Armando Tita
In questi ultimi giorni sta spopolando e impazza sui Social l’aggiornamento delle indennità conferite ai vari consiglieri regionali dopo l’approvazione della legge regionale n. 22/2024. Un quadro sinottico esposto sui Post e sulla stampa locale in maniera perfetta e riepilogato in forma di sinossi, secondo un criterio schematico che consente una rapida visione e una seria acquisizione mnemonica degli importi. Avrei preferito questa stupenda chiarezza cristallina nei diversi ambiti mai scalfiti dalla preziosa stampa locale, in particolare, nella richiesta sistematica del monitoraggio ambientale degli stupri territoriali perpetuati a danno della nostra meravigliosa terra lucana, per decenni, da veri barbari e da veri banditi dell’inquinamento…dalla Valle del Basento all’Area industriale di Tito. Dobbiamo amaramente constatare che la surrichiamata legge n. 22/2024, una legge fulminea, prima approvata dall’intero Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e poi ignobilmente e ambiguamente smentita dalle varie opposizioni ci ha seriamente amareggiati e sconfortati. Una toppa peggiore del buco che ha dimostrato plasticamente la goffaggine di una indegna opposizione e di una indegna maggioranza che debutta in Consiglio regionale con un ”autoprovvedimento” di aumento delle indennità. Fulgido esempio di correttezza politica e amministrativa. Per restare in tema sanremese e mutuando il festival di qualche anno fa siamo in grado di fare RUMORE (Diodato)? Un “Rumore” fatto di dignità e di verità e non di spudorate menzogne sugli sprechi infiniti… dalla “Ferrandina- Matera” agli studi di fattibilità …coltivati nel sogno(mai realizzato)… dell’aeroporto a Potenza. Una sorta di remake del “Ponte sullo stretto” in salsa lucana. Viceversa (Gabbani)restiamo gli ultimi della fila (Levante)come anime senza sogni. Ripenso alla cultura del “buon esempio” inculcataci dai padri costituenti. Ripenso alla pera spaccata in due dal Presidente della Repubblica Einaudi per evitare “sprechi” al Quirinale. Ripenso ai tanti “Galà” dei giovani democratici lucani della prima ora, con i Giovani di Libera. Erano giovani costantemente impegnati nella ricerca delle “Verità”. Verità che mancavano da decennii nella gestione politica e amministrativa della Regione e dei suoi apparati. C’era in quei giovani del Pd dell’epoca una domanda incessante sulla realtà lucana, un desiderio di pulizia vera che superasse gli squallidi riti affaristici che si saldavano con il bisogno di conoscere e di superare lo stucchevole e secolare nepotismo/clientelismo dei politici, senza scrupoli. Di questi galà e di questi buoni propositi si sono perse le tracce. Viviamo nel Pensiero Unico della “Mediocrazia”, sorda e inconcludente. Tutti uniti all’assalto alla diligenza, non solo con la legge 22/2024,tutti rigidamente attaccati al potere, ai privilegi e alle prebende d’oro. Siamo stati governati da surrogati di democrazia da sempre. Poche e rare le progettualità, pochi e rari i Bandi che hanno goduto di diritti soggettivi assoluti, cosiddetti “erga omnes”. Chiedo scusa se mi cito, era complicato per me convincere centinaia e centinaia di imprenditori/artigiani e PMI che la domanda inoltrata era completa e corretta, l’istruttoria era conclusa e non aveva bisogno di ulteriore conferma delle “segreterie politiche” varie. Tutto ciò, cari Giovani, per farvi comprendere che è stato difficile e difficoltoso superare questo stucchevole modus operandi “secolare”, consolidato dalla continuità silenziosa e dal tranquillo contesto politico di sempre, senza far RUMORE, per carità. Dove sono finite quelle belle riflessioni dei giovani di Libera sulla Memoria? Memoria come unità del prima e del dopo, nella centralità del “fare insieme”, alla Ciotti maniera. Dov’è finito l’attacco inusitato dei giovani del PD verso noi, generazione matura, imprigionata da pretese di stampo meramente egoistico e individuale? Come era bello il pensiero PD della prima ora e dei giovani di Libera di quel tempo. Un tempo recente… svanito …evaporato nella “NULLOCRAZIA” odierna . Era bello “Fare e operare insieme” per costruire un futuro a partire dal presente e dai luoghi della propria esistenza e dai nostri borghi natii, meglio noti, come “cimiteri” dei vivi. Desiderio di restare nella propria terra con entusiasmo e tanta “comunione”, con onestà e con generosità. Desiderio di esserci e di incidere nel tessuto sociale lucano arricchendolo e potenziandolo con tanti buoni esempi. Era bello incontrare questi giovani di Libera e del PD e intercettare passioni ed emozioni che a Noi maturi non appartenevano più . Avevo nutrito tanta fiducia sui giovani lucani e sul ricambio generazionale. Mi ero illuso che le nuove generazioni avrebbero lottato per la vera libertà . La libertà più grande, quella della dignità, quella che si spende per gli altri, per chi non è libero, per chi è povero, per tutti quei giovani “iperprofessionalizzati” , fuori tribù, stuprati dai “suggelli” partitocratici vecchi e nuovi . Giovani lucani, umiliati, piegati ai voleri di uno spudorato potere politico e privi di diritti . Del resto per restare in tema , i grandi educatori da Don Pino Puglisi a don Tonino Bello sostenevano che il senso della libertà va coltivata con il senso della giustizia, della legalità, dell’amicizia e dell’impegno verso gli altri. Tutti valori, non negoziabili, calpestati vilmente da questa orripilante politica lucana e da questi “singolari” dirigenti, “diversamente generosi”. Da decenni mi batto per un patto e per un dialogo intergenerazionale come forza motrice di una politica sana che non si accontenti di amministrare l’esistente con rattoppi e soluzioni veloci, alla l.r. 22/2024, ma che crei le condizioni per progetti condivisi e sostenibili. Soltanto acquisendo, cari Giovani, la capacità di osservare la Basilicata a 360 gradi potremo riuscire a mettere in rete conoscenze, persone, informazioni e valori per trovare nuove strategie e nuove soluzioni alle richieste sempre più pressanti della modernità. Solo in questo modo, cari Giovani lucani, chiudo e non vi annoio più, svilupperemo consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie responsabilità. Tutto il resto è FUFFA e demagogia della peggiore specie.
*Sociologo e Saggista