IL PICERNO STECCA L’ANDATA DEI PLAY OUT

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rocco sabatella

Non inizia bene l’avventura del Picerno nei play out. Sul neutro di Vibo Valentia il Rende ottiene un successo di misura con un solo tiro in porta effettuato in tutta la partita. A conferma che il campo calabrese è veramente stregato per la formazione di Giacomarro che con quella di ieri ha fatto tris di sconfitte in questa anomala stagione. Nulla di compromesso perché al ritorno i lucani hanno tutte le carte in regola per raddrizzare la situazione e conquistare la salvezza. Basterà un successo anche con il minimo scarto per conservare la categoria. Detto questo, bisogna aggiungere che il Picerno ha commesso un errore imperdonabile soprattutto nel corso del primo tempo quando avrebbe dovuto accelerare con più convinzione invece di accontentarsi di controllare la situazione senza voler correre il minimo rischio davanti ad un avversario che aspettava solamente l’episodio favorevole, che si è puntualmente verificato, per fare bingo. Perché è apparso chiaro che il Rende non era nelle condizioni di creare problemi al Picerno denotando anche problemi di tenuta fisica e mai è stato in grado di mettere in difficoltà Santaniello e compagni. Che hanno commesso l’errore di adeguarsi ai ritmi molto blandi e lenti della partita. Peraltro anche prevedibili considerato che si tornava in campo dopo oltre quasi quattro mesi e che si è giocato in un pomeriggio molto caldo. Sarebbero state necessarie maggiore convinzione e cattiveria agonistica nel proporre un gioco offensivo più incisivo che avrebbe dato, ne siamo sicuri, i suoi frutti già nel primo tempo. Nel quale il portiere dei lucani Pane ha fatto da spettatore, come peraltro il suo collega Savelloni del Rende. Anche se quest’ultimo qualche spavento in più lo ha preso per tre buone opportunità costruite dal Picerno. Due con Esposito, una conclusa con un tiro debole, la seconda, dopo uno slalom in area avversaria, con conclusione rimpallata da un difensore  e la terza nel finale di tempo, davvero ghiotta, con Kosovan che, servito da Santaniello, quasi solo davanti al portiere ha messo il pallone alto. Queste azioni confermavano  quanto abbiamo detto in precedenza e cioè che il Picerno doveva e poteva fare di più per incanalare la gara a suo favore. Dal suo canto il Rende badava solo al possesso prolungato del pallone per non correre rischi senza mai affondare verso l’area del Picerno. Nel corso del primo tempo una sola conclusione, si fa per dire, di Loviso su punizione terminata molto alta. E proprio Loviso, dopo 6 minuti della ripresa, ha centrato l’incrocio dei pali con una punizione dal limite causata da una fatale distrazione di Zaffagnini,  costretto al fallo su un avversario. Da quel momento il Rende, giustamente, si è rintanato nella propria metà campo a difendere l’insperato gol di Loviso e il Picerno rabbiosamente avanti alla ricerca del pari. Giacomarro butta nella mischia Cecconi, Vanacore e Nappello e si insedia stabilmente nella metà campo del Rende in chiara sofferenza dinanzi all’assedio dei lucani. Che ci provano in tutti i modi per arrivare al pareggio più che meritato. Fuochi d’artificio negli 5 minuti di gara prima del recupero. Sugli scudi il portiere di casa Savelloni che prima respinge un insidioso tiro di Kosovan, poi è graziato dal colpo di testa di Ferrani,  poi vola letteralmente per andare a togliere dal sette un siluro di Pitarresi e si spaventa ancora per un’altra conclusione di Kosovan fuori di poco. Senza contare un intervento dubbio in area di Nossa su Cecconi che l’arbitro lascia correre. Il signor Carella di Bari  tollera anche troppo le tante perdite di tempo dei giocatori del Rende e accorda un recupero di 5 minuti che non soddisfa il Picerno. Finisce tra le feste dei giocatori calabresi per questo successo davvero insperato e la delusione dei giocatori del Picerno. Martedi prossimo al Viviani, con inizio alle ore 18, il ritorno. Al Picerno basterà vincere con qualsiasi risultato. Risultato ampiamente alla portata della squadra di Giacomarro,  chiamata ad una prestazione sicuramente più sostanziosa, in quanto a convinzione e determinazione, per rimanere in serie C.  

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Rocco Sabatella

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