Roma, Fiorentina e Sassuolo hanno preso davvero sul serio l’Europa League, mentre l’Inter sta dimostrando di snobbare la manifestazione
Mentre Juve e Napoli largheggiano nel gioco e nelle segnature in Champions, in Europa League, alle sonanti vittorie di Roma e Fiorentina fanno da contraltare le nette sconfitte del Sassuolo e ci risiamo, dell’Inter. Con una sostanziale differenza tra le quattro squadre italiane della seconda manifestazione per club d’Europa. E cioè che Roma, Fiorentina e Sassuolo hanno preso davvero sul serio l’Europa League, mentre l’Inter sta dimostrando di snobbare la manifestazione e sta facendo figure barbine pur non avendo incontrato finora formazioni di alto rango. Sono, infatti, bastati gli israeliani e i cechi dello Sparta Praga per fare rivenire a galla i problemi ancora irrisolti che stanno frenando i nerazzurri e che la espongono a inattese batoste in Europa. E che qualcuno si era affrettato, con eccessivo trionfalismo, a definire superati solo perché l’Inter aveva vinto con la Juventus e poi aveva bissato il successo ad Empoli. Prima della brusca frenata con il Bologna. Si capisce anche bene, a parzialissima attenuante, che squadre come l’Hapoel e lo Sparta Praga non sono in grado di infondere stimoli elevati ai giocatori di Frank De Boer, ma allo stesso tempo c’è da dire che se la formazione nerazzurra vuole crescere ed anche in fretta come collettivo, come organizzazione di gioco, come furore agonistico e non essere solo ottime individualità, ha la necessità primaria che l’Europa League deve essere una palestra preziosa per fare continui miglioramenti da poter sfruttare in campionato. E anche De Boer, invece di attardarsi in un turn over alquanto improduttivo, si deve convincere che l’Europa League è una competizione molto importante che va affrontata con lo spirito giusto e con gli uomini migliori. Come giustamente pretendono sia la proprietà cinese del Suning che i dirigenti. Perché se questa competizione viene percepita come un fastidio, allora sarebbe stato meglio non parteciparvi e profondere tutto l’impegno per il campionato avendo anche il vantaggio di potersi allenare esclusivamente per giocare la domenica. Perché un altro dato di fatto è da tenere in considerazione: se in campionato l’Inter stenta ed utilizza tutti i titolari, come può pensare l’allenatore olandese di avere risultati migliori se in Europa League da spazio alle seconde linee? E sarebbe anche meglio se De Boer facesse un bagno di umiltà e non se la prendesse sempre con i suoi giocatori se questi non riescono ad esprimersi nel migliore dei modi. Quando una squadra gioca male, le colpe vanno divise equamente tra staff tecnico e squadra. Come si diceva, molto bene si sono comportate Roma e Fiorentina che hanno offerto gol e spettacolo, mentre è da giustificare ampiamente la prova del Sassuolo battuto a Liegi dallo Standard. Gli emiliani e lo abbiamo già rimarcato in un precedente articolo, non hanno un organico cosi ricco da poter affrontare con uguale rendimento il campionato e l’Europa League. Per cui non deve meravigliare se può incorrere in prestazioni non esaltanti. Ma l’esperienza europea è stata intrapresa con grande entusiasmo e con lo scopo finale di fare accumulare tanta esperienza ai suoi giocatori. In un percorso che la società emiliana ritiene molto formativo e che alla lunga produrrà effetti molto benefici sia per la squadra che per migliorare l’asset del Sassuolo anche in campo europeo.Per concludere bisogna fare i complimenti al Napoli per la grande prestazione offerta contro il Benfica annichilito letteralmente dalla squadra di Sarri che ha dominato in lungo e in largo, salvo qualche distrazione di troppo nel finale di gara. Il Napoli ha messo, con questo successo, una seria ipoteca sul passaggio agli ottavi di finale di Champions.
