di Teri Volini
Chi parla o scrive del sistema patriarcale senza conoscerne l’origine e gli innominabili oltraggi storici, ignora del tutto che, pur avendo imperato in tutti i 5000 anni della storia ufficiale, esso non è esistito da sempre, essendo stato preceduto da migliaia di anni in cui era prevalsa una concezione della vita e della società, in cui la pace e la civile convivenza erano la norma, e la donna era messa al primo posto nella società, non per questioni di potere, ma di rispetto. La meravigliosa civiltà cretese (Neolitico!) è una delle ultime prove di questo ben diverso sistema.
Tutto il periodo precedente pre-istorico aveva caratteristiche simili, ma è stato ignorato ed è tuttora ignobilmente misconosciuto, nonostante fior di studiosi e studiose ne abbiano comprovato l’esistenza e il valore, molto diverso da quanto ci avevano raccontato, persino ridicolizzandolo con le storielle tipo “Wilma, dammi la clava”, che riducevano quelle civiltà ancestrali a una barzelletta.
Come ha dimostrato la grande studiosa Marija Gimbutas con i suoi ritrovamenti archeologici, la guerra e la violenza NON sono esistite da sempre, ma sono iniziate con l’avvento e l’affermazione del sistema patriarcale.

“Di quelle civiltà si conosceva ben poco, prima dei ritrovamenti archeologici di Evans e soprattutto di Marija Gimbutas. Si svilupparono nell’Antica Europa durante il Neolitico, che vide fiorire una cultura raffinata, prospera e pacifica, in cui il principio femminile veniva onorato, e si viveva in armonia con la Natura: una visione della vita molto diversa da quella prevalsa nelle successive epoche “storiche” patriarcali, in cui quel principio venne sostituito da un maschile altamente aggressivo, con l’invasione a ondate successive (dal VI al II millennio a.C.), di tribù indoeuropee. I nostri lontanissimi avi e le nostre antenate avevano elaborato un’espressione di tipo culturale/ cultuale/artistico eccezionale; con talento istintivo quanto originale, praticavano un’Arte strettamente collegata alla vita, condivisa da tutti/e, capace di esprimere un ordine simbolico universale, che hanno tramandato in tutto il suo spessore alle future generazioni. Su quei motivi dipinti con cura, possiamo leggere che l’umanità del neolitico era capace di pensiero astratto, possedeva un’elevata spiritualità, e molto probabilmente praticava una buona vita”. *
Caratteristiche …
Il “patriarcato” – o per “meglio” dire il sistema patriarcale – si basa e prospera sul principio necrofilo, quello che privilegia – invece che la vita e ciò che dà la vita – la morte: non quella naturale, destino finale di ciascun essere vivente, bensì quella inferta con la violenza, la lotta, la sopraffazione…
Chiunque conosca anche minimamente la storia, sa che tutto il periodo storico di 5000 anni – in cui siamo tuttora – la violenza e la guerra ha imperversato, e quello stesso principio di morte, basato sulla loro pratica costante e mitizzata – dopo essersi dedicato a nutrire a forza di premi e di onori coloro che vi si dedicavano, e che venivano definiti “eroi” – sembra oggi essersi concentrato in una sorta di mostruosa cristallizzazione, continuando a generare imperterrito ogni sorta di violenze contro le donne e contro i popoli più deboli, guerre, corruzione politica e sociale, un’economia malata, e l’agghiacciante distruzione del pianeta.
Il sistema patriarcale è la più grande sciagura dell’umanità: ha imperato ed impera nella società, anche se in modalità mascherate ma altrettanto dannose, tramite tutti i sistemi di potere: in primis i regimi dittatoriali e le varie, potentissime lobby disseminate nel mondo, ne sono la punta di diamante: come dimostrato, a tutt’oggi prendono le decisioni importanti e le impongono ai loro “sudditi” ignari o consapevolmente codardi.
…e pregiudizi
Esaminiamo ora un pregiudizio molto in voga a causa di una ignoranza ben coltivata – nonché di una reiterata malafede – sul tema: che tutti gli uomini siano in automatico “iscritti” al sistema patriarcale; non è così, per fortuna, ci sono “i dissidenti”, che rappresentano una ragguardevole fetta dell’umanità: essi sono contrari al sistema patriarcale, sia per la loro stessa positiva a natura, che per un’acquisita consapevolezza, che li porta a coltivare e onorare pace, giustizia, libertà, amore per il prossimo, bellezza, verità, lealtà, dignità, bene comune, rispetto per tutti gli esseri e per la natura…
Attenendosi a tali principi, questi Uomini Stimabili cercano di contrapporsi ai danni causati dai maschi patriarcali, il cui mondo è invece basato su disvalori d’ogni tipo, quali odio per il femminile, protervia, ignoranza, competizione sfrenata, arroganza, prostituzione morale, intellettuale e materiale, corsa al successo, all’arricchimento e al potere ad ogni costo, e simili.
Pensiamo non solo ai grandi maestri di pace e di bene, come Gesù, Francesco d’Assisi, Gandhi, Mandela e tanti altri nella storia, ma anche e a tutti coloro che, sebbene ignoti ai più, nel loro piccolo, nelle loro famiglie, nel loro impegno sociale, hanno testimoniato e testimoniano buoni principi e rispetto, comportandosi con amore, dignità e senso di responsabilità…
Precisazione: la responsabilità individuale
Anche se il sistema patriarcale con i suoi disvalori impesta la società a tutti i livelli, ciò non elimina certo la responsabilità di ciascuno nelle cattive o delittuose azione: tuttavia non si può negare che nascere e vivere in un terreno avvelenato contribuisca alla crescita dei “fiori del male” e ai cattivi o pessimi comportamenti individuali. Molte poi sono le ramificazioni di questo tragico tema, a livello familiare, educativo, sociale, e necessitano di uno spazio tutto loro…
Le donne patriarcali
“In un Ordinamento simbolico maschio – pensato, strutturato e gestito esclusivamente a misura d’uomo – non c’è posto per la donna se non al prezzo della sua mascolinizzazione, ovvero alla sua totale adesione-sudditanza a un modello maschile” (Paola Zaretti).
Sfatiamo ancora un altro pregiudizio, secondo cui solo gli uomini sono patriarcali: purtroppo non è così, perché di quel sistema malefico fanno parte anche molte di quelle che chiameremo androdonne, cioè donne epigoni del patriarcato: ne sono le seguaci, sostenitrici e imitatrici, omologandosi con tenacia ai modelli del peggior maschile patriarcale, per motivi di potere, fama, danaro, carriera etc., di cui malauguratamente assistiamo al proliferare in tutti i campi e in posti chiave in politica, oltre che nel quotidiano, con esempi tali da dimostrare – contrariamente a quanto ottusamente si osa affermare – che sia sufficiente un corpo di donna per non essere patriarcali …
In realtà, le androdonne esistono, e sono una minaccia per l’evoluzione dell’umanità, proprio come i maschi patriarcali, e se le donne non prendono coscienza di questo, rischiano di cadere anch’esse in quella trappola, e di non capire che accettando quel tipo di “cultura”, emulano il peggior maschile, invece di proporre con determinazione una loro rinnovata, più matura visione.
* il testo estrapolato dal saggio Glifi e il conio del termine androdonne, sono
dell’autrice.