L’ultima settimana ha giovato molto alla corsa che i cinque stelle stanno facendo per aggiudicarsi la prima regione italiana. L’emendamento promesso dal Mise e soprattutto la vittoria al tar hanno regalato due punti in più al Movimento nei sondaggi preelettorali e lo collocano oggi intorno al 36 per cento. La vittoria al tar è passata nell’opinione pubblica come ripristino della legalità e lotta all’arroganza, tutta musica all’orecchio dei lucani che su queste cose, non tangibili ma percepite tangibilmente, hanno iniziato il loro distacco dai partiti di potere. Se da Roma non commettono sbagli e mantengono il punto su due o tre cose che riguardano la basilicata, per Mattia e colleghi, la strada si fa larga e si mette in discesa . Viceversa, ogni contraddizione che dovesse appalesarsi farebbe il gioco della destra, pronta a buttarsi sul filo di lana col petto avanti per cercare di strappare una vittoria. Quattro cinque punti non sono incolmabili e possono essere recuperati non solo cercando il cavallo migliore per guidare l’assalto, ma anche sfruttando l’inesperienza della compagine pentastellata. Che per esempio non sa che la botte della reazione al pittelismo e alla sinistra di potere non spilla più vino e che bisognerebbe aprire il discorso delle contraddizioni che una certa destra, in testa la lega, sta manifestando tra accordi sottobanco, tentativi di zittire la parte giovane e idealistica dei salviniani, intese che sembrano più improntate agli affari che alla politica : non è un caso che sia da sinistra, sia da destra non si parli di programmi e di cose da fare ma solo di potere da acchiappare. Ora che tutto questo non si faccia per non disturbare i manovratori romani, non depone bene. Se una forza è riformista e innovatrice, ha il coraggio di presentarsi da sola e di rifiutare accordi, deve avere anche il coraggio di esaltare la propria diversità in ogni luogo e in ogni dove. E vedere questi che macinano chilometri parlando solo degli avversari di sinistra e ignorando quelli altrettanto pericolosi che circolano nel girone centrale del potere, è come osservare il volo di un gabbiano che evolve felice nella parte assolata del cielo, dimentico che dalla parte nascosta della montagna ci sono avvoltoi che lo hanno già abbondantemente inquadrato. ROCCO ROSA
IL VOLO DEI CINQUESTELLE
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