IL SECOLO DEI “CELENTANO”, OTTICI

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PAGINE PER UNA STORIA DEL COMMERCIO A POTENZA

LUCIO TUFANO

La magia degli occhiali? Facevano vedere da lontano, ai presbiti e leggere il giornale, da vicino, ai miopi, tant’è che la gente semplice e i contadini nella nuova capacità visiva, la definivano “la luce”.

L’ottica Celentano nasce ufficialmente nel 1910 in Potenza nella sua sede storica di via Pretoria 32, sebbene la sua presenza sia antecedente, di fatto, a qualche anno prima, comunque coeva dell’industria ottica italiana.

In essa si sono succedute le figure di Gaetano Celentano capostipite, di un primo figlio, Alfonso e del fratello Antonio, più piccolo di ventiquattro anni, continuando con il figlio di quest’ultimo Gaetano Alfonso che poi chiuse l’attività nel 2008.

Pertanto, ben quattro generazioni di Celentano nell’esercizio dell’arte ottica in circa un secolo.

La prima in regione ed è rimasta per circa cinquant’anni l’unico presidio per gli ipovedenti nella terra di Lucania, prestando la propria opera anche nei difficili periodi di ben due guerre mondiali ed ottenendo, così, il plauso di una clientela anche interregionale.

Ad essa si sono rivolti tutti, compreso i personaggi di spicco della nostra regione nelle varie epoche (elenco lunghissimo, improponibile ma, a titolo esemplificativo gerarchi, prefetti, questori, politici – Colombo, Sanza e via a seguire tante altre personalità di spicco, dapprima i Rivetti di Valcervo da Maratea, ma anche Luca De Filippo, durante una tournée – vescovi, eccetera, gentilezza e competenza erano rivolte in pari misura alla gente semplice, al popolo, con i suoi vari problemi di carattere visivo apparentemente inestricabili.

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L’ottica Celentano fu citata dai giornali dell’epoca, e dallo stesso Michele Parrella che definiva l’allora gestione Antonio Celentano “nonno Zeiss”.

La clientela dei Celentano è stata numerosa, dai ceti popolari alla borghesia. Clienti dei Celentano furono diversi notabili della città, avvocati, magistrati, i gerarchi del Fascismo tra i quali il federale Carriero ed il Prefetto Avenanti. E così, nelle varie epoche, fino a quella della Democrazia Cristiana di Emilio Colombo, ed anche esponenti del Clero e di semplici sacerdoti.

L’Ottica Celentano ha lanciato l’industria e la moda ottica nella regione, ma anche insieme ad altri pochi pionieri dei principali capoluoghi, nel sud: esclusivista di marchi dell’occhialeria quali Cristian DIOR, VIENNALINE, Paloma PICASSO, che hanno contraddistinto la moda italiana ed internazionale in questo campo, aveva allo stesso tempo un campionario che comprendeva tutte le firme della moda e di tendenza.

Infatti, si poteva scegliere fra “le collezioni complete” (avere la collezione completa di un marchio era un investimento importante e rischioso) di RAY BAN, PERSOL, Giorgio ARMANI, EMPORIO ARMANI, FIORUCCI, FENDI, CAVALLI, SWAROVSKY, PORSCHE CARRERA, LOZZA, LAMBORGHINI, POLAROID e tanti altri, icone di lusso ed eleganza del momento, quali marchi di boutique più sconosciuti al grande pubblico, con linee anche in oro massiccio.

Altro punto di forza, le lenti: in primis CARL ZEISS (che annoverava l’ottica Celentano fra i suoi primi otto clienti in Italia! (dati Zeiss Italia), ma anche GALILEO ed ESSILOR, per citarne le tre principali, con lavorazione delle lenti nel laboratorio in sede, si da avere un prodotto di arte sanitaria altamente garantito!

È notevole l’afflusso delle signore borghesi che dai Celentano si fornivano di graziosi lorgnette (binocoli da teatro) tempestati di madreperla, che mettevano a loro agio quando assistevano alle rappresentazioni ed agli spettacoli del “Teatro Stabile”.

C’è da aggiungere le collezioni vintage, conservate dai figli Antonio e Lola, che per sua volontà, furono vendute dopo la sua morte in beneficenza a favore dell’ANT, con una apposita riapertura della sede storica di circa un mese (nel 2015).

Il ricavato servì per comprare costose attrezzature per cure oncologiche  domiciliari ad ammalati terminali nella città di potenza e nel territorio lucano servito dalla stessa associazione.

L’Ottica Celentano con tutti i suoi titolari è stata una notevole e moderna presenza nel corso di un secolo, arricchendo di grande cultura l’affluenza commerciale nel corso di via Pretoria.

———–IN COPERTINA un-giovane-gaetano-alfonso-celentano-mentre lavora-una-lente-alla-mola

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Sull' Autore

Lucio Tufano

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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