IN BASILICATA PUO’ NASCERE IL CICLO DELL’EDILIZIA ANTISISMICA

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RICCARDO ACHILLI economista

Con il ricordo delle vittime del sisma del 1980, a 39 anni di distanza ed una ricostruzione costosissima ancora non completata, e priva di incisività in termini di sviluppo imprenditoriale nelle aree industriali create dopo il terremoto, vale la pena di interrogarsi su cosa si possa fare per prevenire, al fine di ridurre i danni degli eventi, atteso che le ricostruzioni ex post sono inefficaci e costose. Di fatto, non essendo possibile prevedere gli eventi sismici, né spostare le popolazioni con la forza verso aree più sicure, l’unico elemento sul quale è possibile fare prevenzione è costituito dal grado di vulnerabilità degli edifici.
Gli edifici classificati come antisismici sono, in realtà, progettati per proteggere la vita di chi vi si trova all’interno, non per rimanere in piedi ed agibili dopo il sisma. Si stima che la riparazione di un edificio danneggiato da un sisma costa il 50% del suo costo di fabbricazione iniziale. Tuttavia, con un investimento di ristrutturazione pari all’1-5% del costo di fabbricazione dell’edificio, è possibile, oggi, metterlo in sicurezza anche per resistere intatto ad un sisma di media intensità. La ricostruzione da un terremoto costa in genere circa 10-100 volte di più che realizzare un adeguamento o un miglioramento antisismico. Costruire edifici non solo in grado di proteggere la vita di chi vi è dentro, ma anche di restare intatti dopo un sisma, impedisce, quindi, la morte economica e sociale di un territorio, e gli consente di ripartire. Un lavoro della Banca d’Italia del 2014 cercava di stimare la mancata crescita economica del territorio danneggiato dal sisma del 1980: si partiva da una stima del “controfattuale”, ossia dello sviluppo che si sarebbe avuto in assenza del terremoto, approssimato tramite l’effettivo andamento medio di un gruppo di regioni di controllo. Vent’anni dopo il terremoto, il PIL pro capite dell’Irpinia era del 13 più basso rispetto al controfattuale.
Quindi, la prevenzione, come minimo, impedisce di subire perdite, in termini di crescita, così rilevanti. Ma non solo: essa fornisce anche un mercato per far lavorare le imprese edili. Da questo punto di vista, l’avanzamento tecnologico in materia di edilizia antisismica, sia con riferimento ai materiali innovativi che alle tecniche di costruzione, crea un vero e proprio business innovativo per un settore, quello edile, che in Basilicata conta su 5.963 imprese e circa 12.000 addetti, e che produce quasi il 7% del Pil regionale. Un comparto in forte crisi da anni, con un mercato delle compravendite immobiliari residenziali ancora sostanzialmente fermo ad un quarto del valore del 2010 e una massa salari che, nella prima metà del 2019, è diminuita di circa il 9% rispetto al corrispondente periodo del 2018.
Le mutate caratteristiche della domanda immobiliare, che privilegia case più piccole, la contrazione demografica della regione, esigenze ambientali di riduzione del consumo di suolo che, nel caso di Potenza, ha raggiunto, in passato, picchi assolutamente intollerabili ed incoerenti con le caratteristiche della città e del territorio, impongono un rilancio dell’edilizia residenziale basato sulla riqualificazione, piuttosto che sulla nuova costruzione. Riqualificazione che, ovviamente, è anche di tipo energetico, oltre che antisismico.
Il Sismabonus introdotto dal Governo Gentiloni nel 2017, che  può arrivare fino a una detrazione dell’85% dei costi (per un importo massimo di 96mila euro per unità immobiliare), non ha dato risultati incoraggianti. Il costo della riqualificazione rimane alto per il cittadino, la cessione del bonus ai costruttori non ha avuto grande successo. Il Piano Casa 2019 per la Basilicata è stato reso permanente, ed il Governo ha promesso un miliardo di investimenti nel settore.
Ma è dall’innovazione tecnologica, ed in particolare dal lavoro congiunto fra imprese ed Università, che il business dell’edilizia antisismica può ridare linfa al settore: come riferisce il Sole 24 Ore, infatti, in tema di progettazione antisismica, l’Italia è oggi fra i più avanzati Paesi europei. Specie dopo il terremoto in Abruzzo del 2009, sono molte le università, i centri di ricerca e le aziende (anche internazionali) che hanno fatto investimenti in test dei materiali e prototipazioni. Multinazionali, come la Knauf, azienda specializzata nelle soluzioni a secco in gesso per isolamenti e rivestimenti, hanno avviato progetti di ricerca con l’Università Federico II di Napoli focalizzati sulla creazione di Ellissa, prototipo di un’abitazione efficiente e sicura, sottoposta a shock sismici crescenti di portata superiore a quelli che hanno colpito il Centro Italia.
Se, tramite le risorse dell’Asse I del POR, si potesse creare in Basilicata una struttura di ricerca, partecipata dalle imprese, anche esterne al territorio, specializzata negli edifici antisismici, l’impatto economico sull’edilizia e sull’economia regionale sarebbe molto consistente, producendo anche ritorni in termini di maggiore sicurezza dei cittadini. La messa a disposizione di materiali e tecniche antisismiche di tipo innovativo, insieme ad una domanda pubblica consistente in termini di appalti per messa a norma del patrimonio immobiliare pubblico e dell’edilizia popolare pubblica, produrrebbero un effetto di volano sulla ripresa dell’edilizia, che consentirebbe, stante la natura prociclica del settore, di attivare consistenti effetti di crescita economica regionale a livello complessivo.
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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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