Pio Abiusi aveva già scritto un mese fa praticamente a tutto il mondo per denunciare quello che sotto sotto si sta facendo a Ferrandina con una autorizzazione che dimentica l’operazione più importante e cioè la previa caratterizzazione del terreno dell’area ex Mithen a Ferrandina. Adesso come destinatari, oltre all’autorità Audit dell’Agenzia per la coesione territoriale, al ministero dell’Ambiente, a tutte le direzioni interessate della Regione, ci ha aggiunto anche il Noe ed il Comune di Ferrandina. In pratica , la società Grenweech, avrevbbe ottenuto un finanziamento per la riutilizzazione dell’ex sito Mithen con un progetto che comprende la bonifica dell’esistente limitata alla rimozione dell’amianto, con il che ignorando complemente il danno ambientale rilevantissimo che è stato procurato al terreno e al territorio. Dice Abiusi, nella documentata cronistoria ricca di documenti che ha inviato ai destinatari:
….”l’intervento finanziato ignora completamente la situazione ambientale pregressa e nei punteggi relativi alla valutazione del progetto vengono attribuiti ben 3,50 punti perché l’area industriale viene considerata bonificata. Sic!
Inviamo la nota anche agli organi preposti all’eventuale erogazione e controllo del finanziamento perchè c’è l’ allegato 1,che è la lettera inviata dal Direttore del Servizio di Igiene Epidemiologica e Sanità Pubblica facente capo al Dipartimento cli Prevenzione Collettiva della Salute Umana dell’ ASM e che in occasione della convocazione, il 9 Maggio u.s., della conferenza cli servizio curata dall’Ufficio Ambiente della Provincia di Matera per la concessione dell’AUA- autorizzazione unica ambientale- ha ben descritto sinteticamente la situazione ad oggi ed ogni commento al momento è davvero inutile . Oltre l’amianto sui tetti c’è di più!!!
Chiuso il capitolo dei finanziamenti veniamo a quello squisitamente ambientale che adesso ha un ruolo cardine.
Come già detto L’ufficio Ambiente della Provincia di Matera ha convocato la conferenza di servizio per il 9-5-17 perchè ritiene di poter rilasciare l’AUA per l’autorizzazione delle emissioni in atmosfera ed agli scarichi- siamo alla cura Di Bella per combattere il cancro- si allega il carteggio relativo.
La conferenza dei servizi viene aggiornata, come si evince dal verbale al 31-5-17 sulla base dei pareri emersi.
Quello espresso dal rappresentante del Comune di Ferrandina è edificante, egli suffraga il parere reso dal direttore del consorzio ASI che è in allegato al carteggio e che ravvisa l’esigenza del rinvio tenuto conto che iL successivo 23-5 l’ente avrebbe avuto un incontro con l’ISS- l’Istituto Superiore della Sanità- per l’esame dell’analisi di rischio sanitario delle indagini effettuate nell’area della Val Basento. Qualsiasi incontro va bene ma non è che il nostro abbia sbagliato treno e sia andato a Roma per discutere dell’intervento CBMT 07 nel Sin Val Basento e che riguarda la bonifica dei suoli delle aree pubbliche nonché di quelle agricole colpite da inquinamento indotto e per le quali è in corso la ulteriore caratterizzazione dei terreni?
L’area ex-Mythen, invece, è privata e rientra nel SIN Val Basento ed immediatamente confinante con l’area pubblica identificata con codice CBMT06 per la quale è previsto un intervento pari a I0,8 Meuro per il completamento della messa in sicurezza e bonifica dell’acqua di falde e per l’intervento, sono in corso le procedure di appalto.
Arpab è una macchina che va a tre cilindri, non ha perso le vecchie abitudini eppure è l’Ente strumentale al servizio della collettività che dovrebbe conoscere il territorio ed infatti lo conosce ma guarda volutamente altrove.
L’ufficio suoli e rifiuti di Matera è stato ed è sul pezzo conosce l’area palmo palmo ma non viene interpellato e non viene messo in condizione di operare, dell’inquinamento presente da quelle parti siasui suoli pubblici che su quelli privati e relative falde o acque sotterranee non viene fatta menzione, è solo memoria corta?
Arpab si esprime solo sulle emissioni in atmosfera. iL fatto che Arpab si attenga,volutamente al compito ricevuto valorizza la conferenza dei servizi per il rilascio dell’AUA.
