INDUSTRIA 4.0 PRESENTATO A POTENZA

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ida leonedi IDA LEONE

C’era davvero la folla delle grandi occasioni ieri al Cecilia di Tito. L’evento: la presentazione del piano Industria 4.0 del Governo da parte del Ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda. Un gigantesco maxi schermo a prova di miopi é stato montato sul palco, dove 4 poltroncine attendono il Ministro, il presidente della Regione, il presidente di Confindustria Basilicata e il presidente di Pensiamo Basilicata, organizzatore della serata, un organismo che raggruppa tutte le associazioni datoriali lucane. C’é una sconcertante prevalenza di testosterone, nell’affollatissimo auditorium che conta quasi 450 posti a sedere: l’industria é solo maschile, nella nostra regione, e si vede benissimo. Perfino sul palco, come nelle migliori tradizioni, l’unica donna presente, la brava giornalista Margherita Sarli, ha il solo compito di introdurre i relatori, meglio se limitando pensieri ed opinioni.

I presidenti di Confindustria e di Pensiamo Basilicata invece hanno lunghi discorsi da fare, e li leggono da molti fogli dattiloscritti. La sensazione é che vedano quei fogli per la prima volta, perché le letture incespicano spesso, e anche i ridondanti contenuti non fanno particolare breccia nella mia testa (forse perché sono una donna) e mi viene da pensare che un veloce sobrio saluto istituzionale, invece della storia dell’industria in regione, sarebbe stato pú appropriato. Io poi sono per scelta in mezzo agli imprenditori della Val d’Agri che, giá irritati per essere stati invitati solo all’ultimo momento, rumoreggiano quando realizzano che le estrazioni petrolifere sono citate solo per esemplificazioni negative.

La musica cambia quando parla Marcello Pittella, del quale si possono dire molte cose, ma non che non sia un appassionato acuto oratore. La passione ad un certo punto prende addirittura il sopravvento, spezzandogli il respiro, e
facendolo trattenere all’uditorio. Il femminile materno che é in me si scopre perfino preoccupato che si possa sentire male, e mentalmente lo invita a calmarsi. Un discorso tutto in attacco, tutto teso a ribadire il necessario coraggio dei lucani, il tentativo di aprirci al mondo, di cavalcare la crisi, di non avere paura del futuro, di marciare compatti, perché é l’unica speranza che abbiamo. Tutti concetti che mi vedono totalmente d’accordo, e che strappano applausi a scena aperta anche ai miei vicini, finalmente non descritti piú come il demonio, ma come portatori di sviluppo e lavoro.

Il Ministro (che scopro essere il figlio di Cristina Comencini!! che sorpresa) ha un certa quantitá di slide da mostrare, e pacatamente snocciola numeri e dati del nuovo piano industriale del Governo: molto digitale, molta semplificazione delle procedure, riduzione dei troppi strumenti di finanziamento attualmente in vigore, pressoché totale abolizione dei bandi a favore di procedure a sportello permanenti. Credito d’imposta, prestiti agevolati, investimenti strutturali nella logistica e nella banda larga. Penso al lavoro fatto in tal senso – anche insieme a me – dall’ex assessore regionale Raffaele Liberali, e penso che eravamo sulla strada giusta, anzi precorrevamo i tempi, come sempre piú spesso accade nella piccola lontana Basilicata. Applausi.

Al termine, mi faccio largo fra le molte cravatte e sguscio da una uscita secondaria. Fuori ci aspettano il freddo umido e pungente di novembre, e una strada tracciata dalla quale non si puó piú tornare indietro. Piaccia o non piaccia, é sempre meglio dell’immobilismo.

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Sull' Autore

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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