Parlare di candidature nel centrosinistra in Basilicata è veramente arduo e i nomi che circolano sono al momento solo esercitazioni teoriche. Questo perché la Basilicata è, globalmente intesa, una circoscrizione elettorale che desta molti appetiti, non solo a Potenza o Matera ma anche a Roma. E non solo nel Pd, ma soprattutto negli alleati che Il PD ha e ai quali non può chiedere sangue gratis, non riservando qualche postazione con ampie probabilità di vittoria, sia che si tratti nell’uninominale sia che si tratti nel proporzionale. Parliamo per esempio dei socialisti di Nencini o dei verdi di Bonelli, o addirittura di alleati storici come Alemanno o Casini. E’ comprensibile dunque l’ansia che molti parlamentari uscenti vivono e , proprio ora che ci si incammina nel collo di bottiglia di una decisione, emergono perplessità, ripensamenti e nuove paure. A monte di questo ragionamento c’è la mancata definizione del rapporto con la Sinistra. Il freddo calcolo dei numeri qui dice che la lotta a sinistra pone, da un lato, la necessità di trovare nel partito e nella coalizione renziana una eccezionale e convinta unità, per rispondere alla sfida degli ex; dall’altro, una scelta quasi suicida di una classe politica regionale a sinistra del pd, che rischia di portare l’ultimo secchio d’acqua a Roma e di stramazzare per la fatica. La componente guidata da Grasso senza un accordo, ha poche speranze di conquistare un collegio in Basilicata, dal momento che per quanto possa andare bene non può arrivare ai numeri ai quali il centrodestra o il centrosinistra legittimamente sono in grado aspirare. Salvo clamorosi e non prevedibili sconvolgimenti, ovviamente. Perché anche qui, sorprese a parte, vale il principio che una cosa è andare da soli, altra è andare insieme. Quindi diventa chiaro che una remota ipotesi di accordo non può esaurirsi in una desistenza , giacchè questa non farebbe che indebolire le posizioni complessive, ma deve significare un voto comune nella stessa direzione. Stando così le cose è prevedibile che gran parte dei politici di centro e di sinistra le vacanze di Natale le passeranno facendo la spola tra casa e sede di partito. Il tempo stringe e la quadra , tra chi sta mandando avanti una squadra per far capire che il Pd non è solo Renzi e chi invece vuole che Gentiloni faccia una squadra propria dove far giocare tutti i giocatori che non vogliono fare spogliatoio con Renzi, probabilmente non si troverà . Perche? Ma perché nel vocabolario di alcuni leader la V di vittoria viene dopo la V di vendetta. Comunque vada questa storia, il segretario regionale del pd, Mario Polese, ha davanti a sè giorni difficilissimi nei quali dovrà mettere a fuoco una soluzione per tante incognite: come non farsi mettere sotto da Roma, come tacitare le componenti interne, come inserire un rinnovamento necessario che faccia da preambolo alle successive scadenze elettorali regionali. Accontentare tutti non si può e aspettarsi che chi viene fermato per questo giro si dichiari contento di aver servito la patria è un miracolo che questi Natali del terzo millennio non conoscono. Rocco Rosa
Da sin: il ministro dell'Interno Angelino Alfano, il sottosegretario Luca Lotti e il ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi, durante i lavori per le riforme costituzionali in aula della Camera, Roma, 13 Febbraio 2015. ANSA/CLAUDIO
IL CENTROSINISTRA IN BASILICATA E IL TIMORE DI FARE I PORTATORI D’ACQUA
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