Il post-voto a Ruoti. Intervista a Gerardo Marsilio

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MICHELE PETRUZZO

Il 12 giugno la comunità di Ruoti è stata chiamata al voto per il rinnovo del consiglio comunale. Franco Gentilesca, candidato sindaco della lista “Ruoti 2022”, si è aggiudicato la fascia tricolore.  Tuttavia la lista civica “L’Altra Ruoti”, espressione politica del centrosinistra, ha rappresentato una delle novità di queste ultime elezioni amministrative ruotesi. Il suo candidato sindaco, Leonardo Pizzuti, si è classificato secondo, ottenendo il 32,83% dei voti. Uno degli artefici e protagonisti di questo progetto politico è Gerardo Marsilio, Segretario del Partito Democratico di Ruoti. 

Segretario, le chiederei innanzitutto un commento su questo voto

Grazie Dottor Petruzzo, partirei da un dato che non possiamo ignorare: “L’Altra Ruoti” si è misurata con due forze politiche storiche, Salinardi da un lato e Gentilesca dall’altro. Da questa battaglia noi, anche se sconfitti, usciamo vincenti e le spiego il perché. Abbiamo contribuito alla sconfitta definitiva di Salinardi e del suo modo di fare e pensare, ma allo stesso tempo, leggendo bene i dati elettorali, siamo la prima forza politica nel paese e nelle campagne vicine. Gentilesca, invece, vince nelle frazioni più lontane e che meno frequentano il paese, dove aveva candidati forti a cui dovrà rendere conto. C’è un altro dato su cui bisogna riflettere: Gentilesca è riuscito a mettere insieme la destra e la sinistra, dai socialisti di Avigliano, con l’ex consigliere regionale Bochicchio, a Pepe e Modrone, della Lega, impegnati in prima linea nel contrastarci. Noi siamo stati quella forza fresca, ricca di idee, nuova nel modo di approcciarsi ai temi, di cui Ruoti aveva bisogno per mettersi alle spalle un vecchio modo di fare politica.

Ritiene sia mancato qualcosa per arrivare alla vittoria? 

Noi partivamo da zero. In otto mesi abbiamo costruito un’alternativa seria, credibile e responsabile, a cui gli elettori hanno dato fiducia. Non abbiamo fatto promesse, ma detto cosa volevamo e avremmo fatto; le persone ci hanno votato per le nostre idee e non per tornaconti. Si è parlato tanto di accordi; si vociferava che noi avessimo un accordo con Salinardi, oppure che Gentilesca avesse proposto un accordo a noi; tutto falso, non c’è mai stata nessuna proposta di accordo. Credo che Gentilesca non abbia avuto un comportamento eticamente corretto, lasciando intendere il contrario. Noi ci siamo aperti e abbiamo costruito un gruppo fatto di donne e uomini che avevano un solo scopo: ridare dignità alla politica e alla comunità ruotese. Ci siamo riusciti, 778 persone credono in noi e nelle nostre idee. Si può fare sempre meglio, certo, ma non possiamo avere alcun rimpianto.

Da dove riparte il progetto “L’Altra Ruoti”?

L’altra Ruoti dovrà ripartire dal suo elettorato, da quelle 778 persone che hanno creduto in questo progetto, dal gruppo di lavoro che ha incontrato tante persone e, ascoltandole, ha messo su il programma elettorale; da Leonardo e dai dodici candidati, che sono stati fantastici, mettendo la faccia con orgoglio e fierezza di appartenere a una cosa nuova, mai fatta prima. 

Lei è Segretario del Partito Democratico di Ruoti. Che ruolo ha avuto quest’ultimo nell’organizzazione della lista civica e del progetto politico?

Il PD di Ruoti ha messo a disposizione tante energie, come del resto gli amici del Movimento 5 Stelle e le tante personalità civiche. Abbiamo costruito tutti insieme questa casa, una casa fondata sui diritti, sul fare rete, sullo stare dalla parte dei più deboli, dei lavoratori, per dare un futuro alle nuove generazioni, per offrire una possibilità a chi va via di ritornare e a chi resta di poter vivere in modo dignitoso, ma anche per avvicinare la nostra comunità all’Europa. Per dare una svolta, in poche parole. 

Due gli esponenti della vostra lista eletti in consiglio comunale. Quali saranno le loro istanze dall’opposizione?

L’altra Ruoti sarà rappresentata in consiglio comunale da Leonardo Pizzuti e Giuseppina Paterna. L’opposizione dovrà essere seria e responsabile, dare continuità a questo nuovo modo di fare e pensare che nulla ha a che vedere col passato; in fin dei conti è ciò che le persone hanno chiesto. Come emerge dal nostro programma, ci sono vari punti su cui lottare: penso all’abbattimento delle barriere architettoniche, al problema della fogna nelle campagne, alla questione ambientale e alla long list di imprese e professionisti di vari settori per aumentare le possibilità di lavoro nel nostro territorio.

Crede che nei prossimi anni possano esserci margini di crescita e allargamento per questo progetto politico?

Io credo che nei prossimi anni si crescerà ancora di più. Sono tanti i giovani che si sono avvicinati a L’altra Ruoti, che si sentono coinvolti e partecipi, tra cui anche quelli che per ragioni anagrafiche non hanno potuto votare. Il nostro è un movimento che abbraccia tante generazioni, un patto intergenerazionale che andrà avanti. Il processo di cambiamento è stato avviato e niente può fermare la volontà di tante persone che chiedono di cambiare. L’altra Ruoti c’è, un’altra Ruoti è possibile.

 

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Sull' Autore

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

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