Le contraddizioni di cui si rende autrice la direttrice generale dell’ASM, Sabrina Pulvirenti, non fanno più notizia tanto sono numerose e ricorrenti. Fa solo notizia il clima di sfiducia e di rassegnazione che si sta diffondendo tra gli operatori ed i dipendenti dell’azienda sanitaria materana con i riflessi che comporta sul piano della funzionalità dei servizi. Il caso Annese fa il paio con quello che riguarda il primario dell’UOC di neurologia, d,ssa Coniglio, cui immotivatamente la direttrice generale ha rifiutato la prosecuzione dell’attività fino al 70° anno di età.. Questo addirittura è più eclatante per le motivazioni che la stessa amministratrice mette per iscritto negli atti deliberativi. Mettiamo le cose in ordine.
Numero 1 : . Il Direttore Generale della Asl nega ad Annese la possibilità di restare in servizio sostenendo , bontà sua, che non c’è un diritto previsto dalla legge ma che è una facoltà dell’amministrazione concedere o meno la prosecuzione del servizio.
Numero 2: Mentre il dr.Annese, direttore sanitario del Presidio ospedaliero di Matera, impugna questo assurdo provvedimento, la Pulvirenti firma documenti ufficiali in cui afferma che la direzione sanitaria dell’ospedale di Matera non solo esiste in organico ma viene confermata anche per i prossimi anni. Infatti la delibera 148 del 2023 che approva il piano assunzionale triennale 2022/2024, conferma la persistenza della direzione sanitaria dell’ospedale Materano. Non solo ma, qualche giorno prima, la stessa Azienda aveva indetto un avviso interno proprio per sostituire il dr.Annese, cui era stata negata la prosecuzione del servizio.l
Numero 3. Il 16 maggio scorso, con una sentenza di rara chiarezza, il giudice del tribunale del lavoro di Matera prende praticamente a pesci in faccia la Pulvirenti ricordando che il trattenimento in servizio di Annese non è nella sfera discrezionale dell’amministrazione ma un diritto dell’interessato.
Numero 4) La Pulvirenti , non avendo altro da fare che puntellare… un puntiglio, impugna la sentenza e, incurante del ridicolo cui va incontro, nell’atto di appello arriva a sostenere che la scelta di mantenere il direttore sanitario ospedaliero è puramente discrezionale ovvero può servire ma può anche non servire, non solo contraddicendo gli atti ufficiali da lei emanati, ma ufficializzando una bestialità che avrebbe dovuto allarmare chi l’ha scelta per quell’incarico, e cioè che un Ospedale come quello di Matera, che serve una intera provincia come DEA di secondo livello ,può fare a meno di una figura di coordinamento e di controllo come quella del Direttore Sanitario.
E allora, la domanda che viene rivolta al Governo regionale e all’assessore di competenza è questa: a che gioco giochiamo? Si sta lavorando per declassare il nosocomio materano introducendo una gestione incoerente, bislacca e portatrice di disordine interno, come già accaduto per la gestione del San Carlo con un’altra perla di dirigente di provenienza esterna? E se la sentenza di Annese viene confermata nonostante il ricorso, non ci sono gli estremi del danno erariale?. E se la Coniglio viene reintegrata in servizio, non ci sono prove sufficienti per un licenziamento su due piedi? E, per ultimo: perchè la minoranza tace su questa cervellotica conduzione? Rocco Rosa