
pinuccio rinaldi
Così fu chiamato il programma che il governo RENZI (17^ legislatura 2014/2016) aveva individuato per intervenire sulle tematiche del dissesto idrogeologico. Questo programma prevedeva una struttura apposita con una copertura finanziaria di circa 10 mld. Ma come sempre è avvenuto in politica, con il cambio del governo, cambiano anche i programmi. Il governo CONTE (18^ legislatura Marzo 2018/ottobre2022) subentrato al governo Renzi sostituisce il suo programma “Italia Sicura”, con il proprio programma “Proteggi Italia”, quest’ultimo oltre a prevedere la somma di circa 3,124 mld aveva anche previsto la ripartizione delle risorse economiche fra le varie regioni ( https://www.governo.it/sites/governo.it/files/ProteggItalia_0.pdf ).
Queste sono state le buone intenzioni che la politica ha rivolto al problema del dissesto idrogeologico in 10 anni dal 2014 ad oggi, ma come recita il vecchio adagio “le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni”, infatti oggi siamo nell’inferno del disastro avvenuto in Emilia Romagna, nonostante le buone intenzioni del governo.
Le ragioni di questa insolvenza sono certificate e riguardano tutti i governi, che come abbiamo già osservato hanno la pessima e ingiustificata prassi di annullare i programmi dei predecessori e visto anche la loro sempre breve durata finiscono per non realizzarne alcuno.
A questa grave condizione si aggiunge la lentezza burocratica che è generata dalla palude legislativa con le sue bizantinissime prassi.
Da un focus odierno (dati OPEN POLIS) i decreti attuativi ancora non scritti, (che sono lo strumento necessario per rendere operativa qualsiasi legge) sono 521 e hanno un impatto economico di 17 mld.
L’ipertrofia legislativa Italiana non ha uguali nel mondo, nel caso delle tematiche del dissesto idrogeologico basta guardare quanto riporta il servizio studi dei deputati ( https://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1202478.pdf?_1586278350586 ) Il quale, per lo stesso tema consta di ben 94 richiami tra leggi, decreti legge, norme ecc,ecc. A questa impietosa fotografia delle condizioni gestionali si aggiunge anche il quadro dei rischi a cui tutte le nostre regioni sono esposte, I dati ISPRA dicono che il 94% dei comuni Italiani è esposto al rischio dissesto.
Le drammatiche immagini di questi giorni denunciano, in relazione ai dati esposti, che la nostra Nazione non sarà mai né PROTETTA né SICURA come dichiarato dal nome dei programmi che la politica non ha reso operativi.
Il tutto non è certamente antropologico, ma sicuramente è di classe dirigente e le condizioni del nostro mondo universitario non fanno ben sperare per il futuro, visto il drammatico dato offerto dai dati PISA.