LA NASCITA DELLA STAMPA POLITICA NELLA LUCANIA DEL DOPOGUERRA

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di Michele Strazza

Dopo la caduta del fascismo, con la riorganizzazione dei partiti politici lucani, anche nella provincia di Potenza rinasce la stampa libera, previa autorizzazione del PWB (PsychologicalWarfareBranch), organismo di controllo delle truppe alleate di occupazione.

Il primo periodico ad essere pubblicato, a febbraio del 1944, è Rinascita. Periodico delle democrazie per la Basilicata. Suo ideatore è Salvatore Pagliuca (Muro Lucano 16 aprile 1895-5 luglio 1973), approdato dopo varie vicende alla Democrazia Cristiana, un personaggio di grande coerenza politica e morale che, a differenza di tanti futuri democristiani, non si era piegato durante il fascismo. Così sul primo numero del suo giornale spiega ai lettori il “Piano di battaglia” del periodico: 

Salvatore Pagliuca

“Questo giornale sarà la palestra aperta a tutte le sane correnti della democrazia, dirette non soltanto alla purificazione integrale dell’atmosfera politica appuzzata e corrotta da venti anni di autentico teppismo, ma anche e soprattutto alla rinnovazione morale della vita pubblica, al risanamento dei costumi, al ripristino di tutte le libertà conculcate e distrutte, al potenziamento delle residue energie spirituali della Patria prostrata, alla valorizzazione di uomini nuovi, immuni dalle colpe del periodo prefascista e fascista e temprati alle lotte dell’avvenire dalla dura esperienza del passato. Uomini nuovi nel senso vero della parola, non rivestiti, agghindati, spolverati, impomatati a nuovo, con una fiammante e svolazzante cravatta alla Robespierre od una qualsiasi variopinta coccarda all’occhiello. Uomini nuovi che rappresentino un’idea e non un interesse, una massa e non una clientela od una stirpe. Uomini nuovi che osarono lottare il fascismo mentre era in vita, minaccioso ed armato, non quando era già fetida carogna. Uomini nuovi, che abbiano indiscutibilmente cultura ed ardire, esperienza e volontà, preparazione e fede”.

Vito Reale

Poi, sempre nello stesso mese, è la volta del nittiano Il Gazzettino. Fondato da Vito Reale, il quindicinale è diretto da Benedetto Stoppelli e viene stampato a Potenza nella tipografia Mario Nucci. Su di esso il Reale, in sintonia con il pensiero di Nitti, prende posizione contro la politica del CLN, in rappresentanza di quei ceti medi contrari al nuovo potere dei partiti di massa. Tra le sue firme anche quella del giornalista Alberto Jacoviello che poi passò a Rinascita e ad Azione Proletaria.

don giuseppe de luca

Anche altri personaggi gravitano, ma soltanto inizialmente, attorno al giornale. Sono, infatti, componenti della “Commissione di Redazione”Enzo Pignatari, Leonardo Morlino, Domenico Valentini e Antonio Tamburrini. Vi fanno parte, inoltre, alcuni esponenti del Fronte di Azione Nazionale come il suo presidente, Raffaele Martorano, e i due vicepresidenti Domenico Bochicchio e Tommaso Pedio. Con lo spostarsi della testata totalmente sulle posizioni di Vito Reale essi prendono altre strade.

Tommaso Pedio

Sul primo numero del 6 febbraio la redazione tenta di esprimere al lettore l’idea di un giornale che «non sorge a servizio di alcuna tendenza politica», un «giornale del popolo, di quel popolo ancora sano e cosciente». Ma, al di là delle intenzioni manifestate («doveri e necessità ci impongono, per ora, di astenerci dalle lotte di partito che importerebbero ad una inevitabile e disastrosa dispersione di forze») il periodico si avvia a diventare la cassa di risonanza di una precisa formazione politica lontana dalle posizioni dei partiti di massa nei quali vede il pericolo partitocratico e il tramonto delle singole individualità liberali.

Sullo stesso numero viene riportata una forte critica al congresso di Bari dei partiti antifascisti. Al di là della richiesta della nuova forma costituzionale per il Gazzettino non si sono fatti passi in avanti sulla strada di una reale collaborazione tra i partiti. Anzi, tale collaborazione, più che «reale e tangibile» appare «apparente e priva di significato».

Di tutt’altro avviso il primo numero del democristiano L’Ordine, uscito il 15 febbraio, che dà un giudizio largamente positivo del congresso di Bari il quale ha riconfermato «la non responsabilità dell’Italia nella tragedia della guerra».

Fortemente voluto da don Vincenzo D’Elia, il quindicinale, stampato dal 15 febbraio 1944 al 7 aprile 1946 a Potenza presso la Tipografia Editrice Lucana, con direttore responsabile l’avvocato di Pietragalla Gaetano De Bonis, riprende la vecchia testata del Partito Popolare lucano nata nel 1920. Redattore è don Angelo Mazzarone, giovane professore del Seminario regionale di Potenza il quale, firmando con sigle e pseudonimi, coprirà gran parte degli articoli.

Il giornale, a differenza del Gazzettino non vuole essere «giornale apolitico», presentandosi ai lettori «come un giornale che sorge a servizio di una idea politica», pur combattendo un concetto di partecipazione alla vita democratica esclusivamente come «lotta di partito contro partito composta di aspre polemiche e di sarcasmi vicendevoli». Il nome L’Ordine ben esprime l’impostazione conservatrice del periodico.

Tra le sue firme quelle di Vincenzo Verrastro, Emilio Colombo, Mauro Pennacchio e anche di Gioacchino Viggiani, ex podestà fascista di Potenza, in rappresentanza della tendenza al riciclo nelle file democristiane dei notabili del vecchio regime.

A maggio riprende le pubblicazioni anche Il Lavoratore, battagliero giornale socialista nato a Melfi nel 1905 e che ora, stampato nel capoluogo, diventa l’organo della Federazione Socialista Provinciale di Potenza.

Il giornale, assunte le vesti di quindicinale, viene stampato, dal maggio 1944 e per i primi 13 numeri, a Potenza presso la Tipografia Editrice Lucana, mentre per i successivi dalla Cooperativa Tipografica potentina “La Rapida”. Direttori sono, per i primi 5 numeri, Enrico Ajello e, per i successivi, Vincenzo Torrio. Le pubblicazioni cessano dopo le elezioni per la Costituente.

Tra le sue firme Mauro Salvatore, Giuseppe Masella, Carlo Ielpo, Enzo Pignatari, Vincenzo Milillo e Rocco Scotellaro.

A dare voce, infine, al partito comunista lucano interviene, dal 21 maggio del 1944, Azione Proletaria  diretto da Donato Leone.

Il settimanale, stampato a Potenza presso la tipografia di Mario Armento, ha come direttori l’avv. Donato Leone (nn.1-8), Michele Pellicani (nn. 9-14), in seguito Anselmo Tursi. Viene pubblicato dal maggio 1944 al 1946. Nel 1947 escono un numero straordinario ed un  numero speciale insieme a Il Lavoratore.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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