Anche il vocabolario istituzionale deve aggiornarsi e registrare le stranezze che dalla Basilicata arrivano. Un partito, la Lega, mette sul tavolo le dimissioni dei due assessori in Giunta, uno dei quali è nientemeno che vicepresidente, e tecnicamente non la chiamano crisi ma solo un invito alla verifica di mezza stagione, quasi un cambio di armadio, ora che sta passando l’inverno, cosa che ha fatto sbottare il transfuga della Lega Coviello, passato a F,lli d’Italia “ le dimisisoni vanno presentate,non minacciate” . Così che domani , in crisi praticamente ma non formalmente, il presidente Bardi dovrà dire che cosa vuol fare. E anche qui c’è un vocabolario ufficiale e un Bignamino delle cose riservate, il primo che chiede che cosa si vuol fare di questa seconda parte di legislatura, con il treno del PNRR che sta passando e che a quanto sembra non ci vede allenati per prenderlo in corsa ma rassegnati ad aspettarlo alle sole fermate regionali previste per investimenti non lasciati alla iniziativa ma ripartiti per territori. Il secondo che chiede che cosa si vuol fare con gli incarichi, dentro e fuori le istituzioni, che vedono un partito, la Lega, fortemente penalizzato in quanto a quote di potere , poiché quota la metà della composizione di maggioranza ed è rappresentata ad un terzo. Ma questo bignamino è tascabile e lo si prende lontano dagli occhi dell’opinione pubblica. Per cui da domani, ufficialmente si stende un protocollo operativo sulle priorità da mantenere e sulle scadenze, ufficiosamente si apre la trattativa sul rimpasto, se ci deve essere, su che cosa tocca a chi e soprattutto quando. Ora, che si possa pensare a cambiare l’esecutivo, è abbastanza azzardato, perché la coperta è corta e dare un terzo assessore su cinque alla lega è impensabile; per di più quelli di Forza Italia sono incazzatissimi per via del fatto che proprio questi passaggi da un partito all’altro , non fermati per tempo, hanno indebolito il partito del presidente. Ragion per cui se non tolgono dalla discussione il rimpasto nella Giunta, c’è il rischio per Bardi di rimanere impantanato sine die. Il ragionamento che si cerca di fare da parte di chi da le carte è di lasciare inalterati i rapporti di forza per quanto riguarda l’esecutivo e la pesaidenza del Consiglio e consentire ad ogni forza di cambiare, volendo, i suoi rappresentanti, sempre che ci sia il consenso di tutti i consiglieri perché il primo che si mette contro fa ricominciare la giostra . E dunque è più probabile che possa esserci un giro di deleghe assessorili ma a fronte delle stesse persone-. Con un discorso da farsi col bignamino di potere che riguarda le postazioni esterne.
CRISI? NO, VERIFICA! LA COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI IN REGIONE
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