LA FIBRA OTTICA COME DIRITTO ALLO STUDIO

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E’ indubbiamente motivo di soddisfazione sapere che la fibra ottica sta coprendo l’intero territorio regionale, che già nelle due città capoluogo  sta collegando i singoli palazzi e che l’attività di Open Fiber, la società incaricata di portare il servizio in 19 milioni di case, entro fine anno avrà collegato tutti i comuni della Basilicata, anche quelli più isolati. Questa società è una specie di nastro trasportatore, o se vogliamo un’autostrada sulla quale viaggiano tutti gli operatori di telefonia e di big data , ad eccezione di Telecom che ha deciso di farsi una propria rete. E’ stato già detto che questo servizio di grandissima utilità sia per le attività imprenditoriali che per quelle sociali, a cominciare dalla scuola e dagli ospedali, viene da scelte fatte dal precedente Governo regionale, nella considerazione, fatta allora, che se, come lucani, non abbiamo avuto la fortuna di avere le grandi arterie stradali e ferroviarie, capaci di togliere dall’isolamento il territorio regionale almeno non dovevamo perdere il tram dell’autostrada digitale, capace di farci dialogare a distanza in tempo reale e di trasportare servizi e dati ad una velocità uguale a quella delle grandi metropoli. Finora questo non lo abbiamo potuto avere con la tecnologia preesistente, perché normalmente il segnale di banda larga, pur arrivando nelle varie cabine poi doveva passare per l’ultimo miglio attraverso un filo di rame che rallentava la trasmissione e annullava i vantaggi. Oggi non è così ed è certo che l’internet veloce, attraverso le fibre di vetro, sarà patrimonio di tutti.  Il Governatore Bardi ha trovato il modo di sollecitare le famiglie e le imprese a munirsi di questo servizio, anche attraverso una auspicata campagna di sensibilizzazione e questo ci autorizza a dire che la migliore campagna è quella di considerare il servizio come un diritto di tutti, di quelli che possono pagarlo e di quelli che non possono farlo. Si, perché il servizio , che pure parte da una base di 20 euro mensili, alla fine tra iva e altri costi arriva ad un minimo di 50 euro mese. E poiché i fruitori principali sono da un lato le imprese e dall’altro i giovani , molti dei quali già nativi digitali, non è peregrino il quesito se la Regione debba o meno intervenire a sostegno almeno di questi ultimi, pensando ad un provvedimento del tipo “un computer in ogni casa”, magari fissando un tetto Isee oppure, meglio ancora, aggiungendo al bonus cultura di emanazione statale, per i giovani da 18 anni in su, anche  il bonus formazione scolastica digitale , dai sei ai diciotto anni. Si potrebbe  circoscrivere la platea fissando un tetto abbastanza alto per comprendere non solo la fascia più indigente, ma anche quella medio-bassa, che già alle prese con l’inflazione, con l’aumento dei costi energetici e quant’altro, sta scivolando verso quella indigente. E dunque, ci pensino Bardi e Cupparo. Se la formazione digitale è un diritto di tutti, gli strumenti per farla in condizioni paritarie è nelle finalità istituzionali della Regione o dello Stato. Si ponga questo tema a livello di legge, nazionale o regionale che sia. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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