LA POLIEDRICA ARTE DI ROCCO MESSINA

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

Di Leonardo Pisani

Lo ricordo da quando faceva il cantante, era un pop rock di autore, in una tournèè per Fgci , era il 1987 e lì conobbi il giovane cantautore Rocco Messina, poi ci siamo persi di vista e ritrovati dopo anni per caso a Vaglio di Basilicata, in occasione di uno spettacolo, di cui poi parleremo nell’intervista,  nel frattempo di Rocco Messina vidi un bellissimo corto “Prendimi il cuore” del  2006, regista, sceneggiatore, autore delle musiche e come interpreti i bravissimi Peppino Centola e Sonia Topazio. Rocco Messina è nato, a Potenza, è un regista, sceneggiatore, musicista e autore di cabaret. Fra le sue collaborazioni più note ci sono quelle con Uccio De Santis, Trio La Ricotta, 99 Posse, Nino Buonocore. Ha realizzato anche diversi cortometraggi fra i quali “Eccheccevo’”, del 2004, con il quale ha ottenuto diversi riconoscimenti in Italia.

Lei è poliedrico: autore, regista, attore, musicista, compositore. E vive in Basilicata: come ha vissuto e reagito alle chiusure imposte dal COVID?

Sono quelle situazioni in cui, purtroppo, non si può fare altro che avere pazienza. Nel frattempo non ho mai smesso di lavorare, almeno per quella parte che posso curare da solo, a quei progetti che riprenderanno a fine pandemia.

Rocco Messina, lei è potentino doc, ha scelto di rimanere a vivere in Basilicata, mentre il grande cinema o teatro si fa nelle grandi città. Come mai questa scelta?

Più che una scelta è stato un susseguirsi di circostanze. I progetti che ho realizzato (fra spettacoli, videoclip, spot, cortometraggi, documentari) sono stati tanti e tutti uno dopo l’altro, anzi, spesso si accavallavano, e quindi non ho mai avuto né il tempo né l’intenzione di andare a cercare fortuna altrove. Nonostante ciò, va detto che ho da tanti anni rapporti di collaborazione anche fuori regione. Collaboro con una produzione romana come sceneggiatore (stiamo lavorando su due progetti di prossima realizzazione) e da oltre 10 anni con Uccio De Santis e il suo MUDÙ.

Lei ha anche portato Nino Buonocore a girare il suo videoclip in Basilicata, con un cast molto lucano e in una location particolare. Me ne vuole parlare?

È uno dei progetti ai quali tengo di più perché reputo Nino Buonocore uno dei più grandi autori che abbiamo in Italia. Anzi, per dirla tutta, io sono proprio un suo fan sfegatato. Lui aveva voglia di fare qualcosa che fosse un po’ fuori dagli schemi per un autore con le sue caratteristiche, e così ci siamo divertiti a inscenare una finta esibizione in cui lui canta in una location dalle dimensioni spropositate (l’EFAB di Tito Scalo), con alle spalle un improbabilissimo quartetto di ballerine. Un’esperienza, umanamente e professionalmente, meravigliosa.

Uno spettacolo originale da lei diretto e organizzato anche con Rosario Angelo Avigliano, mi ha colpito, eravamo a Vaglio di Basilicata. Lo ricorda?

Era lo spettacolo de “I CONTAFATTI”. Premetto che per questo argomento ci vorrebbe un incontro a parte, magari anche con Rosario Angelo Avigliano, perché i protagonisti di questo straordinario viaggio sono stati tanti. Rosario si offrì di aiutarmi a produrre un cortometraggio (Il canto degli asinelli) che nel giro di un anno riuscimmo a realizzare. Ma dopo pochi giorni dal nostro primo incontro mi disse anche “Ho un progetto di teatro itinerante in mente e penso che con te potrei realizzarlo”. Ci mettemmo subito all’opera e così nacque il progetto de “I CONTAFATTI”, con tutti attori non professionisti. Lo spettacolo metteva insieme teatro, musica, cucina tipica, tradizioni e leggende varie. Lo mettemmo in scena per tre anni e ogni volta con testi inediti. Fu un qualcosa che andava molto al di là del semplice progetto teatrale. Ti confesso che ogni volta che ne parliamo con il mio amico e co-autore Rosario ci scappa la lacrimuccia.

Mudù, un successo in tutta Italia. Uccio de Santis è un talento straordinario, capace di improvvisazioni e variazioni dei copioni. Lei è co-autore dei testi con questo asso della comicità. Croce delizia, immagino

Chiariamo subito una cosa: molti credono, sbagliando, che gli autori siano l’anima nascosta degli attori. Non è assolutamente così. Gli impegni degli artisti sono tanti e serve tanto materiale, a volte anche solo per un’unica occasione, e quindi gli autori hanno il compito di portare un po’ di legna per il fuoco. Ma il merito del successo degli artisti è solo degli artisti. Anche quando tu scrivi un testo o suggerisci un’idea, loro, sul palco o in televisione, la trasformano,impreziosendo il tutto con la loro verve. Ed è giusto che sia così.Uccio, poi, come hai sottolineato tu nella domanda, è un artista straordinario. Lui riuscirebbe a fare uno spettacolo di due ore totalmente improvvisato, anche su un tema a caso datogli da uno spettatore, anche lui scelto a caso, un minuto prima dell’esibizione. Quindi nessuna croce, solo delizia.Lavorare con Uccio De Santis è un piacere, oltre che un onore e una fortuna, perché c’è solo da imparare.

Il futuro di Rocco Messina? Pandemia permettendo…

Ho diversi progetti da realizzare, ai quali sto lavorando già da un po’. Prima di tutto però c’è un musical che sarebbe già andato in scena lo scorso maggio se non fosse arrivato il COVID. Io sono autore della sceneggiatura, delle musiche e dei testi, la regia è di Tonino Centola del trio La Ricotta, le coreografie sono di Elena Apostolico e lo spettacolo è prodotto da Michela Consolo per Metamorfosi Danza.

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