ITALIA, PAESE LIBERO DA MALAFFAE E CORRUZIONE?

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Espedito Moliterni

In questa ultima settimana, con dovizia di particolari, i telegiornali, a reti unificate, ci stanno raccontando gli esiti delle indagini della magistratura riguardo episodi di corruzione e compravendita di voti e preferenze in alcune competizioni elettorali comunali, prima nel barese e successivamente a Torino.

In ambedue le indagini sono emerse responsabilità di esponenti del PD; immediate le reazioni indignate di tutti i partiti, nessuno escluso, i cui esponenti si sono affrettati a condannare tali episodi, a riempire i servizi dei tg, sempre a reti unificate, individuando nel  Partito Democratico il luogo dove si intrecciano affari, clientele e privilegi.

Addirittura qualcuno ha deciso, tramite interviste sempre a reti unificate, di non voler più partecipare alle primarie per la scelta del candidato sindaco a Bari, lasciando intendere che non aveva più nulla da spartire con il Partito Democratico, evidentemente considerato come luogo del male assoluto. Ha però omesso di ritirare i suoi assessori dalla Giunta regionale della Puglia dove governa insieme al PD da alcuni anni.

In questi giorni, dopo aver ascoltato i servizi a senso unico dei telegiornali, sentite le dichiarazioni dei politici di ogni schieramento, preso atto di alcune reazioni politiche anche piuttosto scomposte, mi sono convinto che, se fossi stato un marziano appena arrivato in Italia, mi sarei convinto, senza alcuna possibilità di smentita, che la corruzione, il malaffare, il clientelismo sono tratti caratteristici e costitutivi solo del PD e avrei avuto compiacimento nei confronti del sistema dell’informazione, in particolare quella del servizio pubblico, così pronta ed attenta nel mettere in risalto le nefandezze di quel partito ed, inoltre, mi sarei complimentato con tutti quei politici, di destra e ( presunta) sinistra, così pronti a dare battaglia al malcostume pidiota.

Ma vivo in Italia dalla nascita, ho studiato in questo Paese, mi sono sposato, ho avuto figli, ho lavorato per tanti anni, ho addirittura avuto esperienze politiche anche importanti nella mia città e ho avuto modo di osservare, capire, riscontrare, subire il malaffare e la corruzione che pervadono la vita pubblica ed istituzionale del nostro Paese.

In tutta coscienza, c’è qualcuno che può negare che, in una qualunque competizione elettorale, una buona fetta di candidati, appartenenti a tutti i partiti presenti, non abbia provato a condizionare il voto dell’elettore con promesse di intervento per risolvere  problemi di varia natura ( lavoro, licenze edilizie e commerciali, carriere in enti pubblici e privati, ecc. ) espressi dai cittadini?

In tutta coscienza, possiamo forse negare che tali comportamenti appartengano a tutte le forze politiche?

In tutta coscienza, possiamo affermare che il problema riguarda solo il PD?

Per quello che mi riguarda, le risposte sono scontate.

Tanto premesso, con questo mio intervento, non intendo assolvere gli ultimi presunti corruttori che sono stati scoperti nelle indagini delle Procure di Bari e Torino, perché così fan tutti e tutti “rubano”, della serie tutti colpevoli, tutti innocenti, ma occorre utilizzare un minimo di onestà intellettuale evitando di addossare tutte le colpe ad un unico partito perché, come la storia ci insegna, non mi pare che alcuna formazione politica sia immune dalle cattive frequentazioni.

Ma sulla scorta di quello che è avvenuto, e mi riferisco alla violenta campagna di informazione e non solo, nei confronti del Partito Democratico, vale la pena di fare qualche ulteriore considerazione:

  • si ha l’impressione che in particolare il servizio pubblico dell’informazione non abbia saputo salvaguardare la propria autonomia dalle pressioni politiche, intese in una più ampia accezione che comprende sia il contesto partitico che di governo, ed è emersa la volontà di ridurre il mezzo televisivo ad un potente strumento di condizionamento e persuasione;
  • altro dato che è emerso con assoluta chiarezza è la mancanza di rispetto, da parte di altre formazioni politiche, sia di destra che di sinistra, della storia del Partito Democratico, delle sue classi dirigenti, in gran parte estranee a quello che è emerso, ed in particolare dei suoi elettori, etichettandolo ingiustamente come partito del malaffare o come un accozzaglia di “capibastone e capicchi”. Attenzione, il mancato riconoscimento di un partito, come il PD, radicato nella società e nel sentimento dei suoi elettori, è una grave minaccia alla vita democratica del Paese, soprattutto se utilizzato per stabilire gerarchie per eventuali coalizioni politiche.
  • in questa occasione, ma era scontato, non sono partiti i soliti attacchi alla magistratura da parte della destra, garantista solo nei confronti dei suoi adepti, quando colpiti; quello che, invece, si è notato è la celerità delle ispezioni al Comune di Bari per stabilire eventuali infiltrazioni malavitose nell’amministrazione, pur se il sindaco di quel Comune vive sotto scorta da nove anni. La destra ha perso un’occasione per difendere lo Stato di diritto e le sue Istituzioni.
  • non vi è dubbio che il Partito Democratico ha dei problemi al suo interno. Già dalla sua nascita, il partito ha aperto a tutti i settori della società, un partito interclassista ed inclusivo; ma gradualmente ed inesorabilmente, è stato influenzato da uomini e donne avvezzi al potere in quanto tale, privi di spirito di servizio e di attenzione alla collettività. Hanno occupato numerose postazioni istituzionali e dirigenziali, condizionando pesantemente scelte economiche e sociali non in linea con gli ideali del Partito Democratico, minando la sua stessa natura. Ora è arrivato il momento di svoltare e di fare pulizia. Elly Schlein ha il dovere ed il compito di fare una profonda pulizia e di confermare e/o individuare una classe dirigente politica, fedele ai principi della sinistra progressista e del cattolicesimo democratico, ispiratori della nascita del Partito Democratico.

In conclusione, se i veri problemi dell’Italia sono la corruzione, il malaffare, il clientelismo che in tanti casi rappresentano il vero ostacolo alla crescita sociale ed economica del nostro Paese che, come si sa, ha tante potenzialità, e se in tanti casi la realtà viene rappresentata in modo distorto solo per fini elettorali, noi cittadini abbiamo il diritto e il dovere di fare le nostre scelte, di votare per coloro che, per storia personale e capacità politiche ed amministrative, hanno dimostrato di poter dare una valido contributo al nostro territorio; così come la nostra scelta per i partiti deve essere libera da condizionamenti esterni.

L’Italia libera da malaffare e corruzione? Dipende solo da noi

 

 

 

 

 

 

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Sull' Autore

Espedito Moliterni. Lauraeto in Medicina, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, attualmente in pensione, ha ricoperto la carica di Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASM di Matera

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