Quando diciamo che manca la politica, è perchè constatiamo che la sua assenza si fa sentire in quello spazio che passa tra la percezione del “sentiment” popolare e le risposte delle Istituzione su fatti e vicende. Diciamo pure che la politica in questi anni ha commesso tanti sbagli e tutti legati ad un abuso di discrezionalità, ma sicuramente non ha dato segnali di impotenza e di inattività, accollandosi anzi compiti che non erano propri e supplendo alle deficienze di altri. Così nelle emergenze, così nella soluzione di singole vertenze, all’esito delle quali contribuivano personalmente le soluzioni pratiche che si imponevano intelligentemente rispetto alle risposte burocratiche. Tutto si può dire di quelli che ci hanno governato fuorchè non avessero capacità di aggredire le problematiche e di trovare soluzioni ad esse. Ci sono stati presidenti ( Boccia, Bubbico ,De Filippo, lo stesso Pittella) che erano motori della macchina e che avevano autorevolezza e conoscenza dei meccanismi , al punto da superare e sorvolare sui tanti chiodi a tre punte che la burocrazia spesso seminava per terra , dopo essersi opportunamente dotata di mutande di latta per evitare responsabilità. Oggi lo spaesamento della gente nasce dal fatto che la classe che è arrivata era preparata per protestare e non per agire e che di fronte a questo nuovo compito si è dimostrata sostanzialmente inadeguata, ad eccezione di chi teneva un addestramento specifico nelle amministrazioni comunali , vera gavetta di ogni amministratore che si rispetti. A complicare questo quadro hanno contribuito anche altre due cause: l’alta dirigenza che non conosce il territorio perchè proveniente da fuori e il depauperamento vertiginoso dell’organico dirigenziale della regione , non rinnovato e con ampi vuoti che si fanno sentire. Così che, messi insieme questi tre fattori , inesperienza politica, non conoscenza del territorio e carenza di organico, la Regione è praticamente collassata e si rifugia in una navigazione di corto raggio, navigando sotto costa per paura di affondare. Per semplificare con una battuta, mentre i primi erano capaci, capacissimi….capaci di tutto, questi di oggi sono, salvo eccezioni, politici in formazione e ,come tali, inadeguati ad essere risolutivi rispetto ai singoli problemi. E questo al di là dello scarso senso di squadra, e della sostanziale disunione di una maggioranza, cosa grave e di cui abbiamo già detto. Il problema non sarebbe percepito in maniera così pericolosa se non fosse che a questi nuovi amministratori è capitata la tempesta perfetta, cioè una emergenza che richiede non l’ordinaria amministrazione ma la straordinaria capacità di inventare soluzioni, risolvere problemi e dare indicazioni corrette, così che è trascorso un anno senza che si sia visto un guizzo di operatività e di creatività mentre si sono solo sentite parole consunte di una vecchia politica che si gloriava quando i dati andavano bene e chiamava sfasciacarrozze gli altri quando le cose andavano male. E questo vulnus non è stato superato né nel rapporto con le compagnie petrolifere, né nella programmazione delle risorse del recovery, né nella interlocuzione sulle infrastrutture e nemmeno nella predisposizione della strategia di sviluppo. Ora, detto in soldoni, la gente non solo è delusa ma è anche disorientata e con il morale sotto le scarpe perchè non vuole tornare indietro, sapendo che ha voluto superare un sistema di potere che lo asfissiava e lo rendeva marginale, ma non è contento di come si va avanti e non vorrebbe dire la fatidica frase che “si stava meglio quando si stava peggio”. Vorrebbe cambiare ma onestamente è buio fitto e l’orizzonte non è dato vedere. Rocco Rosa
LA GENTE PROTESTA, E IN REGIONE E’ BUIO FITTO
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