LA BASILICATA CHE IGNORA I VERI ARTEFICI DELLA REPUBBLICA

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pietro simonetti

2 Giugno 2024.Sono passati 80 anni dalla chiusura della Colonia penale di Marconia.Nessuno si ricorda di Umberto Terracini e di quanti lottarono contro il fascismo Nella colonia penale di Marconia il fascismo recluse oltre 1500 persone a partire da 1939. Tra i confinati figurano importanti protagonisti dell’antifascismo come Umberto Terracini che avrebbe firmato la Costituzione Italiana. Assieme a Terracini erano ristretti Camilla Ravera, poi Senatrice a vita, Renato Bitossi, che diventerà Presidente del sindacato mondiale, Filippo Andrea Doria in seguito primo Sindaco di Roma e tanti altri. Intellettuali, operai, come Carlo Porta metalmeccanico delle Officine Reggiane, contadini, artigiani. Tutti i confinati erano utilizzati nell’azienda agricola annessa alla colonia penale. Si lavorava e si preparava il futuro di libertà e si costruivano i legami con gli altri confinati che risiedevano nei comuni lucani, a partire da Carlo Levi e dai militanti comunisti, socialisti e popolari lucani.

mingo giannace che assicurò il coordinamento tra i confinati

Una grande esperienza di formazione culturale e di lotta che preparò il terreno per la formazione dei quadri e dei dirigenti dei movimenti che sfociarono nella lotta per la terra, il superamento del latifondo, la democrazia e il governo democratico degli Enti Locali, la ricostruzione dei Partiti e dei Sindacati. Una lunga marcia di lotta e di saperi contro la miseria e per la trasformazione del paesaggio agricolo, urbanistico, il lavoro e una vita diversa. In questi ultimi anni la festa del 2 giugno ha recuperato l’importanza di riscoprire le radici della storia della Resistenza a seguito della ricomparsa , anche in forme nuove e inedite, di razzismo, antisemitismo e pratiche antidemocratiche. La riaffermazione dei valori di libertà e democrazia, anche nella nostra regione,dove fu scarsa la presenza dei partigiani combattenti, passa certamente dalla valorizzazione della Carta Costituzionale nell’ affrontare la questione centrale, non risolta, dell’unità delle forze democratiche e progressiste.

la colonia penale di marconia

L’’industria della paura contro gli ultimi ed i migranti, diventati “risorsa” per salvare la catena alimentare e l’assistenza agli anziani, ha prodotto anche razzismo e divisioni  . Il Papa ha ricordato da tempo, che da soli non ci si salva. Prima di lui Enrico Berliguer aveva indicato la strada della unità democratica e del superamento delle disuguaglianze,  ma non fu ascoltato con le conseguenze che conosciamo. Le forze unitarie e del lavoro rimaste in campo devrebbero riprendere il compito di  elaborare e attuare un programma di rinascita come nel dopoguerra e qui torniamo a Marconia, senza nessun settarismo e fughe in avanti, eliminando il leaderismo senza sbocco. Lavoro, manifattura, servizi, qualità della vita e ambiente declinati in obbiettivi raggiungibili e praticabili in un quadro nazionale e internazionale in forte ristrutturazione e adattamento. Se guardiamo al grande passato del movimento operaio democratico, alla Resistenza, ai progressi costruiti è possibile ragionare, in una fase di rilancio,  su temi come l’uso ottimale delle risorse  disponibili, la centralità delle persone e del territorio, a partire dagli anziani che hanno patito molto in queste ultimi anni nelle case di ripose malamente gestite., e la fuga dei giovani che produce spopolamento . Ecco alcuni elementi da tenere presente in uno con la ripresa della partecipazione e del rinnovamento dei gruppi dirigenti. Valorizzare i lavoratori della sanità e della scuola con riforme che rimettano al centro le strutture pubbliche misurandosi con le vertenze in corso .Ieri a Potenza.Matera ed in altri luoghi nessuno ha ricordato gli antifascisti confinati in Basilicata,oltre 3500 e i 1500 della colonia penale di Marconia. Prevale la smemoratezza . Forse dovrebbero essere i Sindacati,l’Anpi,I Comuni ad organizzare iniziative per ricordare i protagonisti della lotta al Fascismo,per la Costituzione e la rinascita dell Basilicata che sfociò nella occupazione delle terre, nella lotta per l’irrigazione,l’industrializzazione e l’uscita dalla condizione di miseria ed isolamento.

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Pietro Simonetti

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