LA FESTA DI SANT’ANTONIO A PIGNOLA

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GERARDO  ACIERNO

la fanoja’, la corsa e … –

 

L’aria della festa comincia a respirarsi dal primo pomeriggio del 16 di gennaio, vigilia di Sant’Antonio Abate, protettore del fuoco e degli animali. Bambini e ragazzi infreddoliti ma felici bussano alle case cercando legna da ardere per la fanoja, il grande falò già sistemato nella piazzetta antistante alla chiesa del Santo. Hanno mani livide e nasi rossi mentre accatastano i tronchi, poi tornano a correre senza sosta per li cundane del borgo.

   Si ride e si scherza attorno alla fiamma gigantesca che sputa faville nel nevischio della sera. Pochi fedeli alla funzione religiosa ma tanta gente intorno al fuoco che va facendosi brace: si aspetta il momento giusto per raccoglierla e portarsela a casa perché quello è ‘ fuoco benedetto’, memoria e tradizione di un passato di miseria infinita quando si abitavano tuguri gelidi e senza gioia. Asserragliati nei bar (un tempo nelle cantine) pochi appassionati del ‘pop’ cantano a squarciagola antichissimi tavinë.

    Il 17, poi, è la giornata della corsa. La ormai famosa corsa dei muli, bestie solide, testarde, cocciute e ribelli come gli abitanti del paese. Tre i giri da percorrere con partenza dallo slargo davanti alla chiesa: si va su per il Paschierë, si gira a destra, si affronta la temibile discesa della Caserma e della fundana vecchia. Poi ci si arrampica per la salita dell’Annunziata, una mezza curva a sinistra, un’altra a destra, il curvone della chiazza e infine il traguardo.

    La folla, come a Siena, è festante, multicolore, dispersa sui balconi, sui muraglioni, i più coraggiosi a ciglio strada, i pavidi dietro le vetrine dei caffè e dei negozi. Sui gradini della casa di Leonilde, in attesa della proclamazione del vincitore, si esulta, si commenta, si ride e qualcuno piange.

    Una volta, a questo punto della festa, uscivano Nozzi e Chiapparo’ vestiti da parate (maschere) con i vermicelli rossi di sugo serviti nel bianco pïsciaturë: annunciavano, in questo modo, l’ingresso del Carnevale, situandolo tra ‘ la miseria e la nobiltà’ di una grassa risata popolare.

    Nelle case, intanto, si spande il profumo degli strascënadë con la mollica e d’u pëzzendë che naviga nel ragù. Il tutto accompagnato da ‘nu bucalettë di vino appena spillato dalla botte di riguardo: oggi in tutte le case si festeggia. L’inverno, bontà sua, può bene attendere. E la fisarmonica suonerà per tutta la notte motivi eterni: Amapola, Malafemmena, Esperanza.

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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