Premesso che bisognerebbe abolire gli exit polls per legge perchè stanno diventando una barzelletta italiana, i risultati delle elezioni sarde , sia pure da analizzare meglio al microscopio per vedere l’influenza che le troppe liste autonome hanno determinato nel quadro finale, si sono alcune indicazioni precise provenienti dal voto che vanno analizzate. La prima è un vento di destra che Salvini sta portando ovunque, e che riesce a creare, anche nelle regioni dove la lega era praticamente inesistente ( anche il caso della Basilicata) uno zoccolo di consensi abbastanza alto, destinato a diventare strutturale. La seconda, molto importante, che il Centrosinistra può vivere solo se esce dalla palude in cui si è cacciato a partire da Renzi e si affida per la salvezza a persone che sono stimate dalla società in cui vivono, sono capaci ed irreprensibili sul piano morale. Abruzzo e Sardegna hanno salvato il pd dal tracollo grazie a questa scelta . C’è anche da aggiungere che parte di questo miglioramento di rendimento del centrosinistra avviene dal rinnovamento che si è avuto nelle liste e alla maggiore presenza della componente femminile, con il debutto del voto con la doppia preferenza di genere. La terza indicazione è che i cinque stelle alle regionali non possono andare comunque da soli, nel senso che il vento politico favorevole per un partito del cambiamento nell’Italia meridionale ha raggiunto il suo apice e più in là non può o non sa andare. In queste condizioni di un cinque stelle che arretra, andare con una sola lista contro undici è come gareggiare partecipare sportivamente alla Decoubertin: l’essenziale è partecipare, non vincere. La tendenza comunque del voto meridionale in genere sta andando verso un testa a testa fra le due coalizione storiche tra centrodestra, dove la Lega cannibalizza il voto a danno di Berlusconi, e un centrosinistra, dove il Pd ha perso l’arroganza di sempre e si muove con l’indicazione di alleanze da stringere , ma da stringere tanto fino a farne un unico movimento. rocco rosa