In sanità si torna ad assumere. Il Governo , accogliendo le istanze regionali sulle emergenze di organico , sopratutto nel settore infermieristico, ha deciso di andare verso lo sblocco delle assunzioni. Dal Cinsedo arriva la notizia che i ministeri della Salute e dell’Economia hanno trovato l’intesa per superare l’attuale vincolo di spesa.
A decorrere dal 2019, la spesa per il personale degli Enti del Ssn di ciascuna Regione non può superare il valore della spesa sostenuta nel 2018. Inoltre la spesa potrà essere incrementata per un importo pari al 5% dell’incremento del Fondo sanitario rispetto all’esercizio precedente. Questo importo include le risorse per il trattamento accessorio del personale. Dal 2021 l’incremento di spesa del 5% sarà subordinato all’adozione di una metodologia per la determinazione del fabbisogno del Ssn. Previsto anche, previo accordo con il Mef e Salute l’incremento di spesa per i servizi esternalizzati”. È questa la natura dell’ emendamento concordato tra i Ministeri di Salute, Economia, Pa e le Regioni per lo sblocco del tetto di spesa per il personale sanitario (che ad oggi impone alle Regioni di rispettare i valori di spesa del 2004 ridotto dell’1,4%). La misura varrà per tutte le Regioni.
Per guadagnare tempo si andrebbe verso un emendamento al ddl Concretezza, ora all’esame della Camera A premere con forza sul Ministro alla sanità sono state sopratutto le Regioni del Nord che dovevano sottostare al vincolo di spesa nonostante avessero i bilanci in ordine. Il depauperamento di organico si è peraltro accelerato in questi ultimi tempi per l’invecchiamento del personale. Con la quota cento si rischia l’ingestibilità di molte strutture. Da segnalare che un recente studio dell’ANAAO-ASSIMED porta i numeri ,regione epr regione, della carenza di medici specialisti. Ci sono tutte le regioni tranne la basilicata. O questa non fa notizia oppure è una informazione non trasmessa da Potenza.