IMPORTANTI SEGNALI DI RISVEGLIO PER IL POTENZA

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rocco sabatella

Nemmeno l’arrivo in panchina di Fabio Gallo, terzo allenatore della zoppicante stagione rossoblù, è riuscito ad evitare al Potenza l’ennesima sconfitta. Con questo non vogliamo dire assolutamente che l’avvento dell’ex trainer della Ternana avrebbe dovuto automaticamente portare al successo Ricci e compagni. L’aspettativa era di arrivare a un risultato positivo ma nessuno si poteva fare grosse illusioni che con soli due giorni di allenamento Gallo avrebbe tirato fuori la bacchetta magica per cambiare radicalmente la situazione. Infatti il nuovo allenatore ha lavorato essenzialmente sulla testa dei giocatori per far loro abbandonare lo stato di paura che stava caratterizzando le ultime prestazioni. Ripromettendosi ovviamente di dedicarsi successivamente agli aspetti più squisitamente tattici e tecnici. Nonostante il fitto lavoro effettuato sia nel corso di venerdi e sabato sul campo e nel ritiro con continui colloqui con la squadra per capire quali mali psicologici affliggessero il gruppo rossoblù, il Potenza è entrato in campo con il Foggia ancora alle prese con un pesante fardello di insicurezza testimoniato da tanti errori singoli nei primi 10 minuti di partita. Compreso quello clamoroso di Conson che si è fatto buggerare da Del Prete che a pochi metri da Marcone ha portato in vantaggio i satanelli pugliesi. Una mazzata per il Potenza che, oltre ai problemi pregressi, ha dovuto fronteggiare un ulteriore abbassamento del morale per la rete del Foggia. E, prima di riprendersi e di abbozzare una reazione, la squadra di Gallo, in tribuna per una squalifica pendente della scorsa stagione e sostituito dal suo fido secondo Ferrari in panchina, ci ha messo un bel po’ di tempo. Ossia quasi tutto il primo tempo, se si eccettua una fiammata rappresentata da una percussione centrale conclusa da un tiro di Ricci che Fumagalli ha messo in angolo. Sicuramente l’inconcludente primo tempo può essere addebitato al momento negativo che la squadra attraversa e che ha portato al terzo allenatore della stagione. Ma non è stata la sola causa scatenante che ha agevolato il compito del Foggia e reso quello di Coccia e compagni simile alla scalata del K2 o dell’Himalaya. La verità è anche un’altra:  senza l’ennesimo errore difensivo di Conson sul gol del Foggia, il Potenza avrebbe potuto fare un altro tipo di gara e non si sarebbe trovata di fronte ad un ulteriore handicap psicologico rappresentato dal dover segnare due reti per ribaltare la situazione. Ci chiediamo come si possa insistere a mettere in campo ancora l’ex difensore della Reggina e della Carrarese che in questa stagione ne ha combinate di cotte e di crude, insieme al rumeno Boldor, che sono costate carissimo al Potenza. Domanda che giriamo anche a Fabio Gallo e a chi avrebbe dovuto informarlo sulle prestazioni, complessivamente negative, offerte da Conson da settembre a oggi. Le alternative di maggiore affidabilità non mancano, da Di Somma a Coccia per finire all’ultimo arrivato Noce dal Catania, difensore preso in prestito dal Catania e di cui si dice un gran bene. Di tutt’altra pasta il secondo tempo offerto dalla squadra rossoblù che è rientrata in campo come alleggerita nella testa con la convinzione che peggio dei primi 45 minuti non si potesse fare e che, tutto sommato, il diavolo, nella fattispecie il Foggia, non era poi cosi brutto. Tante le azioni sciorinate dalla squadra ridisegnata da Gallo con gli ingressi di Nigro, Romero e Volpe e che avrebbero meritato migliore sorte. Almeno sei/sette clamorose palle gol costruite dal Potenza, un paio fuori di poco, altre sventate dal portiere ospite Fumagalli. Insomma l’amarezza per la sconfitta ma anche la certezza, dopo aver visto il secondo tempo, di poter ripartire da segnali incoraggianti e positivi per cominciare a risalire la corrente. Anche fidando sul lavoro che Gallo farà sotto l’aspetto tattico a partire da questa settimana che porta alla difficilissima gara, anticipata a sabato prossimo con inizio alle 15, contro la capolista Ternana, assoluta dominatrice del campionato dall’alto dei suoi numeri impressionanti e da un gioco tremendamente efficace, oltre che di grande qualità. Un avversario che Gallo conosce alla perfezione per esserne stato alla guida nella stagione scorsa e che lo mette nella condizione di trovare gli antidoti giusti per cercare di renderli il meno possibile pericolosi. Misurarsi contro la più forte squadre del girone con la mente leggera non avendo nulla da perdere può davvero rappresentare l’occasione giusta per la sterzata definitiva. Con una settimana completa di allenamenti non è escluso che potremo già vedere il Potenza in campo con le disposizioni tattiche che sono alla base della filosofia calcistica del tecnico di Bergamo. Ossia la difesa a quattro, tre centrocampisti, un trequartista e due attaccanti. L’arrivo di Gallo sulla panchina del Potenza, oltre che essere una legittima esigenza di tornare a lavorare, certifica anche la fiducia del nuovo allenatore sulle possibilità di salvezza del Potenza e sulla qualità dell’organico rivitalizzato dagli interventi della società nel mercato di gennaio. Contro il Foggia ha esordito l’ultimo arrivato Mazzeo che ha dimostrato di avere ancora bisogno di lavorare per mettersi nella migliore condizione per assicurare alla squadra maggiore efficacia nell’area di rigore avversaria. E non poteva essere altrimenti considerando che Mazzeo ha giocato l’ultima gara il 10 gennaio scorso. Allo stato attuale l’organico rossoblù ci sembra completo in tutti i reparti. Tocca a Gallo trovare le soluzioni giuste per abbandonare le sabbie mobili della classifica il più presto possibile.    

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Rocco Sabatella

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