IL VOTO PER LE VITTIME E PER L’UOMO FORTE

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Antimo Di Geronimo

Il Movimento 5 Stelle perde voti a causa del processo di normalizzazione in atto da quando è al governo. Ma ne riguadagnerà una buona parte grazie all’accanimento della stampa per lo scivolone del No al processo a Salvini. Gli elettori che votano per simpatia, infatti, tendono ad orientare il loro consenso polarizzandosi intorno a due punti focali: 1) la simpatia per le vittime; 2) l’attrazione per l’uomo forte.

La simpatia per le vittime è il piatto forte del M5S: l’elettore che si sente tradito dalla politica (vittima) si identifica con il partito che dà voce al suo risentimento. E il processo di identificazione diventa ancora più forte se i rappresentanti di quel partito hanno l’età dei suoi figli. Pertanto, più danno addosso al M5S e più il transfert si rafforza e la simpatia aumenta consolidando il consenso.

L’attrazione per l’uomo forte, invece, è la forza trainante del consenso, sempre crescente, nei confronti di Salvini: un consenso personale nei confronti di un leader carismatico. Che il partito si chiami Lega importa poco. Tant’è che prende tanti voti anche al Sud. Il punto di forza è il leader.

A rafforzare il transfert verso Salvini concorre anche la sua abitudine di indossare le divise. La divisa è da sempre un simbolo fallico: un esempio per tutti, il duce affacciato al balcone di palazzo Venezia. Che indica forza, potere, determinazione.

Un simbolo che non appartiene solo alla destra, evidentemente. Ma che negli ultimi tempi viene utilizzato soprattutto dalla destra. Si inserisce in questo filone anche la scelta di un generale della finanza quale candidato Presidente della Regione nella nostra regione. Che adesso è in pensione, ma la divisa l’ha indossata per tutta la vita. E quindi la simbologia è soddisfatta già solo anteponendo il grado al suo cognome.

Sarebbe interessante misurare quanto incidano in termini percentuali queste due componenti.

Comunque sia, non diciamo niente di nuovo: Berlusconi, al culmine del suo successo, prendeva voti da entrambe le categorie. Da quelli attratti dall’uomo forte (il leader carismatico supermegastraricco) e da quelli che, sentendosi vittime, votano per le vittime (e cioè per la vittima delle persecuzioni giudiziarie): il massimo! Praticamente, un genio della comunicazione suggestiva. Adesso anche Renzi potrebbe risalire la china, dopo questo provvedimento cautelare emesso nei confronti dei genitori, avendo dismesso i panni dell’uomo forte ed indossato quelli della vittima.

In questo contesto, ovviamente, non c’è più spazio per PD e sinistre a vario titolo. Per il PD, perché chi vota per l’uomo forte, non lo vota più quando è debole. E perché, più che vittima, il PD, viene vissuto come causa delle disgrazie delle vittime. Per le sinistre, in senso stretto, la questione è più complessa: non hanno l’uomo forte e, bruciando il loro elettorato affezionato in una spirale di scissioni, non sono percepite come vittime. Anche quando difendono le vittime, difendono gli “ultimi” quasi in contrapposizione ai “penultimi”, trasformandosi in carnefici agli occhi degli elettori.

E poi c’è l’elettorato di necessità, che vota sempre secondo le indicazioni del “padrone”, perché dal padrone dipende il suo posto di lavoro.

Poi c’è l’elettorato consapevole, che ha gli strumenti per leggere e capire quello che c’è scritto nella Gazzetta Ufficiale. Che riporta i provvedimenti legislativi mediante i quali si concreta l’azione di governo. E lì non si scappa. Perché quelli sono fatti e non chiacchiere propagandistiche. Ma è un elettorato numericamente esiguo che non fa testo.

Infine c’è l’elettorato quiescente. Vale dire, quell’elettorato, non condizionabile, talvolta laico, troppo spesso fideistico, che non si sposta facilmente da un partito all’altro e che, quando non si sente rappresentato, non va a votare. Questi ultimi potrebbero fare la differenza, ma hanno scelto da tempo l’irrilevanza, lasciando campo libero alla sovra-rappresentanza delle altre tipologie di elettorato. Una scelta legittima che preclude però il “diritto al lamento”. Perché, per averne diritto, bisogna perlomeno andare a votare.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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