ILCENTROSINISTRA RISCHIA DI ENTRARE A PARTITA FINITA

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Nel Pd  si sta creando una profonda discrasia tra i tempi del dibattito generale e quello dell’emergenza regionale lucana che necessiterebbe  di un focus urgente rispetto al quadro nazionale, ma che nonostante l’anomalia della situazione, è costretta ad allinearsi rispetto ad una condizione generale di attesa. Di che cosa?, non si sa. Se aspettano un miracolo, non sanno che la saggezza popolare ha creato un corridoio per mettersi in fila , come ai cancelli di San Pietro: “Aiutati che Dio t’aiuta”. Ma qui di alzarsi dal torpore non ci pensa nessuno . Intontiti come sono dalla botta di marzo, non si accorgono che proprio la mancanza di politica da parte di chi è stata messa all’opposizione sta facendo precipitare la situazione verso una saldatura innaturale tra le componenti peggiori dei sue schieramenti  fino al punto da creare un ibrido che può avere i numeri per portarci fuori dall’Europa e farci fare la fine del venezuela. C’è un dibattito interno ai due schieramenti che è stato silenziato al pubblico ma di cui gli addetti alla politica conoscono l’esistenza: Giorgetti e Salvini non sono la stessa cosa, come Zaia, Maroni non sono d’accordo con l’estremismo sovranista che la Lega sta esprimendo e che sta danneggiando la borghesia e l’imprenditoria del Nord. Nei cinque stelle, Fico e Di battista esprimono una linea affatto appiattita sulle posizioni della destra e cavalcano un imbarazzo di parte della base che si vede non rappresentata da questa saldatura. In tutto questo quadro un centrosinistra che fosse coeso potrebbe giocare un ruolo importante, insinuandosi in questa dialettica interna ai due schieramenti e creando le premesse per una dinamica politica di segno diverso, attenta a non far distruggere il paese dai mercati e proponendosi come diga all’avventurismo. Invece si sta giocando a  studiare che cosa fa Renzi  che cosa vuole Franceschini, e dover vuole arrivare Zingaretti, in un partito in cui nessuno, dico nessuno, sta guardando in faccia la realtà di un fallimento totale, che li ha ridotto con le pezze al culo e che ad ogni sondaggio è costretto a svuotare il borsellino dei consensi. E se aspettano che il paese va a rotoli per poter dire che avevano ragione, sono stupidi oltre che cinici, come dimostrano i fischi al pd sotto il ponte Morandi. La costellazione di partiti e partitini che un tempo formavano il centrosinistra è ostaggio poi di quegli sparuti parlamentari che si sono salvati dal naufragio e che , assicurandosi la poltrona per questa legislatura, continuano a sbandierare una presenza politica che di fatto non c’è più.  Ci fosse un minimo di buon senso, bisognerebbe ripartire dall’urgenza di mettere tutti insieme, sotto la bandiera di un solo movimento di centrosinistra, tutto quello che vuole cimentarsi in una stagione di opposizione e che intende ricostruire un’offerta politica  credibile e seria. Proprio perchè la Basilicata non può aspettare i tempi di Roma, è necessario cominciare ad aprire qui, in questa regione, un laboratorio per le prossime regionali, che non sia, come sta avvenendo, la sommatoria dei perdenti del 4 marzo ma un tentativo di fare una cosa nuova, con uomini nuovi e con un programma che , per le cose che offre, i tempi ed i modi, ponga l’interrogativo agli elettori se sia il caso di giocare su questa scommessa. La capacità di accettare la sfida senza sigle e siglette è la cartina di tornasole di una classe dirigente che consapevole di quanto vale sa mettersi in gioco. E può darsi che ad elezioni finite ci sia una diversa geografia politica  nella quale nasce dalle ceneri l’Araba Fenice di un partito nuovo. Rocco Rosa        

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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