Noi diciamo che le argomentaziorù addotte dall’Asm dovevano essere anche quelle dell’Arpab ma non viener fatto riferimento alla mancata presentazione del piano di bonifica dell’area sulla base del piano di caratterizzazione approvato, e che è già è stata già prodotta a suo tempo.
La lettera del MATTM oggi deve essere integrata con tutta la documentazione prodotta nelle varie conferenze dei servizi tenutesi successivamente a quella data e cioè dal Febbraio 2014 ad oggi e miranti alla bonifica del Sin Val Basento .
Alla predetta nota ministeriale ne è seguita una di riscontro dell’Amm.ne Prov.le di Matera 0°45159del 9- 12-1 1 che diffidava la Mythen ad adempiere a quanto indicato. Non accadde nulla perchè l’attività dell’impresa fu sospesa e si giunse alla dichiarazione di fallimento del 12-3-14. L’attività di monitoraggio e talvolta di caratterizzazione coordinata dal Mattm ed eseguita dall’ufficio suoli e rifiuti di Matera per quello che riguarda il SIN Val Basento di concerto con l’ Ispra è proseguita dal 2013 ad oggi.
Per quello che riguarda la ex-Mythen l’attenzione è stata posta solo al Piezometro SP3 posto sul terreno di proprietà, le indicazioni dei due Enti-Arpab ed Ispra- sono state di estendere il monitoraggio all‘intera area di proprietà come si conviene in questi casi ed è il privato ad eseguirle per determinare non solo l’inquinamento presente ma individuare anche le sorgenti attive. La conferenza dei servizi indetta dalla Provincia per il RILASCIO dell’AUA alla Greenswitch viene aggiornata al 31-5-17 . Negli allegati si ha modo di verificare che la società Tecnoparco alla quale è stato chiesto il conferimento ed il trattamento dei reflui attraverso la condotta di proprietà della predetta società HA espresso un sostanziale diniego tenuto conto della scadenza temporale richiesta. Cbe si vada ad uno scarico a suolo beninteso temporaneo negli anni come da copione già visto e documentabile ?
Per una circostanza simile alle tante altre ,il 28 Febbraio 2012 in audizione presso la commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera dott.sa CelestinaGravina,oggi non più in forza all’ufficio per mancata riconferma, ebbe a dichiarare “Su Matera mi sono arrivate notizie sempre riguardo alla moria di pesci: tre pesci presi morti a riva e non c’è stato nessun segno. L’ inquinamento esisteva, ma era da sostanze organiche, quindi c’era stato uno sforamento della tabella 3, fatto non costituente reato, con intervento precisissimo della provincia, che ha disposto le prescrizioni. Nel giro di quindici giorni si è risolto tutto” si trattava del caso di cui all’allegato 4 e di li in poi, in un ottica risolutiva e ” precisisisma” , si procedeva con autorizzazioni provvisorie emesse dalla Provincia dalla durata massima di 3 mesi anche con 4 prelievi delle acquea anche a cadenza quindicinale .
Rinnovare quelle autorizzazioni provvisorie e temporanee negli anni sarebbe semplicemente suggestivo.
Vogliate considerare quanto illustrato fin qui una semplice esposizione dei fatti perchè appare del tutto evidente che l’AUA non può essere concessa perchè vi sono interventi di bonifica da eseguire previa caratterizzazione e che rientrano nel procedimento di cui all’art.242 del d.lgs 152/06 e per tale procedura I’AUA non si applica- DGR 689/16comma 4,ambitodi applicazion,epunto2/c. L’iter successivo non può non essere che la V.I.A.
ll summenzionato articolo del decreto ambiente è chiarissimo e qualora il responsabile non provveda sarà l’amministrazione comunale e/o quella regionale a dovervi provvedere,vedasi art 250 del medesimo decreto- bonifica da parte dell’amministrazione-.
Siamo certi di aver fatto chiarezza sulla procedura di cui all’oggetto e sarà cura nostra monitorare gli accadimenti futuri. La concessione dell’AUA stante la situazione illustrata e conosciuta dalle parti potrebbe connotare un abuso d’ufficio ed omissione in atti d’ufficio da parte degli organi preposti alla prevenzione ed al controllo ambientale e quanto altro il magistrato vorrebbe ritenere sussistere.L’allegato “I” curato dai competenti organismi ASM esprime con chiarezza la situazione ed indica il modo comportamentale poiché non essendo stata fatta chiarezza sul livello di inquinamento in atto non si è in grado di preservare la salute pubblica.