IL VIVIANI E’ ANCORA TABU’. IL POTENZA PERDE DUE PUNTI.

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rocco sabatella

Il Potenza non sa più vincere nel suo stadio. Con la Raggina è arrivato il terzo pareggio in altrettanti incontri giocati davanti ai propri tifosi. Era un’occasione propizia sfruttare il momento psicologico favorevole dopo l’impresa di Rende e arrivare al primo successo interno. Il Potenza, purtroppo, deve rimandare l’appuntamento con i tre punti ad altri momenti. Eppure la partita si era incanalata sui binari favorevoli ai rossoblù che,  di fronte a un avversario, schieratosi con un atteggiamento molto prudente, sono riusciti a passare in vantaggio con un calcio di rigore di Carlos Franca, rigore concesso dal direttore di gara per un fallo di mano di un difensore piazzato in barriera su una punizione calciata da Srambelli. Dopo le fatiche di Rende, il tecnico Raffaele attua un po’ di turn over anche in previsione della gara di domenica prossima a Siracusa. Viene recuperato in extremis Emerson, gioca dall’inizio Giron in luogo di Sales e una novità si registra anche a centrocampo. Fuori Piccinni e al suo posto Raffaele schiera Guaita nell’ inedita posizione di centrocampista che opera sul centro destra con Dettori sull’altro lato e Coppola in mezzo. In attacco conferma per Franca e Genchi che vengono affiancati da Strambelli in posizione di esterno offensivo sulla fascia destra.  I rossoblù prendono subito le redini del gioco in mano e costringono la squadra calabrese ad arretrare quasi tutta dietro alla linea del pallone. Funziona molto bene la catena di destra dove Strambelli e Guaita ben supportati da Coccia prendono il sopravvento sugli avversari. Ci prova l’ex del Matera il cui tiro viene rimpallato e finisce sui piedi di Dettori che tira fuori. I roosoblù insistono e si rendono pericolosi con Genchi  che spara di poco alto sulla traversa. La Reggina si affaccia nella metà campo del Potenza con un tiro di Zibert parato da Ioime. Poi e’ ancora Guaita a seminare lo scompiglio nell’area avversaria con una conclusione rimpallata.  Dopo la mezzora il Potenza passa in vantaggio. Strambelli si guadagna una punizione dai 22-23 metri. Lo stesso fantasista tenta la conclusione che viene deviata con il braccio da un difensore amaranto in barriera. Per il signor Pasciuta di Ravenna è rigore che Franca trasforma spiazzando il portiere avversario. Il raddoppio sembra quasi fatto quando Strambelli estrae dal cilindro un bellissimo tiro a giro che sfiora l’incrocio dei pali con il portiere calabrese praticamente battuto.. Nel finale di tempo la Reggina si affaccia nell’area rossoblù con una girata di Solini fuori e con un tiro di Ungaro a lato. Nella ripresa  per un quarto d’ora si gioca prevalentemente a centrocampo anche se c’è da segnalare un grande intervento difensivo di Emerson per bloccare un attacco calabrese. Raffaele si cautela togliendo Strambelli e inserendo Piccinni.  Il Potenza opera in ripartenza privilegiando per le sue azioni la fascia destra dove Guaita  sembra molto ispirato  tanto è vero che arriva diverse volte al cross che perà sono tutti preda del portiere Confente.  A metà della ripresa i calabresi restano in 10 per l’espulsione dell’ex della partita Navas che era in campo da poco più di un minuto per un fallo molto duro che costringe il direttore di gara al rosso diretto. E in quel momento la partita sembra in discesa per i lucani che sfiorano il raddoppio con un tiro cros di Guaita che viene respinto a fatica dal portiere e poi sul prosieguo è Genchi a non inquadrare la porta.  