
Il ponte sul Basento è pronto ma non si apre. La commissione comunale vuole prima sapere che fine faranno gli spazi che sono collocati al di sotto del ponte e aspetta una proposta dalla giunta. Dico, ma ci potevano pensare prima? No, non ci hanno pensato. E va bene che siamo in inverno e non c’è una necessità di fruizione, ma se andiamo di questo passo, neanche in primavera si aprirà. Intanto la passeggiata si è allungata di parecchio e le immagini che vi proponiamo riguardano circa 600 metri che vanno dal ponte Musmeci verso l’Unieuro, da un lato e dall’altro del basento. Non abbiamo visto ancora il ponticello dalle parti del nodo complesso che consente di passare da una sponda all’altra e che insieme al ponte di San Vito e a quello appena realizzato, dovrebbe concludere l’anello circolare, consentendo agli amanti della bicicletta di esercitarsi su un giro che è pari a quello del Pantano. Proprio a proposito del pantano, va ricordata che l’ Amministrazione si è detta disponibile ad
affrontare il problema di una ciclovia che arriva al lago e che ha già contattato l’appulo Lucana per la fattibilità di un progetto di mobilità sostenibile, utilizzando la vecchia tratta Potenza-laurenzana. Ad ora l’attuale Amministrazione ha messo in cantiere la seconda parte della riqualificazione dell’alveo del fiume ai piedi della città e che consiste da un lato nel rafforzamento delle sponde nel tratto che va dal Ponte Musumeci all’ex industria di lavorazione del marmo Ricci, dall’altro ,appunto,nella realizzazione di un percorso pedonale e ciclabile che dovrebbe arrivare fino alle preesistenze archeologiche rinvenute sotto il nodo complesso di viale del basento-Galllitello. Il risanamento della nuova area non è cosa da poco perchè , proprio alla confluenza dei “tre mari”, si è verificato un fenomeno di erosione delle sponde del fiume Basento, sia per l’insediamento selvaggio di industrie, sia per l’impossibilità pratica di accedere per farvi opere di consolidamento, a cominciare dalla realizzazione di gabbie fluviali. Nel nuovo piano programma che va sotto il nome di ITI, sono stati messi 800 milioni per rea
lizzarla. Quando la pista ciclabile sarà pronta, dovremmo anche , come cittadini avere il piacere, di passeggiare o correre in un area più salubre e con un’aria più pulita, se va in cantiere la caratterizzazione della ex Liquichimica di Tito e il controllo di tutti gli scarichi nel basento, cosa che sta prendendo più tempo del previsto. A giudicare dalle immagini che riguardano il fiume, con un laghetto di schiuma sotto il gradone, il problema non è solo rifare le sponde, ma ripulire il fiume e disinquinarlo al massimo livello possibile.
la foto al centro riprende l’ingresso lungo la stradina che costeggia la Corte dei Conti, dietro la Conad