“DIALETTANDO”, IL LAVORO SUI DIALETTI LUCANI DI PATRIZIA DEL PUENTE

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PATRIZIA DEL PUENTE

La Redazione di Talenti Lucani / Passaggio a Sud ringrazia la prof.ssa Patrizia Del Puente per il suo prezioso contributo, e per aver consentito ai suoi allievi di pubblicare per noi stralci della sua pluriennale ricerca sui dialetti lucani.

La Basilicata presenta un patrimonio linguistico particolarmente ricco. Le lingue romanze tutte derivano, come è noto, dalla frammentazione del latino volgare. A seguito di tale frammentazione si sono prodotti diversi sistemi vocalici tonici che sono distribuiti su tutta l’area romanza, ma in una sola area convivono tutti insieme: quest’area è la Basilicata. Sul territorio lucano, infatti, si rilevano il sistema vocalico romanzo-occidentale (colore blu), quello balcano-romanzo (colore rosso), sardo (celeste), siciliano (colore rosa) e, infine, sistemi di transizione (colore giallo). Il fatto che questi sistemi abbiamo nomi tipo “siciliano”, “sardo” o “balcano” non vuol dire assolutamente che le aree che in Basilicata li presentano siano state in passato abitate da popoli che provenivano da tali zone, ma semplicemente che essi sono stati riscontrati la prima volta in quelle regioni da cui poi hanno preso il nome: “sardo” in Sardegna e così via.

Oltre a presentare una situazione linguistica così eccezionale, la Basilicata è ricca anche di aree non lucane. Si avete capito proprio bene: non lucane. Nella regione, infatti, si registra,per esempio, la presenza di quelle che sono definite “colonie galloitaliche” ossia aree popolate da genti che provengono dalla Liguria e dal Piemonte. Si ritiene che alla fine del XII secolo, a seguito delle persecuzioni Valdesi messe in atto dalla Chiesa Cattolica, molti di questi credenti protestanti fuggissero dalle aree in questione per raggiungere terre più sicure. Alcuni si diressero verso la Sicilia, altri verso la Basilicata. Altri dopo un primo periodo in Sicilia raggiunsero,solo in una seconda fase, la Lucania. Questo doppio spostamento è certo per le genti che ripopolarono Picerno e Tito nelle cui lingue si ritrovano le tracce sia dell’originale lingua settentrionale, sia due marche linguistiche tipicamente siciliane. Come si può vedere, attraverso la lingua si riesce a ricostruire la storia di un popolo anche in assenza di documenti storici, il documento è la lingua stessa.

Le colonie galloitaliche della Basilicata sono le seguenti:

Inoltre in alcuni comuni si possono riscontrare frazioni che sono galloitaliche ossia: Pennarone a Lagonegro, Tintiera e Arioso ad Abriola e Castellaro e Perolla a Savoia. Oltre alle colonie settentrionali sul territorio si registra la presenza di colonie albanesi chiamate colonie arbëresheI flussi migratori dall’area balcanica arrivarono in Basilicata durante il XVI secolo e ripopolarono cinque comuni lucani, tre sul Vulture e due sul Pollino indicati nella carta seguente:

Anche in questo caso, come in quello precedente, si veniva in Basilicata alla ricerca della libertà e della pace. Sempre nella nostra Regione hanno trovato una loro nuova Patria due comunità Rom, una insediata nel territorio comunale di Lauria e un’altra in quello di Rionero. I Rom, che originariamente provenivano dall’India, si sono insediati in Lucania nel XVII secolo dopo lunghi periodi passati in terre slave. 

Infine, in ordine temporale, una colonia marchigiana che abita la frazione di Monticchio sul territorio comunale di Rionero dal XIX secolo. Servirà ricordare che la zona che abbiamo definito a “vocalismo sardo”, collocata nel sud della Regione (quella colorata in azzurro), è una delle due aree più conservative del dominio romanzo. La maggior parte delle lingue qui parlate conservano ancora le desinenze verbali latine di II persona e di III persona singolare. Riportiamo qualche esemplificazione contrastiva con i dialetti che invece non le conservano indicando in grassetto la desinenza conservata.

