IL SENATORE MARGIOTTA E I FUNERALI DI PARTITO

0

Il senatore Margiotta assicura che la maggioranza nel partito e nei gruppi parlamentari del Pd è contraria ad un accordo col M5S e se lo dice lui  c’è da credergli , non solo perché gode ovviamente di informazioni di primissima mano, ma anche perché le liste sono state fatte per arrivare ad un certo risultato e se fosse sfuggito pure questo risultato ci sarebbe da dubitare seriamente delle capacità del condottiero fiorentino. Quello che il senatore non dice , e che vorremmo sapere, è se Renzi quando parla di accordo  esclude soluzioni che consentirebbero comunque al Movimento pentastellato di fare un governo minoritario mantenuto in piedi da una fiducia critica o , quant’è bella la fantasia italiana, da una “ non sfiducia”. Da tempo, sostengo che una cosa è appoggiare un governo altra è parteciparvi e che, mentre nessuna alleanza organica e programmatica può al momento essere messa in piedi, una benevola astensione per la partenza di un governo monocolore pentastellato può rivelarsi una opportunità per il Pd stesso, perchè avrebbe il tempo di indirizzare le scelte governative verso gli obiettivi prioritari che si era dato e darebbe al tempo stesso l’opportunità di rivelarsi “galantuomo”, facendo ricredere gli italiani sul valore di chi governa e su quello di chi ha governato.   Perchè  il senatore Margiotta sa  bene che , mancando una di queste soluzioni di ripiego, la sola cosa che rimane al Presidente è di fare un governo che vada alle urne. Ora, in questa prospettiva, è veramente convinto il Senatore Margiotta che andando a votare, diciamo tra sei mesi per le politiche, il Pd possa rimanere ancora nello scenario politico italiano?  Secondo problema: chi decide il cambiamento di linea di un partito?. Il senatore Margiotta, un leader cresciuto nella grande Democrazia cristiana, sa che svolte politiche di portata storica non possono decidere né la Direzione né l’Assemblea ma direttamente la base e che quindi sarebbe comprensibile un congresso urgente del partito per una decisione che non sia come quella della piattaforma Rousseau ma come il risultato di una mobilitazione convinta e partecipata degli iscritti e degli aderenti di un partito che finora è stato democratico di nome e di fatto.  Se Renzi vuole questo, ha il pieno diritto di pretenderlo e anche il dovere di presentarsi a rivendicare in prima persona una linea politica che era ed è idonea al Paese ma che non è stata capita  perché travolta dall’ondata di qualunquismo che ha incendiato l’italia all’insegna del “fuori tutti che arriviamo”. Però per far questo ci vogliono alcuni mesi. E ci vuole una decisione unitaria su quello che si deve fare per il Paese rispetto alla questione Governo. Entro questi confini si può giocare . Oltre questi confini va in onda la replica del famoso film del 94 sulla morte della Dc. E, se Renzi è politicamente nato nella Margherita, erede della Dc, il buon Senatore Margiotta non credo voglia partecipare al secondo funerale di un partito. rocco rosa

Condividi

Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento