LA NUOVA SANITA’ SUL TERRITORIO SI FA SENZA CEMENTO

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Siamo la regione in cui non si programma e si rincorrono i problemi così come giornalmente si presentano o per scadenze o per emergenze.La burocrazia è stata abituata a lavorare al calendario di giornata con le priorità spesso fissate dall’alto in funzione di sollecitazioni che giungono nelle maniere più disparate. Ora è noto che in Italia si sta correndo per fare approvare il recovery plan in tempo utile per avere ghià da luglio il dieci per cento di anticipo. Che sono una ventina di miliardi e oltre. Così come è noto che la pandemia ha fissato una priorità su tutte: e cioè come affrontare la pandemia e come organizzarsi per le ripercussioni che essa avrà sul fronte della prevenzione e su quello della cura, Poiché la risposta che non si è data nella pandemia, e cioè una snaità territoriale capace di arginare il ricorso agli ospedali,è assurta ad emergenza assoluta, ci sarebbe da aspettarsi che in basilicata si corra per approntare un piano capace di realizzarsi in tempi rapidi e con buone probabilità di utilizare al meglio le esperienze fatte. Si sta affrontando il problema? No. Si sta lavorando quanto meno a mettere insieme chi può realizzare un piano funzionale? No. Si è fatto almeno un dibattito sugli indirizzi da dare a questo lavoro, uscendo dal vago di slogan e di genericismi? No.. Così che quando suonerà la campanella dell’entrata in classe, si rischia di essere impreparati e di essere infilzati nella spesa da chi si è saputo portare avanti con i compiti a casa. E dunque  sarebbe quanto meno opportuno darsi una agenda di lavoro e farla precedere da un atto propositivo di indirizzo che fissi i binari lungo i quali muoversi. Il principale dei quali è quello di evitare che si dia vita a nuova edilizia, con la scusa di realizzare case della salute o case di  comunità. C’è un vasto patrimonio di edilizia sanitaria rappresentato dagli ex ospedali o da quegli edifici che ambivano ad esserlo. C’è solo la difficoltà di scelta sui ruoli da assegnare ai singoli contenitori in relazione alla loro ubicazione e alla loro destinazione funzionale. Quello che manca in periferia sono gli operatori sanitari e le attrezzature essenziali per la diagnostica ,la cura e la riabilitazione. Si può partire dalle figure che presidiano il territorio dando corpo all’idea di far lavorare insieme, in uno stesso luogo, i medici di medicina generale e quelli di continuità assistenziale, opportunamente rinforzati, per tutto quello che è la risposta diagnostica all’accertamento e al trattamento delle singole malattie. Un luogo di coordinamento e di supporto,  che consenta ai pazienti di rimanere intorno al recinto di casa e di spostarsi in ospedale solo quando vi è una urgenza specialistica. Un luogo organizzato per arrivare nelle case di chi non può muoversi e di adempiere ad un’ assistenza a domicilio in tutte le fasi. L’esperienza degli USCA può essere organizzata su basi nuove, con un bacino di utenza più ristretto e con personale destinato unicamente allo scopo. Parliamo della medicina di gruppo, degli ambulatori zonali,dei laboratori e di tutte le strumentazioni di indagine, capaci di rinviare il paziente con una diagnosi certa al successivo step specialistico. E mano mano che sale la specializzazione i centri si allargano e il bacino si espande passando per  i poliambulatori specialistici e per i reparti ospedalieri. E tutto questo deve in forma flessibile, attraverso il coinvolgimento delle professionalità già esistenti e non burocratizzando i servizi alla persona e creando tanti piccoli ospedaletti di periferia che sarebbe come far rientrare dalla porta l’enorme spreco uscito dalla finestra. E’ urgente immaginare e mettere sulla carta una rete del territorio, fatta di energie professionali nuove , di figure innovative e di una dote tecnologica in grado di dialogare a tutti i livelli di consulenza e di cura, la vera parte del piano sanitario che è sempre mancata. O adesso, oppure mai più. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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