 [‘rwormə]        [‘rɔrmə]“tu dormi”

[‘rɔrmə]        [‘rɔrmə] “lui/lei dorme”

I dialetti della Basilicata, anche quelli apparentemente simili, si differenziano sempre tra di loro per qualche peculiarità. Per esempio alcuni presentano la trasformazione della –LL- latina in –dd- (lat. CABALLU >dial. [kaˈvaddǝ] “cavallo”) appartiene ad alcuni dialetti ad altri no, la trasformazione della (-)D- Latina in (-)r- (lat. DENTE >dial. [ˈrɛndǝ] appartiene ad alcuni dialetti ad altri no. Alcuni possono presentare entrambi i fenomeni altri solo uno o l’altro. Per di più sullo stesso territorio comunale si possono incontrare lingue diverse. È questo il caso di molti comuni ne citiamo alcuni più significativi al di fuori di quelli già citati sul cui territorio si contano colonie galloitaliche. 

Per esempio si registrano due dialetti sensibilmente differenti a Lauria tra le frazioni di Lauria Superiore e Lauria Inferiore; ancora lingue diverse parlano gli abitanti di Aliano centro e quelli di Alianello; differenze linguistiche si registrano anche tra le frazioni de “la chiazza” e della Rabatana e Fondi a Tricarico. Questi solo alcuni dei numerosi casi di differenze linguistiche all’interno dello stesso territorio comunale.

Si capisce bene che un patrimonio linguistico cosi ricco e articolato non possa andare perso ed è per questo che nel 2007 nasce il Progetto A.L.Ba. acronimodi Atlante Linguistico della Basilicata che si propone di dotare la regione e tutta la comunità scientifica di un atlante che raccolga e salvaguardi il patrimonio linguistico lucano. In questa importante iniziativa sono stati coinvolti per la raccolta dei dati dialettali stabilmente giovani laureati ed addottorati. Tale lavoro è portato avanti grazie ad un finanziamento regionale.

A oggi i volumi dell’A.L.Ba. pubblicati sono tre ( 2010-2012-2015 ) ognuno sarà corredato da un Bollettino di accompagnamento che fornirà dati aggiuntivi e ogni informazione importante per l’interpretazione dei dati linguistici raccolti. Di seguito una carta dell’A.L.Ba.

Come si può notare l’A.L.Ba. considera le lingue di tutti i 131 comuni lucani. Ogni numero riportato sull’Atlante corrisponde a un comune e accanto ad esso viene riportata la trascrizione IPA (Alfabeto Fonetico Internazionale) della parola in intestazione nella variante locale. Invece a colori abbiamo una cosi detta “carta tematica” che, attraverso la policromia, consente al lettore di individuare facilmente la distribuzione di un dato fenomeno linguistico o di un dato lessema. Il Progetto e i volumi pubblicati sono ormai noti in tutto il mondo e portano nuova attenzione sulla Basilicata e sulla sua cultura.

Con un investimento annuale minimo si è riusciti a produrre di fatto un’impresa culturale che impiega le competenze e le forze di giovani lucani. L’organizzazione in questi anni di ben cinque convegni internazionali ai quali hanno partecipato molti dei più eminenti studiosi di dialetti d’Italia e del mondo (tra cui si ricorda anche la partecipazione tra le altre delle Università di Cambridge e Oxford) ha consentito di tenere accesi i riflettori sulla nostra Regione. Dei primi quattro convegni sono stati già pubblicati gli atti.

Il Progetto A.L.Ba. è finalizzato principalmente a quattro obiettivi:

  • salvaguardare e tutelare le lingue lucane comprese quelle alloglotte di area arbëresh per restituire ai posteri la cultura linguistica lucana
  • pubblicizzare il lavoro di tutela svolto per far conoscere la Basilicata linguistica in tutto il mondo
  • far conoscere la realtà lucana in tutti i suoi aspetti
  • formare personale docente o di altre istituzioni interessate al discorso di tutela, salvaguardia e conoscenza delle realtà linguistiche lucane.

In prospettiva si punterà a fondare un Centro Internazionale di dialettologia sul territorio (a riguardo sono già stati avviati i protocolli d’intesa tra Università e Regione) che oltre a diventare punto di riferimento mondiale per gli studiosi del settore sia anche un motore di altre iniziative volte a mettere in evidenza la cultura lucana e a promuovere iniziative come per esempio le scuole estive di dialettologia rivolte a giovani studiosi del settore.

Questa mio breve articolo rappresenta un’introduzione alla rubrica quindicinale che partirà dalla prossima settimana e che vi racconterà dei dialetti lucani in maniera divulgativa, ma scientifica. Gli articoli saranno curati dai giovani ricercatori che fanno parte del Progetto A.L.Ba. e che da anni hanno con serietà curato la loro formazione.

A me non resta altro da fare che augurare a tutti coloro che vorranno farlo una buona lettura.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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