
Il rapporto si fonda su un’analisi dettagliata delle schede relative agli eventi corruttivi, raccolte dai Responsabili per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) dei comuni italiani. Questi dati coprono un periodo significativo, dal 2015 al 2019, e forniscono una panoramica estesa e accurata della situazione della corruzione nei comuni con più di 15.000 abitanti.
Le informazioni sono state reperite attraverso una procedura sistematica di raccolta e consultazione delle schede pubblicate nella sezione “Amministrazione Trasparente” dei siti web istituzionali dei comuni interessati. Questa sezione è obbligatoria per legge e rappresenta uno strumento fondamentale per garantire la trasparenza amministrativa e l’accesso alle informazioni da parte dei cittadini.
Si ricorda che i Responsabili per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) sono figure chiave all’interno delle amministrazioni comunali. Essi hanno il compito di monitorare costantemente i processi interni per individuare e segnalare eventuali rischi di corruzione. La loro attività include la redazione di relazioni annuali che descrivono gli eventi corruttivi riscontrati e le misure adottate per prevenirli. Queste relazioni sono state fondamentali per l’Anac nella compilazione del rapporto 2023.
Dallo studio emerge che oltre il 27% dei comuni con più di 15.000 abitanti (203 su 745) ha registrato almeno un episodio di corruzione nel periodo esaminato. La problematica risulta particolarmente acuta nel settore dei contratti pubblici, che rappresentano circa il 46% degli eventi corruttivi (93 su 203). Questa tendenza conferma quanto già noto nella letteratura e nella prassi manageriale: i processi di approvvigionamento pubblico sono particolarmente vulnerabili a fenomeni di corruzione.
L’analisi dei fattori di rischio negli appalti pubblici è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione della corruzione. I comuni rappresentano uno degli ambiti della pubblica amministrazione dove è più evidente la necessità di rafforzare l’analisi delle variabili contestuali che influenzano il rischio di corruzione. Questo rischio è destinato a crescere con l’impiego dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destinati a finanziare numerosi progetti locali. Le differenze istituzionali, organizzative e normative tra i vari enti pubblici rendono interessante estendere l’analisi degli indicatori di rischio corruttivo anche ad altri ambiti della pubblica amministrazione, come quello sanitario. L’obiettivo è duplice:
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valutare se gli indicatori di rischio corruttivo applicabili ai comuni possano essere rilevanti anche in altri settori
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e verificare se variabili non significative nei comuni possano invece risultare utili altrove.