LA GENESI DELLA FAMIGLIA DEL BALZO

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LE GRANDI DINASTIE: LA FAMIGLIA DEL BALZO (CAP. I)

VITO TELESCA

L’origine della nobile famiglia dei Del Balzo è stata nel tempo associata a due narrazioni, l’una di natura liturgica, l’altra prettamente storica.

La prima leggenda risulta essere tra le più diffuse, raccontate e sacre giunte fino ai nostri giorni, tanto da ottenere una ricorrenza stabile nel calendario cristiano. Essa corrisponde con l‘Epifania di nostro Signore Gesù Cristo, data 6 gennaio e volgarmente identificata con il giorno della befana. Epifania è il termine che identifica la manifestazione di Cristo al mondo. La sua rivelazione agli uomini. Più schematicamente la chiesa di oggi associa l’Epifania identificandola con la visita dei re Magi, che il vangelo di Matteo, giunto a noi solo in greco, indica come “màgoi”, ovvero indovini o sacerdoti di origine persiana. L’evangelista Matteo non indica nemmeno il loro numero ma parla solo di tre doni portati al bambinello (oro, incenso e mirra) e quindi numericamente i magi potevano essere solo due oppure dieci. Non lo sapremo mai.

re magi galatina

Per altri testi storici (attendibili o meno non sta a me stabilirlo) come i vangeli apocrifi, si delineano alcuni dettagli: che sono tre (numero perfetto per antonomasia), che sono dei Re, che hanno età diversa e grazie a questi testi vengono addirittura svelati i loro nomi: Casparre, Melchiorre e Baldassarre. Da qui parte l’input letterario e “storico” che dà il via alla leggenda dei “Re Magi” in adorazione a Betlemme, guidati da una cometa (in realtà l’esplosione di una supernova)  che ha decorato le nostre chiede nei secoli (a Ravenna, a Parma, a Galatina, solo per citarne alcune) e che ha dato ispirazione a centinaia di artisti (Botticelli, Giotto, Leonardo Da Vinci e infiniti altri).

Abbaye_Sylvacane_Roque-dAntheron

La nazione che più di tutte ha alimentato questa leggenda è stata la Spagna. Un dipinto catalano dell’XI secolo indica Melchiorre come il vecchio della comitiva, Caspare il re di mezz’età e Baldassarre il più giovane ed è colui che regala l’oro alla Sacra famiglia. Nelle arti figurative i tre rappresentavano i continenti al momenti conosciuti, anche in base ai tratti somatici e al colore della loro pelle. Baldassarre era nero e con lui si identificava il re d’Africa. Con queste sembianze viene anche rappresentato nella nostra storica e gloriosa tradizione presepistica.

Dalla Francia del sud, dalla Provenza, ha inizio la seconda parte della nostra storia, che poi ci riporta in Italia. La famiglia nobile dei De Baux ha da sempre raccontato di discendere da Baldassarre. Il capostipite della famiglia pare sia stato Pontio I, Visconte di Arles e signore di Le Baux, nato nell’ 870. La famiglia acquisì nel tempo numerose signorie, tra le quali segnalo Vienne, Marsiglia, Berrj, Montpelier e il Principato di Orange. Nel 1215 (pare proprio il giorno dell’epifania) ottenne dall’Imperatore Federico II il titolo onorifico di Re di Arles e di Vienne.

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I De Baux avevano in buona sostanza il controllo di tutta la Provenza. Da subito il simbolo araldico della famiglia fu la stella cometa, segno inconfondibile che legava la famiglia al re “moro” d’Africa. Sappiamo bene come questa era e resta una leggenda altamente improbabile e che molte famiglie cercavano un “aggancio” fantastico, leggendario, mitologico o sacro, per donare alla propria casata una genesi particolarmente suggestiva. C’è anche un’altra leggenda medievale sulla loro genesi che  ipotizzava una discendenza diretta dalla sacra stirpe dei Balti, popolo germanico, che diede i natali e ai re dei Goti. Ccon la fine dell’Impero romano d’Occidente (476) questi fondarono i regni romano-barbarici visigoto, ovvero quei territori oggi identificabili con la Francia e la Spagna. Questa ipotesi pare più verosimile della prima.

Con certezza invece sappiamo che i Del Balzo in Italia  giunsero al seguito di Carlo I D’Angiò con Ugone Barral de Baux e suo figlio Bertrando de Baux, il quale nel 1272 venne nominato conte di Avellino per il suo valoroso impegno durante la famosa battaglia di Benevento e che, contrariamente a suo padre, decise di mettere radici in Italia. Scelta buona e giusta la sua, perché Bertrando possiamo considerarlo a tutti gli effetti il capostipite della famiglia Del Balzo nel Regno di Napoli. Ovviamente anch’egli  decise di includere imprimere nella sua insegna nobiliare la stella cometa di evangelica memoria e diede così vita ad una delle sette famiglie più potenti del Regno.

IN COPERTINA France_Les_Baux_

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