Altri due giorni di campagna elettorale interna il comitato regionale Pd è pronto per nascere, con un segretario che non sarà una sorpresa perché è esponente di una maggioranza di partito che è il nucleo forte del sistema Renziano in Basilicata. Poi, Polese ci ha mes
so da tempo del suo, e , a dirla con i numeri ,non ci sarebbe partita. Però , chi pensa che questa veloce campagna elettorale sia stata solo condotta sui giornali si sbaglia perché lo sforzo di contarsi ha dovuto necessariamente passare per la predisposizione di liste: e qui tra va bene, fammici pensare, preferisco non espormi, aspetto chi vince, non è stato una impresa da poco metterci gente con tanto di faccia. In questo senso, sia Santarsiero che la Purtusiello hanno fatto un buon lavoro che prescinde dal risultato di domenica e si pone come uno sforzo lodevole al coinvolgimento della base del partito. La campagna elettorale ha subito in questa settimana un drastico abbassamento di toni, in conseguenza del fatto che a Roma le correnti hanno trovato una intesa e la pace è dilagata per tutto il Paese. Una volta si parlava di centralismo democratico, riferendosi ad un Pci che guidava tutto da Roma, oggi è così per tutti i partiti, sia quelli strutturati che quelli intestati a singole persone, e non si muove foglia che Roma non voglia. La vivacità che si riscontra in queste ore è più legata alla caccia al voto che al dibattito politico e programmatico. Per i seicento candidati che corrono per conquistare un posto nel comitato regionale del partito, è una sorta di prova generale per la visibilità all’interno degli schieramenti e nel partito, della serie che vali quanti voti porti. E per chi cova delle ambizioni a Sindaco o a consigliere regionale, il passaggio diventa una vetrina politica. La forza del Governatore è stata sostenuta da una strategia estremamente efficace, che è quella di mischiare le liste in modo da permettere ai vari leader locali di non farsi la guerra, un sindaco di una zona candidato in una lista centrata su un’altra parte del territorio e via di questo passo. Dalle stime che si fanno,le due liste Pittella sono in grado di prendere qualcosa come il 35, 36 per cento, cui si aggiungono gli altri renziani, quelli della Antezza- Chiurazzi , quotata al 14 per cento, e quella di De Filippo, qualcosa come il dodici per cento. La minoranza di Lacorazza- Emiliano dovrebbe arrivare al dieci per cento, mentre Santarsiero spera di fare il botto a Potenza, anche se prontamente contrastato da una seconda lista locale, guidata da Pessolano, che al momento è un rebus. Quale che sia il risultato, la lettura delle singole preferenze è in grado di dare una idea sui nuovi che entrano in politica, speriamo con la testa giusta e con le parole d’ordine che non siano solo “ a me cosa tocca”. r.r.