
MICHELE PETRUZZO
La destra ha vinto le elezioni e Giorgia Meloni è la prima donna Premier della storia della Repubblica italiana. Il nuovo governo è stato presentato e le polemiche non sono mancate, soprattutto a proposito di alcune figure istituzionali.
Nel frattempo nel centrosinistra che cosa sta succedendo? A che punto è il Partito Democratico? Sarebbe interessante capirlo. Dopo la sconfitta elettorale si è dibattuto a lungo sui possibili scenari, sul futuro prossimo del partito e sulla necessità di ricostruire con altri nomi. Di sicuro non sarà semplice e veloce la ripartenza, l’ennesima, a cui sarà chiamato il PD, ma nel complesso tutto il centrosinistra. C’è chi spera di riaprire il discorso drasticamente interrotto sul campo largo, quindi di riprendere il dialogo con il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte, e c’è chi invece propone di seguire altre strade. Al momento l’orizzonte per il centrosinistra non sembra chiaro, la nebbia è ancora fitta. Ancora molti sono i dubbi sulla futura leadership. Di sicuro chi prenderà in mano il PD non raccoglierà un’eredità semplice. Sarà necessario, prioritario e doveroso riconquistare la fiducia dei tanti elettori che, stando agli esiti delle ultime elezioni, hanno riposto la propria fiducia altrove. La sconfitta del centrosinistra era facilmente pronosticabile e anche gli errori commessi negli ultimi tempi sono facilmente individuabili. Questa volta non sarà sufficiente la solita analisi della sconfitta, perché c’è un elettorato che merita delle spiegazioni. Non basta più il solito e canonico ritornello che recita “tira un vento di destra”. Occorre scavare più a fondo, perché la faccenda è più complessa. Se non si prende coscienza dei propri errori sarà difficile ricominciare, perché non si farà altro che cambiare il titolo ad un film già visto.