La mia delusione nel vedere un Pd incapace di reagire è grande. Lo stesso quadro a Roma come a Potenza. E cioè una incapacità assoluta a metabolizzare la sconfitta e a ripartire. E’ come una macchina infossata che non va né avanti né indietro e dove gli occupanti fanno a gara a chi , con le stesse manovre maldestre, complica la situazione, allargando il fossato e approfondendo il solco. Per uscire dal guado, dovrebbero scendere tutti insieme dalla macchina e ognuno mettersi a spingere: Non lo stanno facendo, ma se anche si convincessero tutti a fare uno sforzo collettivo, litigherebbero immediatamente sulla direzione in cui far andare il veicolo: meglio dietro? ,no!, meglio avanti!. Finirà ovviamente che si inclinerà di lato e ognuno andrà a piedi. Su quello che succede a Roma più che un cronista ci vorrebbe uno psichiatra: tutti indicano strade diverse, tutti vogliono un congresso, ma nessuno è disposto a garantire che seguirà la strada indicata da chi vince: ci vorrebbe un congresso di rifondazione e preparano il congresso della disintegrazione. Su quello che succede a Potenza, si litiga ancora su chi deve prendere il volante per uscire dal pantano. Anche qui non sanno che il solo modo di risolvere il problema è di mettersi a spingere tutti da una parte, sia che si chiami Pittella, o Polese, o Lacorazza, o Margiotta. Proviamo a ripartire dal fatto che tutti quelli che hanno responsabilità istituzionali e di partito sono chiamati a spingere, per il semplice fatto che nessuno è in grado di avere su di sé il consenso di tutti gli altri. E dunque si faccia come in altri tempi, chiamando persone che, per senso civico, per carisma personale, per la capacità di costruire al di là del recinto della politica un progetto sociale, una impresa, gode della fiducia della gente , è rassicurante e porta in re ipse quelle condizioni di partenza di un processo di rinnovamento. Pensare di chiudere queste partita in altra maniera è da pazzi, oppure da persone che dopo il terremoto sono andati in confusione mentale. E questo mentre i cinquestelle hanno scelto le strade urbane e le piazze dovunque e il centrodestra è riuscito a scansare il suo fosso, grazie alla mediazione romana dei leader, fatta ieri sera. Le prossime elezioni sono belle per questo: o si è capaci, nel pd e nel centrtosinistra, di uno sforzo di generosità e di altruismo, oppure si scompare per sempre dalla scena politica regionale. Amen ( in copertina , impantanato nel fango fuma una sigaretta: una foto suggestiva ed emblematica )
( rocco rosa)