così difficile da ipotizzare, considerato l’esito della tornata elettorale e le annesse conseguenze. Qualcuno prova già ad abbozzare i primi nomi per la segreteria nazionale, ma è ancora prematuro parlare di questo. Anche perché la sfida che il PD ha davanti non può e non deve ridursi, per l’ennesima volta, ad una questione di nomi. Ciò significherebbe commettere di nuovo gli stessi errori del passato. Le problematiche con cui il centrosinistra italiano deve cimentarsi non sono recenti, ma abbastanza datate. I nodi da sciogliere esistevano già prima delle elezioni vinte da Giorgia Meloni. Il voto di fine settembre, semmai, ha fatto luce sui limiti preesistenti, che non erano e non sono pochi. Doveroso e apprezzabile il passo indietro del segretario dem Enrico Letta. Tuttavia non basterà, se dal partito non arriverà un chiaro segnale di discontinuità, che non significa semplicemente cambiare figurina al vertice, ma molto di più. Significa, piuttosto, mettere in campo proposte nuove e radicali, ricucire la fiducia con il proprio elettorato, imparare ad ascoltarne le ragioni, i problemi e le istanze; e significa tornare a far politica, quella con la P maiuscola, quella che tenta di cambiare davvero lo stato delle cose. Di sicuro non sarà semplice, perché il lavoro di ricostruzione non lo è mai, soprattutto dopo una fase politica così complicata e confusa. Tuttavia non ci sono molte alternative sulla strada da seguire, perché soltanto in questo modo il grande sconfitto delle ultime elezioni potrà ritrovare la fiducia di un popolo smarrito, che ormai da anni si sente orfano di una casa politica comune.

Condividi

Sull' Autore

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

Lascia un Commento