IL TEMPO: DA BRASSENS A LOTIERZO

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Per il centenario della nascita di Georges Brassens

                                                     

 

 IL TEMPO

Le temps coquin de temps

A balayé ma cour

Et ma jenesse et mes amours

Le temps tue le temps comme il peut

(Georges Brassens, Le temps,fragment)

 

Il tempo, canaglia d’un tempo,

ha spazzato via il mio cortile

e la mia gioventù e i miei amori.

Il tempo uccide il tempo, come può.

 

Crono divora i suoi figli ingordo.

E lo stronzo cancella ogni vita

eanimali e cose dissolverapido.

Il tempo uccide il tempo, incosciente.

 

Il tempo, mascalzone di tempo,

genera rimpianti di notte,

angoscia per ciò che avvenne.

 

E volano via scontente le ore

che il Tempo massacra indifferente,

Vita che ingloba la sua Morte.

 

Antonio  Lotierzo

Per ricordare il centenario della nascita di Georges Brassens,propongo questi versi composti ‘alla maniera di’, come si usa fare (penso a Luca Canali), anzi versi che formano un continuo con il pensiero di Brassens, tradendolo in parte.

Il tema del tempo è ricorrente, si rinvia spesso a G. Apollinaire che lo lega allo scorrere degli amori, come l’acqua al di sotto del ‘ponte Mirabeau’.  E lì l’Io si illude di avere una più dura consistenza, se “ i giorni se ne vanno, io non ancor” (traduce G. Caproni).

Ma il brano più esistenzialistico e straziante, con cui forse Brassens intendeva confrontarsi, conoscendolo bene, è quello di Leo Ferré :’Avec le temps”, dove tutto è annichilito, “ tutto se ne va”. Solo che anche qui la considerazione da ‘Ecclesiaste’ che ‘tutto è vanità’, si lega all’amore che è scomparso, a chi prima si desiderava con spasimi, anche sotto la pioggia, ed ora “ col tempo tutto svanisce” ( ma quanto più denso è il lemma:  ‘s’évanuit ‘). Ci si sente ingannati dagli anni sprecati ( o dall’istinto di specie, direbbe A. Schopenauer, volontaristico e cieco) e raggelati nel letto del Destino. Forse questi legami poetici erano presenti nella mente di Brassens mentre cercava d’elaborare una versione differente sul rumore della vita, in cui tutti fluttuiamo. Inutile dire che in tanti cantano il Ferré di ‘ Col tempo’ (Dalida,Pravo,Battiato,Kaas,Paoli) mentre pochi sanno che ha lo stesso titolo anche una più lunga e complessa poesia di J. Borges sugli apprendimenti umani nel tempo.

 

leggi anche https://www.talentilucani.it/george-brassens/

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Sull' Autore

Antonio Lotierzo

Nato a Marsico Nuovo in provincia di Potenza, dal 1976 risiede a Napoli, pensionato. Pubblica nel 1977 la sua prima raccolta di poesie, Il rovescio della pelle, in cui descrive il mondo rurale contemporaneo del Sud Italia col linguaggio del dadaismo e della neoavanguardia. Il suo stile poetico include elementi dell'ermetismo di Leonardo Sinisgalli e dell'uso creativo del dialetto di Albino Pierro, con influenze abbastanza evidenti di Montale, Attilio Bertolucci e Pascoli. Dopo la seconda raccolta di poesie Moritoio marginale (1979), si dedica allo studio della storia contemporanea e all'antropologia positivistica, pubblicando saggi in entrambi i settori e partecipando a concorsi universitari. Nello stesso periodo cura la prima pubblicazione delle opere del folklorista Michele Gerardo Pasquarelli (1876-1923), e traduce I canti popolari di Spinoso. Fra le opere storiografiche pubblicate da Loturzo figurano monografie su Spinoso, San Martino d'Agri e Marsicovetere; su Marsico Nuovo pubblica invece un volume di toponomastica.[1] Nel 1978 fonda la rivista Nodi, di cultura progressista oltre che letteraria, pubblicata fino al 1985. Nel 1992 vince il Premio Alfonso Gatto a Salerno con la poesia Rosa agostana.[2] Nel 1994 vince il Premio Internazionale Eugenio Montale, sezione inediti, prestigioso riconoscimento del Centro Montale presieduto da Maria Luisa Spaziani, con Materia e altri ricordi.[3] Nel 1996 vince, all'interno del Premio Pierro a Tursi, il premio per il miglior componimento in un dialetto di area lucana con la poesia Agri (Ahere). Loturzo ha curato le antologie Poeti di Basilicata con Raffaele Nigro[4] e Dialect Poetry of Southern Italy con Luigi Bonaffini.[5] Nel 2001 l'editore Dante & Descartes di Napoli ha pubblicato tutte le sue poesie in Poesie 1977-2001.[6] Dirigente scolastico di vari licei (Cassano all'Ionio, Torre del Greco, Napoli piazza Cavour e Napoli Mergellina), è in quiescenza dal 2014; l'ambasciata di Francia gli ha concesso l'onorificenza dell'Ordine delle Palme Accademiche, col titolo di Chevalier, n.38/Roma/12 febb, 2014.

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