Tutto da raccontare l’ultimo quarto d’ora che vede il Potenza abbassarsi troppo in difesa e la Reggina che prende coraggio. Brivido per Ioime alla mezzora quando sulla punizione a due concessa dall’arbitro in area di rigore per un passaggio a Ioime ritenuto volontario, Tulissi, entrato da poco, tira con violenza ma Guaita ci mette il corpo e mette in angolo con il pallone che sfiora il palo. Scampato il pericolo, Raffaele toglie Franca e Genchi inserendo Salvemini e Pepe per avere forze più fresche sul fronte offensivo. Il Potenza ci prova con Guaita sul cross rasoterra di Giron: sul tiro dell’argentino si immola Conson per respingere il pallone. Poi ad otto minuti dal novantesimo arriva la doccia gelata: punizione dai 22-23 metri e sul pallone si presenta il neo entrato Sandomenico, il miglior attaccante della Reggina comunque ancora non al meglio della condizione fisica e rischiato da Cevoli che lo manda in campo. Sandomenico disegna una parabola perfetta superando la barriera e cogliendo l’angolo alto dove Ioime non può assolutamente arrivarci.  Sulle ali dell’entusiasmo per aver trovato il pareggio, la Reggina per poco non passa in vantaggio grazie ad una conclusione di Conson che però trova pronto alla respinta un reattivo Ioime. Particolarmente concitati gli ultimi minuti e il corposo recupero. I rossoblù si riversano nella metà campo avversaria alla ricerca della rete della vittoria. Ci prova Giron con un tiro respinto con grande difficoltà dal portiere ospite e poi è ancora il giovane attaccante amaranto Tulissi che impegna l’estremo Ioime. L’ultima grande occasione della partita è per il Potenza che si riversa nella metà campo amaranto per trovare di nuovo il vantaggio. Ci va vicinissimo Dettori con un gran tiro da fuori area che Confente va a togliere in tuffo dall’angolino basso alla sua sinistra. Al triplice fischio finale molta delusione nel clan rossoblù per aver mancato la vittoria e per alcune decisioni arbitrali che non hanno convinto. Analizzando i 96 minuti bisogna dire che probabilmente nel secondo tempo i rossoblù avrebbero dovuto fare qualcosa di più in attacco per cercare di chiudere la gara. Invece si sono preoccupati di non concedere occasioni alla Reggina e hanno prevalentemente operato con le ripartenze soprattutto sulla fascia destra dove Guaita ha messo tantissimi traversoni che però sono tutti finiti tra le braccia del portiere avversario. Un atteggiamento che poi si è rivelato sbagliato. Il Potenza, non essendo riuscito a raddoppiare, ha arretrato troppo il suo baricentro lasciando molto campo alla Reggina che ha preso coraggio e  grazie agli innesti di Tulissi e Sandomenico ha tentato, come giusto che fosse, il tutto per tutto per arrivare al pari. Normale che i calabresi si dovessero comportare in questa maniera e quindi non si sono mai arresi, ma è altrettanto sicuro che l’atteggiamento rinunciatario  del Potenza li ha sicuramente avvantaggiati. Non è bastato l’assalto finale per trovare i tre punti. Sta di fatto che negli ultimi 6 minuti di partita compresi i 5 di recupero, il Potenza ha creato più occasioni di quante ne avesse confezionato negli altri 44 munuti. Tanto è vero che Confente ha svolto solo ordinaria amministrazione e invece si è dovuto superare nel finale per fermare il tiro preciso e violento di Dettori. Non è un bel risultato alla vigilia delle prossime due gare in trasferta e ambedue in Sicilia.  Per intanto bisogna recuperare le energie fisiche e mentali spese contro la Reggina in modo da presentarsi a Siracusa con le motivazioni e la voglia di prendersi quello che è sfuggito contro la Reggina. Occorre lavorare e tanto per portare tutti ad un elevato standard di rendimento. Il Potenza ha ancora ampi margini di miglioramento e qualche elemento deve dare alla squadra quello che finora non è riuscito a dare. foto di giuseppe di tommaso
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Rocco Sabatella

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