LA BASE ATTONITA ASPETTA IL PARTITO CHE NON C’E’

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La cosa più deprimente che può succedere oggi al direttivo del Pd è che si arrivi ad un documento che dice tutto e niente, mantenendo sostanzialmente le due linee che ormai sono evidenti nel partito: chi accetta il dialogo con i cinque stelle per sbloccare la situazione di crisi istituzionale senza per questo parlare di alleanza, e chi invece boccia anche la sola idea di andarsi a sedere con Di Maio. Il veto posto da Renzi  non è espressione di un pensiero personale, ma è evidentemente una posizione politica che va spiegata  non solo riguardo al passato , che tutti conoscono, ma riguardo a che cosa deve fare il partito per essere ancora protagonista del futuro.  Ci può stare che uno dica no con i cinque stelle, restiamo dove siamo e tutto il tempo che passa gioca a nostro favore perché l’entusiasmo scende, i problemi rimangono e la delusione sale. Giocare di rimessa insomma, fino al punto, molto ipotetico che l’elettorato deluso si piazzi alle prime luci dell’alba davanti alla sezione del Pd per riprendersi la tessera. Una illusione più che una opinione, ma che comunque dovrebbe fare i conti con due condizioni: la prima è che si faccia un governo qualsiasi senza il pd e la seconda che non si torni al voto prima di un paio d’anni.  Poiché queste due condizioni  sembrano remote, un partito serio deve interrogarsi su scenari possibili , anche chiedendosi a voce alta cosa potrebbe succedere  se il presidente Mattarella venisse costretto , dall’impasse generale, a riconvocare le urne. E’ opinione comune che da nuove elezioni uscirebbe un bipolarismo  nel quale il centrosinistra lascerebbe l’intero campo ai Cinquestelle e il centrodestra lascerebbe l’intero campo alla Lega. E’ altresì’ opinione comune che se la Lega arrivasse al Governo, in qualunque forma, sarebbe difficile aspettarsi un flop perché la capacità di affrontare i problemi, al di là delle ideologie, è provata dai fatti, e cioè il governo di regioni importanti come il veneto, la Lombardia, la Liguria, cui si aggiungono regioni che prima era guidate dal Pd. Quindi nell’uno o nell’altro caso , che si vada alle urne o che governi la destra, il Pd è tagliato fuori da ogni interlocuzione ed è indirizzato verso l’estinzione. Ora la domanda è: può una persona avere il diritto di giocarsi al tavolo da poker il patrimonio ideale di un partito senza chiedere di interrogare prima la base su una strategia o su un’altra? Possono cinque milioni di italiani che hanno dato i voti a questo partito essere considerati come incapaci di decidere del loro futuro?  SI faccia un congresso straordinario , impegnandosi a seguire la linea che ha più voti. Altrimenti si tolga l’aggettivo democratico al partito, perché sta venendo fuori che il pd è un partito a finta democrazia, dove c’è un uomo solo al comando, anche se formalmente non lo è più, e una collegialità che può funzionare solo se gli dice sempre sì.  rocco rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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