
ROCCO SABATELLA
Una cosa dobbiamo dire con molta chiarezza: la salvezza per il Potenza era e rimane ancora molto difficile. Soprattutto alla luce di ciò che è successo con la Virtus Francavilla: un buon primo tempo in controllo e chiuso meritatamente in vantaggio e una ripresa da dimenticare in cui i rossoblù si sono sciolti come neve al sole. Davvero inspiegabile questa differenza di prestazione per una squadra che sotto la gestione Arleo qualche segnale di miglioramento complessivo aveva mostrato. Invece il secondo di tempo con i pugliesi ha fatto tornare alla mente tante altre partite del girone di andata che hanno avuto identico svolgimento. Sul banco degli accusati la difesa diventata molto insicura e il centrocampo che non ha saputo fornire adeguata protezione al pacchetto arretrato e supporto di efficaci giocate agli attaccanti. Aldilà dei meriti della Virtus Francavilla che ha meritato la vittoria, c’è da dire che il Potenza ci ha messo molto del suo per agevolare il compito agli avversari. Perché le modalità con cui la squadra di Arleo ha preso i quattro gol nel secondo tempo, fanno davvero preoccupare anche per i prossimi impegni che saranno decisivi per la salvezza. Quanto di buono fatto nel primo tempo non ci faceva immaginare la scandalosa prestazione della ripresa. Il gol di Sepe nel finale dei primi 45 minuti condotti con grande autorità e totale controllo della situazione, non avendo consentito ai pugliesi nessuna occasione, sono stati vanificati dalla facilità con la quale la Virtus ha prima pareggiato con Patierno libero davanti a Marcone, si è poi portato avanti per una autorete di Matino e hanno dilagato ancora con Patierno e poi con Prezioso che indisturbati hanno avuto la possibilità di battere Marcone. La sconfitta ci poteva stare ma non facendosi umiliare in questo modo. E’ il pensiero a fine gara di Arleo:” Abbiamo preso due gol su palle inattive e il terzo ce lo siamo fatto da soli. Nel secondo tempo siamo un po’ calati e loro ne hanno approfittato. Nel momento in cui stavo facendo i cambi, c’è stato l’autogol e poi abbiamo subito anche il terzo gol che ci ha spezzato definitivamente le gambe. Nel primo tempo siamo stati in totale controllo della situazione e abbiamo avuto le nostre opportunità. Aldilà dei meriti degli avversari, noi ci abbiamo messo del nostro per agevolare il loro compito. Ci sono giocatori che non sono al cento per cento e non hanno il ritmo partita. L’autogol ci ha reso il compito molto difficile e sul piano psicologico tutto è diventato difficile, si sono perse le distanze e ho visto i giocatori molto demoralizzati. Questo è il nostro vero limite: non riuscire a fare il salto di qualità sotto l’aspetto mentale per evitare questi preoccupanti cali di concentrazione. C’è da lavorare perché adesso ci aspettano 5 gare in due settimane. E per affrontarle nel migliore dei modi abbiamo bisogno di tutte le risorse a disposizione. Non eravamo una squadra di fenomeni con il Foggia, e non siamo diventati brocchi a Francavilla”. Ormai le analisi sul come e perché si è arrivati a questo punto lasciano il tempo che trovano nel senso che adesso c’è solo l’esigenza di sperare che la squadra abbia un sussulto di orgoglio e si concentri davvero per non fallire gli scontri diretti che l’aspettano con avversari che sono dello stesso livello. E che al pari del Potenza hanno sfruttato bene la finestra di mercato di gennaio per rinforzarsi. E i risultati di ieri, la clamorosa vittoria del Messina a Bari su tutte, lo stanno ampiamente dimostrando. Sicuramente saranno partite molto equilibrate e molto combattute nelle quali conteranno, più del gioco, i nervi saldi e la capacità di ridurre al massimo gli errori perché in questo tipo di gare che possono valere una stagione, gli episodi faranno la differenza. Tutte partono, come valori generali, sullo stesso piano. Al momento le squadre messe peggio, in chiave play out, sono proprio la Fidelis Andria con 19 punti, il Potenza con 18, e la Vibonese con 16. Più su ci sono il Messina a 22 e la Paganese a 23 punti. Sono queste cinque squadre che, salvo clamorose impennate di vittorie in serie, non avranno vita facile a uscire dalla griglia dei play out. L’obiettivo massimo, per salvarsi, sarebbe evitare i play out. Obiettivo non impossibile, ma molto complicato. Con crudo realismo diciamo che bisogna evitare assolutamente l’ultimo posto e riuscire a conquistare il quint’ultimo o il quart’ultimo posto finale. Che consentono, incontrando rispettivamente la penultima e la terz’ ultima, di salvarsi con due pari e giocando il ritorno sul proprio campo. Senza fare troppi voli pindarici, è bene che il Potenza, considerata la situazione, si concentri principalmente su questi obiettivi che sono, obiettivamente, quelli più perseguibili per quelle che sono le capacità della formazione di Arleo.